Select Page

Il movimento oceanico del salvamento

Il movimento oceanico del salvamento

Perché in Italia non prende piede una attività nobile e divertente?

Avete mai visto una gara di salvamento oceanico? Niente tempi, niente primati: si lotta testa a testa, come nell’atletica. Conta la tattica, l’esperienza, conoscere le condizioni del mare e della spiaggia.

Le gare per chi non mastica di salvamento si svolgono o a nuoto, o su tavole simili a quelle da surf o su canoe aperte. La partenza e l’arrivo sono dalla spiaggia o dalla battigia dopo aver percorso tre lati delimitati da boe, di cui uno parallelo al litorale.

Ci sono poi le gare di sprint (l’unica specialità in corsia, 90 metri in linea retta), e di bandierine.

BANDIERINE – Australian Championships 2008

In Australia la gara di bandierine è un evento che si svolge negli stadi da beach volley davanti a centinaia di persone se non di più.

Le gare di Oceanman, dove si utilizzano in sequenza tutti gli attrezzi, sono trasmesse in TV e sponsorizzate. I club hanno decine di tavole a disposizione, e ovviamente i professionisti la loro tavola e canoa personale.

Video Oceanman – Francia

In Europa il salvamento oceanico ha preso piede soprattutto nelle nazioni del nord: Francia, Gran Bretagna, Irlanda sono le nazioni guida. In seconda battuta ma non meno impegnate ci sono anche Spagna, Danimarca, Belgio, Olanda.
Questo perché se guardate nei siti delle Federazioni estere, la sezione del salvamento sportivo è solo una piccola parte delle attività, che riguardano soprattutto la salvaguardia dei bagnanti.

E dove sono i bagnanti se non al mare?

Swim Stats, Hangzhou 2018: il Mondiale di corta in numeri

Si sono appena conclusi i Campionati Mondiali che hanno visto scendere in vasca ad Hangzhou, Cina, dall’11 al 16 dicembre, gli specialisti e non della vasca corta. Ci sono vari criteri con i quali si può misurare la qualità di un Campionato Mondiale in vasca corta,...
Read More

Tutto su Hangzhou 2018, il meglio di questi Mondiali di corta

Si chiude il Mondiale in corta di Hangzhou 2018, con il testimone che passa a pochi chilometri di distanza in vista della rassegna iridata in vasca lunga di questa estate a Gwangju. Per rivedere uno spettacolo simile dovremo aspettare l'edizione post olimpica di Abu...
Read More

Hangzhou, Mondiali corta 2018: Paltrinieri d’argento con gran crono, Pellgrini fa 50 | Risultati Day6

Ultimo giorno di gare per i Mondiali in vasca corta di Hangzhou, ultime dieci finali nelle quali non arriva lo sperato oro per l’Italia, ma un argento con molti segnali positivi di Gregorio Paltrinieri ed un inaspettato bronzo della staffetta 4x100 mista femminile....
Read More

Hangzhou, Mondiali corta 2018: l’Italia dei record | Risultati Day5

Penultima giornata di finali e semifinali ad Hangzhou per i Mondiali di nuoto in vasca corta: niente medaglie per l’Italia, qualche delusione ma ben cinque nuovi record nazionali.: Ilaria Cusinato, Elena Di Liddo, Martina Carraro e le due staffette in programma 4x50...
Read More

Hangzhou, Mondiali corta 2018: Orsi d’argento e bronzo per la 4×50 maschile | Risultati Day4

Giro di boa per i Mondiali in vasca corta (11-16 dicembre) giunti alla fine della quarta giornata di gare al Tennis Center dell'Expo Olimpica ed internazionale di Hangzhou. L'Italia conquista due medaglie, con record italiano, entusiasmanti grazie a Marco Orsi argento...
Read More

Hangzhou, Mondiali corta 2018: Quadarella d’argento negli 800 | Risultati Day3

Si è conclusa anche la terza giornata di gare al Tennis Center dell'Expo Olimpica ed internazionale di Hangzhou dove sono in corso i Mondiali in vasca corta (11-16 dicembre). Anche oggi una sola medaglia per l'Italia ottenuta negli 800 stile libero da Simona...
Read More

Hangzhou, Mondiali corta 2018: Carraro bronzo da record | Risultati Day2

In archivio anche la seconda giornata di gare al Tennis Center dell'Expo Olimpica ed internazionale di Hangzhou dove sono in corso i Mondiali in vasca corta (11-16 dicembre). L'Italia porta a casa un'altra medaglia, un bronzo nella rana grazie a Martina Carraro che...
Read More

Hangzhou, Mondiali corta 2018: Detti di bronzo, Carraro da record nei 50 rana

Terminata la prima giornata di gare al Tennis Center dell'Expo Olimpica ed internazionale di Hangzhou dove sono in corso i Mondiali in vasca corta (11-16 dicembre). L'Italia porta a casa un bronzo con Gabriele Detti nei 400 stile libero alla sua prima medaglia...
Read More

Swim Stats, i Mondiali di corta in numeri

Si svolgeranno ad Hangzhou, Cina, dall’11 al 16 dicembre i Campionati Mondiali in vasca corta che, con tredici edizioni disputate (la prima nel 1993 a Palma de Majorca), sono la manifestazione più giovane del nuoto e anche quella che finora trova meno consensi tra...
Read More

Training Lab, un sistema di allenamento singolare: Michael Andrew spiega il metodo USRPT

Michael Andrew ha solo 19 anni, ma da anni ormai ha dimostrato un eccezione rispetto ai sui coetanei. Nel 2013, dopo aver battuto più di 30 record giovanili negli Stati Uniti, è diventato professionista all'età di 14 anni. Nessun nuotatore americano era mai diventato...
Read More

Ecco quindi la logica conseguenza di competizioni oceaniche, anche con gommoni, barche a remi e il famoso SERC (Simulated Emergency Response Competition), la “vera” competizione di salvamento per alcuni paesi.

VIDEO della SERC ai mondiali 2012

E l’Italia? Riguardo la disciplina della salvaguardia, la Società nazionale di salvamento, forse meno conosciuta, e la FIN gestiscono i corsi per diventare assistente bagnanti e le varie iniziative connesse: ma solo la Federnuoto gestisce le attivitá agonistiche, che sono quindi una branca delle discipline acquatiche.

Nelle competizioni, l’Italia del salvamento oceanico è ben poca cosa. I motivi sono molti, primo fra tutti la mancanza di una tradizione.

Andrea Longobardo, che tutti gli appassionati di salvamento conoscono, così risponde da me interpellato in merito alla storia del salvamento:

Fino agli anni Novanta le federazioni internazionali di Salvamento erano due: la FIS, dove l’Italia era iscritta, che organizzava i mondiali con sole gare in piscine (e dove l’Italia spesso faceva da padrone), e la WLS, che abbracciava l’Oceania, l’America, il Sudafrica e la Gran Bretagna, che era prevalentemente oceanica.

Quando il salvamento in vasca si è incontrato con il salvamento oceanico, più di venti anni fa, la fusione dei due eventi fu la conseguenza della mediazione che generò la ILS e la fusione dei due mondiali in uno solo, il Rescue (da quest’anno di nuovo Campionato del mondo).

In realtà per un breve periodo di transizione (inizi anni Novanta) si sono sovrapposti i Mondiali FIS (con le sole gare in piscina) e i mondiali della neonata ILS, ovvero i Rescue. Questi ultimi avevano una formula ancora lontana da quella attuale. In piscina vi erano solo due gare individuali, Ostacoli e Pinne, e due staffette, la Torpedo, ovvero l’attuale Mista, aperta solo agli uomini e la Ostacoli, aperta solo alle donne. Il resto era tutto a mare: Frangente, Corsa-Nuoto-Corsa, Tavola, Canoa, Oceanman, Sprint, Bandierine, 2km Corsa su Spiaggia. È ovvio che con queste formule, l’Italia continuava a puntare sui mondiali FIS e portando spesso ai Rescue delle Nazionali B. Unica nota positiva fu che in questo periodo l’Italia prese le sue uniche medaglie oceaniche ai Mondiali della sua storia: fu grazie ad Anna Ballara, una italo-neozelandese, che, esclusa dalla Nazionale della Nuova Zelanda, partecipò con la Nazionale azzurra salendo sul podio sia a Tavola che a Canoa.
Anche dopo l’istituzione del Rescue così come lo conosciamo oggi (a partire dal 2000) da noi la parte fuori vasca è sempre stata trascurata generando un gap che le nazioni australi hanno colmato in parte nelle gare in piscina, così da avere nella combinazione dei due eventi un vantaggio incolmabile. Ora anche diverse nazioni europee si sono avvicinate, forti della regola dei due atleti gara invece di tre.

Il nocciolo della questione per me sta a monte. La totalità della squadre provengono dall’attività natatoria e pochissime fanno esclusivamente nuoto per salvamento, per vari motivi. Principalmente perché tutto nasce dalla scuola nuoto e tale scuola si basa, per suo stesso principio, sul nuoto puro. Inoltre la mancanza di un numero sufficiente di competizioni non garantisce la possibilità agli atleti di competere in maniera assidua.
Questo porta spesso a far sì che il salvamento sia sempre stato visto come il fratello brutto e fastidioso del nuoto puro, quello oceanico è un’appendice quasi ulcerosa che pochi vogliono, possono o cercano di praticare in maniera costante.

Questo è dovuto a costi, spazi, tempo: tutti motivi validi. Ma soprattutto perché i bambini e i genitori non lo conoscono e quindi non lo amano. Provate a proporre di fare salvamento a una società, agli atleti, ai loro genitori e agli allenatori: storceranno il naso in moltissimi. Pensiamo altresì di dire che vogliamo portarli al lago, al mare a fare corse sulla sabbia, trascinare una tavoletta o nuotare in mare? Cose da pazzi.

La FIN stessa non vuole fare gare in mare su tavola per gli Esordienti: si limita al frangente, a sprint e bandierine, una volta l’anno. Se giustificabile è l’idea che ogni società se non ogni atleta dovrebbero avere le proprie tavole e canoe, spiace dire che se non si fanno gare chi si doterebbe di un attrezzo che non viene mai usato?
Il cane si morde la coda, la Federazione non cerca spunti nuovi e le società stesse non hanno interesse a proporsi.

Ecco cosa succede in paesi come la Francia: bambini che fanno percorsi ridottissimi sotto la supervisione degli adulti (notare a un certo punto il cartello: attenzione, correnti pericolose).

Certo non è tutto oro quello che luccica, peró le foto di questa squadra sono eloquenti: Sidmouth surf lifesaving club

In Piemonte hanno adottato il circuito Oceankids, sono due gare all’anno per Esordienti su bandierine e frangente. Siamo ancora agli inizi, ma si muove qualcosa.

(Foto copertina: Giorgiana Emili)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

Ultimi Tweet

?>