Racconto di una settimana incredibile
🚨 Disclaimer: Il seguente racconto si riferisce a una realtà immaginaria, ironica e fantasiosa. I fatti narrati sono frutto dell’immaginazione dell’autore e come tali vanno interpretati 🚨
Come noto, le finali qui a Pechino si svolgono la mattina.
Gli atleti lo sanno da tempo, e da tempo programmano le rispettive vite con il preciso obiettivo di arrivare ai Giochi 2008 con l’abitudine consolidata di andare forte al mattino. Non ha sicuramente di questi problemi Laszlo Cseh, l’ungherese dominatore dei misti mondiali che ci ha abituato da sempre a nuotare forte qualsiasi turno abbia affrontato, dai Mondiali fino alle gare di provincia.
Già in batteria, l’erede di Tamas Darnyi è stato in grado di nuotare 4’09”26, meglio del suo record del mondo datato 2005 (4’09”63), ma è in finale che ha stupito il mondo intero. Con una prova sontuosa, Cseh si è aggiudicato l’oro Olimpico tanto agognato, battendo il rivale di sempre Ryan Lochte e vendicandosi della disdetta di Atene, quando l’americano Erik Vendt gli tolse l’oro per 30 centesimi. Il suo tempo è di quelli che rimarranno nella storia: 4’06”16.
Ancora bronzo per Alessio Boggiatto, che bissa così il podio di Atene con un’altra splendida medaglia, vinta allo sprint contro il connazionale Luca Marin.
Non è bastata agli USA la pazzesca frazione finale di Jason Lezak, autore del 100 stile lanciato più veloce di sempre in 46”06, per avere la meglio della Francia di Alain Bernard e Amaury Levaux. Troppo netto il distacco accumulato dal giovane Nathan Adrian, primo frazionista statunitense, che con 48”82 ha regalato nove decimi ai francesi e più di un secondo agli australiani, poi terzi, lanciati dal world record di Eamon Sullivan in apertura (47”24). Dopo la disfatta di Atene 2004 (solo terzi, dietro a Sudafrica e Paesi Bassi), gli USA steccano di nuovo la staffetta veloce, che a questo punto non vincono da Atlanta 1996.
12 agosto – 200 stile libero
Raccogliere l’eredità di Ian Thorpe e Peter van den Hoogenband è un fardello non da poco, ma il sudcoreano Park Tae-Hwan sembra non aver affatto paura del confronto. Dopo l’oro nei 400 in apertura, la sua magnifica Olimpiade continua con il bis nei 200, gara in cui si è addirittura permesso di giocare con gli avversari turno dopo turno. Dopo una batteria guardinga (1’46”73), Park ha centrato il record asiatico in semifinale (1’45”99), totalizzando il secondo tempo dietro all’americano Vanderkaay. Ma ciò che sembrava francamente impronosticabile era la possibilità che il sudcoreano potesse migliorarsi ancora, e di più di un secondo (1’44”85), per andare a battere lo statunitense e vincere così il suo secondo oro olimpico. Il record storico di Ian Thorpe, 1’44”06, è nel mirino.
13 agosto – 200 farfalla
A metà della settimana Olimpica, risultati alla mano, sembra proprio che Laszlo Cseh possa diventare l’uomo copertina di questi Giochi. Dopo la vittoria nei 400 misti, l’ungherese si aggiudica anche i 200 farfalla con un altro di quei crono che sembrano poter rimanere nella storia: 1’52”70. A nulla è servita la tenace e sorprendente resistenza di Takeshi Matsuda, che cercava di emulare il connazionale Yamamoto (oro ad Atene 2004) ma che alla fine si è dovuto accontentare della medaglia d’argento nonostante un incredibile 1’52”97. Siamo sicuri che il giapponese si stia, in questo momento, domandando che cosa abbia fatto di male per nascere nello stesso periodo di Laszlo Cseh.
13 agosto – 4×200 stile libero
Semplicemente troppo forti, gli Stati Uniti non si fanno scappare la staffetta 4×200 e riscattano così la storica doppia sconfitta da parte dell’Australia, che aveva vinto sia a Sydney che ad Atene. Klete Keller in apertura, Ryan Lochte, Ricky Berens e Peter Vanderkaay arrivano vicinissimo al muro dei 7 minuti e riescono comunque a rifilare quasi tre secondi alla Russia, ottima seconda.
15 agosto – 200 misti
Un centesimo. Solamente un centesimo di secondo separa i primi due classificati di quella che, probabilmente, verrà ricordata come la gara più bella di questi Giochi Olimpici. A spuntarla è ancora Laszlo Cseh, che a questo punto, con tre ori individuali al collo, è ufficialmente il miglior nuotatore di Pechino 2008. Non è stato facile per il magiaro battere Ryan Lochte, campione uscente, che ad Atene 2004 aveva vinto per due centesimi su George Bovell e che qui è arrivato ad un soffio dal bis. La sfida tra i due è stata esaltante, quanto di più simile alla boxe si possa vedere tra le corsie. Entrambi hanno calato gli assi, prima Cseh a farfalla, poi Lochte a dorso, ma a stile lo sprint è stato da togliere il fiato. Il verdetto del tabellone ha sorriso a Cseh: 1’56”52 contro 1’56”53. Il Water Cube, come immagino chiunque davanti alla tv in ogni angolo del mondo, si è alzato in piedi per applaudire questi due grandi nuotatori, protagonisti della storia del nuoto come pochi altri.
16 agosto – 100 farfalla uomini
Resiste il record del mondo di Ian Crocker (50”40 del 2005), uno dei pochi primati della velocità a non essere ancora stato abbattuto dall’avvento dei costumoni in poliuretano. Milorad Cavic lo vede nel mirino, e c’è da scommettere che il serbo allenato da Andrea Di Nino si appropri presto anche di quel limite, ma nella finale Olimpica non riesce a spingersi fino al punto di agguantarlo. La sensazione è che a Cavic manchi la concorrenza, e che per ora gli basta mettersi al collo un bellissimo oro, vinto con apparente scioltezza ed un tempo, 50”59, di mezzo secondo migliore rispetto agli inseguitori. Proprio l’orsetto del Maine, simpatico soprannome di Ian Crocker, perde l’argento per un centesimo dall’australiano Andrew Lauterstein.
17 agosto – 4×100 mista uomini
In conclusione di una bellissima settimana di nuoto, è successo l’incredibile. Stati Uniti ed Australia, le due potenze del nuoto mondiale, si sono aggiudicate a pari merito la staffetta 4×100 mista in una gara che resterà a lungo negli occhi di chi ha potuto vederla. Segnatevi questi nomi, perché si tratta di otto ragazzi che hanno fatto la storia: Aaron Peirsol e Hayden Stoeckel (53” 16 vs 53”80), Brendan Hansen e Brenton Rickard (59”27 vs 58”56), Ian Crocker e Andrew Lauterstein (50”85 vs 51”03), Jason Lezak e Eamon Sullivan (46”76 vs 46”65).
Il podio è talmente bello che i giapponesi, ottimi al terzo posto, sembrano forse più felici solo per il fatto di poter prendere parte a questa fotografia.Sono stati dei Giochi appassionanti, dominati dal viso cordiale e simpatico di Laszlo Cseh (tre ori), atleta grazie al quale migliaia di ragazzi in giro per il mondo vogliono rasarsi la testa prima di una gara di nuoto. Ryan Lochte non è riuscito a mantenere la promessa della vigilia ed incassare quattro ori, fermandosi a due vittorie e due secondi posti. Gli Stati Uniti, battuti ancora nella 4×100 stile e delusi dall’oro parimerito nella 4×100 mista, sono ancora alla ricerca del fenomeno vero che possa tentare di raggiungere lo storico record di Mark Spitz.