Quella del 2021 sarà la trentacinquesima edizione dei Campionati Europei di nuoto, la manifestazione più antica dell’intero panorama natatorio.

I titoli continentali vennero messi in palio per la prima volta addirittura nel 1926, e da allora per molto tempo gli Europei sono stati secondi come importanza solo ai Giochi Olimpici.

Dopo essere stati organizzati a lungo negli anni pari non olimpici, nel 1977 gli Europei si sono trasferiti negli anni dispari, e dall’edizione del 1981 hanno avuta cadenza biennale, fino al 1999. Dal 2000 sono tornati negli anni pari, sempre a cadenza biennale ed in perfetta alternanza con i Mondiali.

Quella di Helsinki 2000 è stata quindi la prima edizione degli Europei pre-Olimpici.

COME SONO ANDATI I CAMPIONI EUROPEI ALLE OLIMPIADI

Quella pre-Olimpica è un’edizione degli Europei che viene spesso fatta passare in secondo piano rispetto alla più ambita edizione dell’anno pari non Olimpico che, essendo sola nel calendario, rappresenta l’evento principale dell’anno natatorio.

Ma è così vero che i nuotatori non preparano l’Europeo pre-Olimpico?

È vero che chi sceglie di andar forte in questa occasione poi ai Giochi finisce per andare male?

Abbiamo uno storico di cinque edizioni – Helsinki 2000, Madrid 2004, Eindhoven 2008, Debrecen 2012, Londra 2016 – della rassegna continentale disputate pochi mesi prima dell’evento più importante, le Olimpiadi appunto: vediamo cosa ci dicono i numeri.

I Campioni Europei pre-Olimpici non sembrano avere un record così negativo ai Giochi come potremmo pensare.

Per 23 volte su 65 tra le donne e 21 su 65 tra gli uomini, il Campione Europeo in carica è salito sul podio Olimpico, e nella grande maggioranza dei casi ha comunque preso parte alla finale.

Solo 11 donne e 19 uomini, su 65, non hanno superato i turni preliminari.

Il tempo effettuato dai Campioni Europei è stato confermato o migliorato ai Giochi nel 50% dei casi tra i maschi e nel 52% dei casi tra le donne.

È successo solo tre volte che, con il tempo stabilito all’Europeo, un campione avrebbe vinto l’oro ai Giochi (ed invece ha peggiorato). Due tra i maschi, Aleksander Popov nei 50 stile del 2000 – arrivò sesto – e László Cseh nei 200 farfalla del 2016 – arrivò quarto- ed una sola tra le donne, Federica Pellegrini nei 200 stile del 2016 arrivò quarta.

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L’ITALIA AGLI EUROPEI PRE-OLIMPICI

Che quelli pre-Olimpici non siano nei fatti degli Europei “minori” ce lo dice anche la storia della Nazionale italiana a questi eventi.

Sydney 2000

Organizzati solo un anno dopo Istanbul 1999, gli Europei di Helsinki sono preludio della grande spedizione italiana di Sydney 2000. La stampa dell’epoca ha spesso criticato la scelta di presentarsi con la squadra al completo e competitiva, preoccupata che i soli due mesi di distanza dall’obiettivo principale potessero essere pochi per mantenere la forma.

In Finlandia, l’Italia è seconda nel medagliere: Fioravanti vince l’oro nei 100 e l’argento nei 200 rana, Rosolino i 200 misti ed i 200 stile, Brembilla i 400 stile e l’Italia la 4×200 maschile. Alberto Castagnetti interrogato sull’argomento, ha spiegato che, con i nuovi metodi di allenamento, si possono avere due picchi di forma anche più ravvicinati dei classici semestrali. Il tempo gli ha dato ragione.

Madrid 2004

Con i Giochi di Atene ad agosto, per gli Europei si passa ad un posizionamento in calendario a maggio, ma i dubbi sulla possibilità di affrontarli in modo competitivo rimangono.

L’Italia si conferma potenza di testa, terza nel medagliere, con i cinque ori di Magnini nei 100 stile, Brembilla nei 400 stile, Bossini nei 200 rana e le staffette a stile maschili. L’unica a confermare il podio ai Giochi è la 4×200, mentre Magnini è quinto, Brembilla undicesimo, Bossini e la 4×100 quarti (tutti con prestazioni simili a quella fatta agli Europei). Una giovanissima Federica Pellegrini, argento nei 200 stile ad Atene (1’58”22), a Madrid è quarta (2’00”28).

Eindhoven 2008

In piena era costumoni, agli Europei Alessia Filippi vince 800 stile e 400 misti, mentre Federica Pellegrini si impone nei 400 stile e viene squalificata (con diverse polemiche) nei 200 per falsa partenza.

Ai Giochi, entrambe si migliorano nelle rispettive gare, ad esclusione della mattinata storta di Pellegrini nella finale dei 400 stile (il suo tempo nelle batterie è rimasto record olimpico). Il miglioramento cronometrico alle Olimpiadi è abbastanza uniforme per tutta la squadra, con qualche eccezione illustre: Rosolino e Magnini su tutti; l’unica vera medaglia mancata è quella nella 4×200 uomini, vincitrice agli Europei ma quarta ai Giochi, con un tempo comunque da record italiano.

Debrecen 2012

Quella di Londra 2012 è ricordata come una delle spedizioni più deludenti del nuoto italiano recente. Nessun atleta sul podio, prestazioni generalmente sotto le aspettative e l’unica nota positiva nel quinto posto del giovane Gregorio Paltrinieri nei 1500.

Proprio Greg veniva da un Europeo dominato con il record dei campionati, un tempo che se ripetuto a Londra gli avrebbe fatto guadagnare una posizione ma non il podio. Ci si aspettava molto da Fabio Scozzoli, campione europeo nei 100 rana, che ai Giochi si è migliorato ma è arrivato solo settimo (col tempo della semifinale sarebbe stato bronzo), e da Federica Pellegrini, che ha nuotato sui livelli degli Europei rimanendo però lontana dalla medaglia Olimpica.

Londra 2016

L’Italia conferma il terzo posto nel medagliere Europeo e va ai Giochi con quattro campioni continentali pre-olimpici. Gregorio Paltrinieri non si migliora (di poco) ma vince l’oro nei 1500, Gabriele Detti si migliora ed è bronzo (primo degli europei) nei 400 stile, mentre Federica Pellegrini si migliora rispetto all’Europeo ma resta ai piedi del podio. L’altro campione europeo è Luca Dotto nei 100 stile, che a Rio peggiora ma che sarebbe comunque rimasto escluso dalla finale pur ripetendo il tempo di Londra.

Tra poco più di una settimana si svolgerà la sesta edizione degli europei pre-Olimpici.

La via per Tokyo passa da Budapest: quanti campioni Europei si faranno strada anche ai Giochi?

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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