Trials all’Americana? Selezioni all’Australiana? Scelte di merito, di comodo, di forma o di sostanza?

Questi alcuni dei dubbi che si insidiano nella testa di chi, direttore tecnico o commissione tecnica che sia, deve decidere le regole di selezione per una manifestazione come un Mondiale di nuoto.

E dopo le polemiche  degli scorsi anni, quando l’impostazione voleva dare agli atleti un ventaglio di possibilità per qualificarsi – che spesso si concludevano con il Trofeo Sette Colli – questa stagione c’è stato un cambiamento di rotta.

Il Campionato Assoluto di Riccione (4-8 aprile) deciderà la Nazionale che ci rappresenterà ai Mondiali di Budapest di quest’estate, mentre al Trofeo Sette Colli ci sarà spazio solo per la qualificazione degli eventuali staffettisti.

O almeno questo è quello che si deduce leggendo il Regolamento Federale, che vi riportiamo qui di seguito.

Il criterio per la qualificazione alla manifestazione in oggetto sarà l’ottenimento del tempo-limite previsto nell’apposita tabella di riferimento durante la manifestazione indicata dal regolamento.

Premesse:

  1. per le gare individuali varrà ESCLUSIVAMENTE il Campionato Italiano Assoluto di aprile 2017;
  2. indicazione di un’unica tabella per le gare individuali;
  3. saranno ritenute valide per la qualificazione individuale le prestazioni ottenute nella finale A;
  4. per le gare a staffetta è prevista una tabella dedicata il cui conseguimento in finale (A o B) garantisce, nel caso in cui la staffetta in oggetto abbia ottenuto il tempo limite previsto (somma delle migliori prestazioni al via), la partecipazione del nuotatore al campionato mondiale;
  5. per l’eventuale completamento delle staffette o per la qualificazione delle staffette che non abbiano ancora ottenuto il TL previsto, saranno prese in considerazione SOLO le prestazioni ottenute nelle finali del LIV Trofeo Sette Colli, AZZERANDO quelle ottenute al Campionato Italiano Assoluto di aprile 2017.

Ed eccoci quindi alla resa dei conti: chi si presenterà in forma a Riccione staccherà il biglietto individuale per Budapest, per tutti gli altri la gara individuale al Mondiale 2017 rimarrà un sogno.

Obiettivo della nostra analisi è capire a che livello si dovranno spingere i nostri eroi per raggiungere questo agognato risultato.

Partiamo dal primo confronto, quello tra i tempi limite ed i record italiani.

Guardando i gap che ci sono tra i vari record italiani ed i tempi limite possiamo già affermare che la gradazione va dal difficile all’impossibile.

Salta subito all’occhio come, nei 100 dorso femmine, il tempo per Budapest sia più basso dell’attuale record italiano, ma anche come, in altre gare, gli vada davvero vicino.

In particolare in 19 gare su 34 il gap è inferiore al secondo: d’altronde la tabella è stata studiata (e qui citiamo il regolamento federale) “comparando il 20° tempo del ranking mondiale completo e il 16° tempo del ranking mondiale a 2 atleti per nazione, facendo comunque riferimento alla tabella “B” Tempi-Limite di Kazan 2015”.

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Facciamo un’ulteriore passo avanti: paragoniamo la tabella tempi limite con le migliori prestazioni italiane degli ultimi due anni.

Guardando l’anno 2016 valutiamo, ovviamente, tutte le prestazioni che sono state ottenuto dal 1° gennaio al 31 dicembre, considerando quindi anche quanto ottenuto dai nostri atleti in manifestazioni che avevano già richiesto uno step di qualificazione (come gli Europei e le Olimpiadi): perfino in questo caso a Budapest rimarrebbero scoperte 5 gare maschili e 9 gare femminili.

Alla data attuale, sarebbero qualificati (qualora ripetessero i tempi già effettuati in questo breve arco di tempo) solamente Federica Pellegrini nei 200 stile libero e Gabriele Detti nei 400 e nei 1500 stile.

Ci è già ampiamente chiaro quanto difficile sarà lo scoglio qualificazione 2017, ma chiudiamo valutando un’ulteriore paragone: quello tra i tempi limite ed i campioni nazionali 2015 e 2016.

Una premessa: in questa analisi dobbiamo tenere conto che negli anni scorsi, come già detto, le modalità di qualificazione erano diverse. Nel 2016, ad esempio, il Campionato Assoluto valeva sia come qualificazione olimpica diretta che come qualificazione per l’Europeo di Londra. A quest’ultimo evento ed, in ultima istanza, al Trofeo Sette Colli, si poteva ancora staccare un biglietto per Rio.

Nel 2015, invece, gli assoluti valevano sì come qualificazione per i Mondiali di Kazan, ma il regolamento lasciava aperta una porta attraverso questa postilla: “Un’eventuale integrazione della squadra, per prestazioni di particolare rilievo tecnico sarà valutata dal Consiglio Federale, su proposta discrezionale del Direttore Tecnico, dopo il Trofeo Sette Colli (12-14 giugno 2015), tenendo conto dei tempi ivi conseguiti e delle graduatorie internazionali”.

Partiamo dai maschi.

Con la modalità di qualificazione 2017 riportata ai risultati del 2015, la nostra nazionale maschile sarebbe composta da 3 atleti, Federico Turrini, Simone Sabbioni e Gregorio Paltrinieri: un po’ pochino.

Meglio sarebbe andata nel 2016. 8 ragazzi avrebbero centrato l’obiettivo: oltre ai vincitori Luca Dotto, Gabriele Detti, Gregorio Paltrinieri, Simone Sabbioni, Luca Pizzini, Matteo Rivolta e Federico Turrini, anche Piero Codia nei 100 farfalla, classificatosi secondo agli assoluti ma con un tempo comunque inferiore al limite tabellare.

Passiamo alle donne.

Qui le note sono ancora più dolenti. Nel 2015, complice anche l’assenza di Federica Pellegrini all’assoluto, nessuna ragazza avrebbe ottenuto il pass individuale per i Mondiali.

Nel 2016, invece, oltre alla “Divina” si sarebbero qualificate Ilaria Bianchi e Martina Carraro: una nazionale qualitativa ma comunque un po’ povera.

Cosa ci dobbiamo aspettare, quindi, da Riccione 2017?

Adrenalina, tensione alle stelle, grandi lotte tra le corsie per uno spettacolo che, forse, sarà emozionante più che mai.

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4.it )