Anche nel mercoledì che segue di poco il Blue Monday, cioè il giorno più triste dell’anno, Fatti di nuoto Weekly è presente per tenervi aggiornati sul mondo del nuoto e dintorni.

E cosa c’è di meglio che qualche breve news sul vostro sport preferito per risollevarvi la settimana?

Chi va in ritiro…

Il periodo è quello giusto, le gare sono lontane e le vacanze pure, quindi molti degli atleti di punta del nuoto sono in ritiro da qualche parte per mettere più fieno in cascina possibile. C’è chi è al freddo di Livigno e chi al caldo del Mar Rosso ma anche chi è a Ostia, ed è proprio sul gruppo di velociste e duecentiste in raduno al Centro Federale che vorrei soffermarmi.

Si tratta del progetto che più di tutti è necessario per rilanciare il settore del nuoto italiano maggiormente in difficoltà negli ultimi anni, quello che meno ha saputo mettere in atto un ricambio generazionale efficace. È dal dopo Pellegrini, infatti, che si cerca di ritrovare una spinta vitale che possa far riemergere le nostre staffette femminili e riportarle ad un livello di competitività mondiale che, da troppo tempo, manca.

Fa quindi piacere vedere una ventina di ragazze convocate per allenarsi sotto gli occhi del DT e degli analisti della Nazionale; l’obiettivo a medio termine è la qualificazione per Parigi 2024, quello a lungo ricreare un volano di un movimento che per ora è fermo.

… e chi si ritira

Come Robert Glință, dorsista romeno che è stato il migliore della sua nazione per anni – almeno fino all’arrivo di Popovici – e che nel palmarès vanta sei medaglie europee ed un bronzo mondiale, che appenate la cuffia al chiodo a soli 26 anni.

Una scelta in controtendenza rispetto a molti suoi colleghi, nuotatori e non, che cercano di prolungare spesso oltremodo la carriera, ma che rispecchia il carattere e la personalità di un atleta che si è sempre presentato in modo elegante e garbato.

5 Nomi dai Campionati Spagnoli

La Spagna andrà all’Europeo di Parigi senza Carles Coll Marti, uno dei suoi nuotatori più promettenti (già campione del mondo ed europeo nei 200 rana in corta), il quale non ha potuto partecipare ai Trials a causa di un problema burocratico con il visto. Oltre a...

Il climate change al Sette Colli

Fa caldo.  Stavolta si dovranno convincere un pò tutti, dai più scettici indecisi ai negazionisti totali: l’ondata di calore che ha investito l’Europa è davvero eccezionale. Talmente eccezionale da far prendere sempre più precauzioni ufficiali, diciamo molto più...

9 Giovani dal Sette Colli 2026

Parliamo ancora di Sette Colli e dei nomi giovani (e in questo caso, nella categoria comprendiamo sia i giovanissimi sia quelli che, ancora, non si sono completamente affermati) da portarci a casa, in chiave presente e futura, per la nazionale italiana. Alessandra Mao...

Chi è Marritt Steenbergen, la nuova regina della velocità mondiale

La finale dei 100 stile libero femminili, al Trofeo Settecolli di Roma, è stata incredibile, una delle più belle di sempre.  Per diversi motivi, a partire dai risultati. Sara Curtis ha stabilito il nuovo record italiano, 52.69, ed è così diventata la prima donna...

Sette Colli 2026 | day 3: Altro world record, stavolta è Gretchen Walsh! Curtis migliora ancora

Terza e ultima giornata giornata di finali al 62° Sette Colli di Roma: vediamo come sono andate nel nostro consueto recap!50SL F 🔥 WHAT. A. RACE. 🎆 Serviva un’apertura impressionante per l’ultima giornata del Settecolli 2026? Ci hanno pensato le ragazze dei 50 stile a...

Sette Colli 2026 | day 2: Steenbergen diventa regina della velocità, Curtis sotto i 53

Seconda giornata di finali al 62° Sette Colli di Roma: vediamo come sono andate nel nostro consueto recap!100 farfalla femmine 🦋 In quanti si aspettavano il record del mondo di Gretchen Walsh non devono comunque rimanere delusi dal 54.82, francamente pazzesco, col...

Delle TYR Pro Series o del nuoto in generale

Ci ho provato eh. Ho guardato due pomeriggi di Pro Series su YouTube, mi sono impegnato a seguire batterie e finali, mi sono anche divertito alla ricerca dei nomi più strani e delle nuotate migliori, ma non posso negare di essermi a tratti annoiato a morte. Non scopro certo l’acqua calda se riconosco il gap incolmabile che c’è tra il nuoto e la grande maggioranza del resto degli sport dal punto di vista televisivo.

Lasciamo perdere gli sport di squadra, perché ormai tutti i “giochi” tendono ad essere più un prodotto per gli schermi che una competizione agonistica, per naturali motivi di vendibilità pubblicitaria. Lasciamo perdere lo sci, che ha trovato da anni una dimensione televisiva invidiabile, così come gran parte degli sport invernali, fondo e biathlon in primis. Lasciamo perdere tutto il mondo dei motori, le freccette, il poker, la boxe… lasciamo perdere tutto, insomma. Perché è veramente dura trovare uno sport che, al di fuori dei grandi eventi, si venda peggio del nuoto.

Anche la TYR Pro Series, che rappresenta il principale circuito di gare statunitense al di fuori dell’ambito universitario, è davvero confezionata male, visivamente poco invitante, senza alcun racconto intorno e senza un minimo di pathos: una serie infinita di numeri e classifiche che, diciamocelo chiaramente, ha poco di imperdibile.

Quindi le domande sono: quanto nuoto guardate in TV? Quanto di questo è al di fuori di Mondiale ed Europei? Quanto ne viene proposto? E perché così poco?

Probabilmente stiamo parlando di budget diversi, ma vi ricordate cosa ha fatto Amazon con i Trials Australiani? Ecco, quello è il punto di partenza se vogliamo un nuoto futuribile.

See you later!

Iscriviti alla newsletter

Foto: Fabio Cetti | Corsia4