È sempre Italia: gli azzurri conquistano per la terza volta consecutiva il Campionato del mondo, resistendo all’assalto di Cina e Ucraina e anzi aumentando il distacco sulla concorrenza.

La vittoria italiana nel medagliere generale non era affatto scontata, i 22 atleti italiani convocati – con alcune assenze importanti -hanno dovuto far fronte allo squadrone dell’Ucraina (con ben 41 atleti), ai padroni di casa della Gran Bretagna (29 atleti) e alla fortissima Cina (25 atleti), il bottino finale è da record: 26 ori, 15 argenti e 11 bronzi.

Non parte benissimo l’ultima giornata di gare con la squalifica di Federico Morlacchi nei 100 rana SB8 vinti dal colombiano Serrano Zarate con il record del mondo di 1:10.32: “Non capisco ancora quale possa essere stato il problema, probabilmente il fatto di nuotare in corsia laterale mi ha esposto maggiormente all’occhio dei giudici. Peccato perché era stata una gara discreta per le mie possibilità attuali. È stato un altro grande Mondiale insieme alla squadra che spero contribuirà ad avvicinare ancora ragazze e ragazzi al nuoto parlimpico”.

Dopo qualche minuto arriva però la prima doppietta azzurra con Stefano Raimondi e Riccardo Menciotti nei 100 dorso S10 rispettivamente oro e argento in 59.40 e 1:00.73, a chiudere il podio l’ucraino Nimchenko 1:01.47.

Raimondi: “Un Mondiale incredibilmente positivo, non arrivavo in perfetta forma e posso solo festeggiare e ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine. Ero fiducioso nei miei mezzi, ma poi bisogna scendere in acqua e finalizzare. Ora ho solo bisogno di tanto riposo”.

Menciotti: “Ho dato tutto, non ne avevo più neanche per esultare. Dopo tre quarti posti aspettavo la medaglia, avevo l’adrenalina a mille, ho cercato il podio a tutti i costi ed è arrivato”.

La terza medaglia di giornata è l’argento di Federico Bicelli nei 100 stile libero S7 chiusi in 1:00.62. L’azzurro in testa fino ai 75 metri deve arrendersi al ritorno dell’ucriano Trusov che demolisce il precedente record del mondo in 1:00.09, terzo Serrano Zarate in 1:02.73. Bicelli: “Oggi Trusov era imprendibile, sono contento perché ho eguagliato il mio record italiano. Sono soddisfatto delle prove che sto facendo, ora l’ultimo sforzo con i miei compagni della staffetta”.

Nei 200 stile libero S4 vinti dal fenomeno israeliano Dadaon (2:51.58), Luigi Beggiato raccoglie il quinto posto in 3:07.04: “Penso sia stata la mia gara migliore, ho nuotato molto bene fino a 150 metri, nell’ultima vasca mi è mancata un po’ di brillantezza. Ha sicuramente inciso la scarsità di allenamento dell’ultimo periodo, ora tiriamo una riga e ripartiamo”.

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È ancora oro per Carlotta Gilli nei 200 misti SM13 in 2:24.58 con la compagna di squadra Alessia Berra in settima posizione (2:40.36). Gilli: “Sono contenta, è una medaglia che volevo per migliorare l’argento dello scorso anno. Gareggiare insieme ad Alessia è un’emozione in più”. Berra:“Va benissimo, non avevo preparato questa gara e sono felice di aver partecipato alla festa di Carlotta”.

Dopo pochi minuti arriva il terzo oro di giornata con Monica Boggioni nei 100 stile libero S5 che sbriciola il suo record italiano chiudendo in 1:20.16: “Non ho parole, stamattina non mi sentivo bene, ero molto stanca. Ho raccolto le ultime energie ma onestamente non mi aspettavo questo oro e questo record italiano. Per questioni di respirazione non vedevo la mia avversaria diretta, ho seguito la mia classica strategia che prevede una prima vasca prudente e un ritorno in crescendo.”

Nella stessa prova al maschile argento di Francesco Bocciardo in 1:10.48: “Un oro e un argento, sono soddisfatto. Oggi più di così non potevo dare, ho sperato di riprendere l’ucraino e ce l’ho messa tutta ma non ce l’ho fatta. Ringrazio tutta la mia famiglia e il mio staff per questo splendido Mondiale”.

La medaglia numero 50 è firmata da Vincenzo Boni nei 100 stile libero S3  con il crono di 1:42.22: “Dopo la virata ho capito che potevo spingere, volevo questa medaglia e grazie anche al tifo dei compagni dagli spalti ho capito che ce la potevo fare. Dedico questa medaglia a tutti gli amici che mi hanno seguito da casa, alla mia famiglia e a tutto il mio team“.

Con il titolo a squadre già in tasca Simone Barlaam mette il sigillo a suon di record del mondo nei 50 stile libero S9: 23.96, diventando il primo uomo sotto i 24 secondi in questa specialità.

Ed è ancora Barlaam con una clamorosa quarta frazione a mettere il sigillo su questa straordinaria spedizione, trascinando la staffetta 4×100 stile libero 34P alla ventiseiesima medaglia d’oro che testimonia il dominio totale della squadra azzurra insieme a Xenia Francesca Palazzo, Federico Bicelli, Alessia Scortechini.

Il commento a caldo del DT Riccardo Vernole dedicato ai tecnici, protagonisti non sempre abbastanza celebrati dei successi azzurri:

Non c’è squadra forte se dietro ad ogni atleta non c’è un allenatore che giornalmente accompagna l’atleta, in un percorso che non ha certezze ma che sicuramente impreziosisce la vita di entrambi.

Ci sono sempre alti e bassi ma oggi dobbiamo pensare che noi tutti abbiamo dato qualcosa di magico al nostro Paese e alla nostra Nazione.

Grazie a tutte e tutti

Felicità e orgoglio anche nelle parole del presidente della FINP, Roberto Valori:

Provo un’enorme soddisfazione per questo successo. Questa è una grande famiglia, un gruppo strepitoso che sento di dover ringraziare, dal primo all’ultimo: i ragazzi, i tecnici, gli psicologi dello sport, i fisioterapisti, le squadre, chi ha lavorato dietro le quinte per organizzare tutto, e anche chi ha fatto il tifo da casa, che abbiamo sentito forte questa volta grazie alle dirette di Raisport e ai tanti messaggi di affetto sui social.

Un successo quello del triplete mondiale della nazionale italiana di nuoto paralimpico che fa ben sperare. A un anno dai Giochi olimpici e paralimpici di Parigi 2024.

Foto: Bizzi | FINP