​Torna la Swimming World Cup!

Dopo il forfait del 2020, la competizione in vasca corta organizzata dalla FINA prova a rispondere allo strapotere mediatico della International Swimming League, con un format che caratterizza la stagione autunnale ormai da 33 anni!

C’eravamo lasciati nel 2019, con Vlad Morozov e Cate Campbell campioni uscenti. Riusciranno i due a riconfermarsi?

A Berlino prima tappa dall’ 1 al 3 ottobre!

Cambiano i sistemi di punteggio: oltre ai punti assegnati dal primo all’ottavo, punti aggiuntivi in base alle performance di ogni ogni prova: qui il regolamento completo  

È nata una stella!

La domanda è? Dov’è stato Matthew Sates fin’ora? Il giovane sudafricano classe 2003 è il vero e proprio protagonista di questa prima tappa di World Cup!

Si mette subito in mostra vincendo i 100 misti in 51’’78 ma è nei 200 che comincia a schiacciare sull’acceleratore: 1’51’’45, nuovo WRJ strappato a Seto che nel 2012 timbrava 1’52’’48 oltre che record nazionale e africano che prima era di Darian Towsend datato 2009 in 1’51’’55.

Il biondo diciottenne non finisce qui di stupire, conquistando anche i 400 misti in 4’01’’98 e soprattutto i 200 stile in 1’40’’65 anche qui nuovo WRJ scippato a Kolesnikov (1’41’’75 nel 2017) oltre che nazionale e africano, sempre di Towsend del 2009 in 1’40’’89!

​Bagarre per la vetta!

A Sates non bastano al momento queste prove per essere al comando della classifica generale: con 57,7 punti dista solo un decimo di punto da Arno Kamminga, che accompagna i successi nei 50 rana (26’’00), 100 rana (56’’72) e 200 rana (2’01’’92) con prestazioni importanti.

La classifica è però corta, con Shields terzo a 56,2 (per lui 50 e 100 farfalla) e Diener quarto a 55, 2 (tripletta nel dorso!).

In campo femminile Anastasia Gorbenko si mette in testa con 57,1 punti merito di tanti successi e altrettanti primati nazionali, che le fanno conquistare anche 12 mila dollari.

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​Pioggia di primati nazionali!

Il ritorno in vasca corta, anche se molti protagonisti li abbiamo appena visti in ISL, porta anche a scossoni pesanti nei vari primati nazionali. Ne può contare 18 in tutto a livello individuale fra lunga e corta Anastasia Gorbenko, vera e propria polivalente israeliana! A Berlino ne stampa 4! Eguaglia il suo 57’’90 nei 100 misti, poi si prende quello dei 50 dorso nuotando in batteria 26’’63 (prima Anna Gostomelsky 26’’84 del 2008) poi quello dei 50 rana vincendo in 29’’61 (prima suo in 30’’20) e infine nei 100, dove vince in 1’04’’44, scendendo di parecchio dal suo vecchio primato di 1’05’’28.

Doppio record nazionale anche per Louise Hansson: cancella la Alshammar nei 50 dorso (26’’62) nuotando in 26’’07 e la Coleman nei 100 (56’’57) grazie al crono di 56’’03!

Ne sigla tre invece la canadese McNeil, nei 50 dorso in 25’’84 (prima Masse 25’’97 del 2021), nei 50 farfalla in 25’’13 (prima Oleksiak 25’’20 del 2018) e infine nei 100 farfalla, 55’’30 (prima 56’’15 Savard del 2016).

​McKeon show!

Passa in sordina perché a fine tappa, ma il 100 stile di Emma McKeon è qualcosa di stratosferico! La campionessa olimpica vince in 50’’96, diventando la quinta donna di sempre dietro solo a Cate Campbell, Sjostrom, Haughey e Kromowidjojo, con l’ottava prestazione all-time! Le manca il record di Coppa, lontano quattro decimi, prima che invece si prende Kira Toussaint nei 50 dorso con 25’’81, cancellando il 25’’82 di Jing Zhao del 2009!

Spettacolo dunque in questa prima uscita di WC, che ci riporta al nuoto “classico” dopo l’abbuffata futuristica della ISL!

Unica pecca? Non aver visto un azzurro, nell’anno dell’Italia sicuramente avremmo sbancato anche Berlino!

Ci si vede a Budapest dal 7 al 9 ottobre!

Foto: Fabio Cetti | Corsia4