Per tutti voi che siete sopravvissuti alla prima nottata di Sanremo, ma anche per quelli che dopo Achille Lauro che si autobattezza sono andati a letto, torna Fatti di nuoto Weekly, la rubrica che vi informa sul nuoto nell’attesa che si possa parlare anche di sport.

Lo spostamento dei Mondiali

Dopo giorni di notizie ufficiose, di voci che si rincorrevano, di soffiate più o meno credibili, la FINA ha definitivamente annunciato che i Mondiali di Fukuoka sono rimandati all’estate del 2023.

Il segreto che tutti sapevano è diventato così ufficiale, producendo un effetto domino sui calendari che porta al posticipo anche dei Mondiali di Doha, slittati da novembre 2023 a gennaio 2024. Avremo quindi due Campionati Mondiali e un’Olimpiade in un anno, lasciando al 2022 le sole manifestazioni continentali.

La mossa della ISL

Inutile dire che la decisione della FINA ha scatenato le reazioni più disparate, sia tra gli addetti ai lavori che tra i nuotatori stessi, che per la grande maggioranza sono scontenti di tale decisione dovuta, ovviamente, alla situazione pandemica. La prima a reagire è stata la ISL che ha giocato d’anticipo e, fiutando l’occasione, ha deciso di uscire con il calendario della season 4 poche ore prima che l’annuncio dello spostamento dei Mondiali fosse ufficializzato.

La lega di Grigorishin ha annunciato tutte le sue date, che si estenderanno dall’estate fino a fine anno, toccando stavolta sia il nord America che l’Asia, oltre all’Europa, e dando di fatto un’alternativa valida ai nuotatori per gareggiare ad alto livello. La mossa è stata studiata ad hoc per soddisfare soprattutto il lato americano del mondo del nuoto, il più penalizzato dallo spostamento dei Mondiali, che non avrà nemmeno i PanPacifici, già rimandati al 2026.

Sembra quindi che alla ISL siano fiduciosi per una partecipazione di massa anche alla prossima stagione, nonostante siano ancora da risolvere le conclamate criticità dovute alla distribuzione di premi e rimborsi vari. Proprio in questo senso, mi sarei aspettato una risposta più propositiva della FINA che, per ora, tarda ad arrivare, frenata forse dallo stesso tema che ha costretto alla posticipazione di Fukuoka.

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Il malumore di Peaty

Come sempre in prima linea ed attivissimo, Adam Peaty non ha mancato di farci sapere la sua. Il campione inglese si è detto prima critico nei confronti della International Swimmers Alleance, l’associazione dei nuotatori presieduta da Matt Biondi, che non starebbe facendo abbastanza per far sentire la voce degli atleti a proposito proprio dei cambiamenti di calendario. Peaty vorrebbe che il ruolo degli atleti fosse più centrale nelle stanze delle decisioni, obiettivo che è anche il core della ISA ma che, per ora, non è stato ancora raggiunto, perlomeno secondo la visione del ranista inglese.

Che non ha risparmiato critiche nemmeno alla FINA, rea a parer suo di non aver ben sfruttato la situazione calendario per tentare di fare qualcosa di diverso ed uscire meglio da questa impasse. Su questo, devo dire, mi trova d’accordo al 100%.

Il Twitter dei NY Breakers

Senza entrare nel merito della polemica, segnalo che da qualche tempo l’account Twitter dei NY Breakers, franchigia della International Swimming League, sta ritwittando messaggi di natura no-vax.

A partire da gennaio, l’account della squadra guidata dalla famiglia Andrew (che però non ha partecipato alla season 3) si è trasformato da profilo istituzionale a vetrina di messaggi posizionati contro i vaccini e a favore delle teorie complottiste. Nelle ultime ore, a rincarare la dose, si sono aggiunti anche messaggi a favore della protesta dei camionisti in Canada; si attendono prese di posizione ufficiali della ISL.

Gestori e Gestioni

La situazione dei gestori è ormai conclamata e pericolosamente alla deriva: lo sforzo collettivo di una probabile chiusura di protesta (indetta per domenica 6 febbraio) potrebbe non bastare, ma sarebbe un segnale davvero forte.

Sabato, invece, è atteso il congresso LEN che dovrà esprimersi in merito alla mozione di sfiducia presentata da alcune federazioni contro l’attuale gestione presidenziale da Paolo Barelli.

Ranomi, Tom e gli Altri

Prima Laszlo, poi Federica e ora anche Ranomi, tutti felicemente ritirati dall’agonismo. Personalmente pensavo di aver toccato il fondo dell’umore, ma poi si è ritirato anche Tom Brady, colpo di grazia.

See you later!

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