Nel primo incontro del 2018 del Bureau – che si è tenuto a La Valletta (Malta) in questo fine settimana – il Presidente LEN Paolo Barelli ha annunciato che per questo 2018 i premi in denaro e i contributi per le Federazioni nazionali saranno i più alti mai distribuiti.

Intanto Oltreoceano la World Swimming Association (WSA) propone l’organizzazione del Pro Tour un nuovo circuito per il quale ha richiesto la collaborazione della FINA – al fine di realizzare un progetto che mira a consegnare più della metà dei proventi delle attività alle vere stelle dello spettacolo: gli atleti.

Un modello che si applica a molti sport professionisti come tennis, golf, basket e baseball, in cui i proventi ottenuti vengono utilizzati per ripagare gli atleti del loro lavoro e ricompensare il loro ruolo di protagonisti.

In seguito agli ottimi risultati ottenuti dai recenti Europei di corta a Copenaghen con con 34.500 biglietti venduti e la copertura totale mediatica che è arrivata a 300 milioni di persone, la LEN sarà in grado di distribuire premi per un totale di 1,5 milioni di euro.

Premi in denaro per i migliori atleti saranno messi a disposizione nei principali eventi LEN: i Campionati Europei di Glasgow (nuoto, tuffi, sincro, open water) e Barcellona (pallanuoto), insieme ad altre competizioni come la Coppa Europa di acque libere, l’Euro Cup di pallanuoto e la Champions League.

Insomma una direzione chiara quella della LEN di impegnarsi a ridistribuire sempre più ad atleti e Federazioni i proventi delle attività e promuovere al meglio gli eventi continentali “per portare gli sport acquatici europei in una nuova dimensione“.

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Come anticipato dall’America gli organizzatori della World Swimming Association Pro Tour chiedono collaborazione alla FINA per permettere la crescita di questo sport e senza mezzi termini chiedono una risposta concreta altrimenti si decideranno a procedere per vie legali.

La sfida all’autorità della FINA viene dal fatto che la Commissione Europea (European Union’s Competition Commission ) ha disposto di rimuovere, a tutte le Federazioni sportive, le restrizioni riguardanti i diritti degli atleti a guadagnare grazie al loro sport professionistico.

Nel caso delle FINA meno del 5% dei proventi delle loro attività vengono ridistribuiti nei montepremi destinati agli atleti durante la stagione.

La WSA vorrebbe programmare il lancio del nuovo Pro Tour per la prossima stagione senza però entrare in conflitto con la gestione della FINA degli sport acquatici e per questo richiede l’approvazione della FINA stessa al progetto.

Una tacita risposta della FINA sembra essere arrivata dalla notizia pubblicata ieri su SwimVortex (link alla News: CLICCA QUI) per la quale i vertici FINA starebbero prendendo in considerazione di non convalidere Record mondiali se stabiliti in piscine all’aperto. Una decisione presa per osteggiare appunto la diffusione del Pro Tour che vorrebbe portare il nuoto in sedi spettacolari (come ad esempio fatto per la Energy Swim di Roma nella scorsa stagione).

Il Presidente della WSCA (World Swimming Coaches Association) e membro della WSA che ha collaborato alla creazione della neonata associazione dei Nuotatori Professionisti (PSA) così commenta la notizia:

“Invece di escludere la possibilità di stabilire record mondiali all’aperto per questioni di sicurezza, la FINA dovrebbe occuparsi di “ciò che è meglio per i nuotatori” non concedendosi queste distrazioni e concentrandosi sulla costruzione di partnership che farebbero crescere questo sport”.

“Inoltre i nostri eventi si terranno nella prima parte della stagione, almeno nel prossimo futuro. Vorremmo proporre agli atleti la possibilità di allenarsi e gareggiare divertendosi in strutture che permettano lo svolgimento in notturna e una acustica “energetica”.

Insomma quale saranno le sorti del nuoto mondiale? Non ci resta che attendere.

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4.it)

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