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Autore: andreaciccone

Training Lab, l’allenamento ad alta intensità nel nuoto

Visto l’innalzamento continuo del livello e della densità di prestazioni a cui assistiamo oggi emerge sempre di più un prerequisito fondamentale per l’allenamento dei nuotatori: basarsi esclusivamente su evidenze scientifiche. Un caso pratico di cui ho deciso di parlare oggi è relativo all’allenamento ad alta intensità nel nuoto secondo quanto illustrato meglio in un articolo apparso alcune settimane fa sul sito SwimmingScience.net ad opera di due sport scientist italiani di grande fama quali sono Gian Mario Migliaccio e Jonny Padulo. Le considerazioni da cui partono sono semplicissime: nel passato si sono visti diversi allenatori di successo svolgere programmi di...

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Training Lab, la propulsione nel nuoto: ancora dubbi?

Nonostante stiamo assistendo a un progresso quasi esponenziale delle prestazioni agonistiche nel nuoto, grazie a continue ottimizzazioni della tecnica e all’evoluzione metodologica dell’allenamento, ci sono ancora una serie di punti di discussione aperti ormai da decenni. Per assurdo un vero e proprio dibattito che va avanti ormai dalla preistoria (del nuoto ovviamente) riguarda l’essenza fondamentale di questo sport: la propulsione in acqua! La propulsione è quel fenomeno che permette lo spostamento di un corpo in un fluido. Da prestare molta attenzione a questa frase: niente di più sbagliato affermare che l’acqua viene spinta dal nuotatore dal momento che essa...

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Training Lab, passando da Riccione: analisi dei Campionati Assoluti

Se lo scorso mese di aprile affermavamo che da Riccione partiva con decisione il percorso del nuovo quadriennio olimpico, ora ci troviamo effettivamente a regime e in questi giorni di inverno il nuoto italiano ha fatto nuovamente tappa sulla riviera romagnola sempre con una proiezione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e sarà così abbastanza di frequente per i prossimi due anni e mezzo. In fondo si tratta di momenti più unici che rari, i soli in cui il meglio del nuoto italiano si trova riunito e solo così si può misurare il reale valore del movimento, fermo restando che...

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Training Lab, paradigmi di allenamento del nuoto: un esempio pratico

Nelle ultime discussioni e riflessioni sempre in tema di allenamento del nuoto moderno ci siamo quasi sempre soffermati sugli stessi punti focali: Un allenamento volto a migliorare la tecnica sempre correlata alla prestazione, quindi un programma di lavoro con l’obiettivo di migliorare l’ampiezza di bracciata. Un allenamento che non trascura in nessun modo la fisiologia, ma non la rende fine a se stessa, al contrario la considera al servizio della prestazione. Tradotto in termini pratici l’obiettivo è mettere il fisico nella condizione di fornire l’energia che è effettivamente richiesta nella prestazione e nei tempi giusti (di cui il concetto di potenza metabolica), il tutto riferito in maniera specifica alla disciplina interessata, intesa come stile e distanza di gara Non esiste l’allenamento dei velocisti o dei mezzofondisti, ma l’allenamento della specificità. Sintetizzando i punti precedenti, come avevo illustrato in uno degli articoli precedenti – Training Lab, nuove forntiere oltre Budapest e Riflessioni di fisiologia natatoria – si era arrivati alle conclusioni seguenti: Un allenamento che tenga conto dei fattori intrinseci dello sport in oggetto; sia fisiologici che biomeccanici dal momento che vi è una correlazione, e solo così contengono l’informazione corretta sul vero costo energetico e quindi sui reali requisiti per progettare al meglio la macchina atleta nuotatore. Per adeguarsi a quanto appena riportato al punto precedente ci si trova di fronte a una realtà che impone senza troppe discussioni la strada dell’evidence-based...

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Training Lab, nel nuoto le donne dovrebbero allenarsi in modo differente dagli uomini? – Parte III

Sempre nel caso in cui le femmine si allenano in maniera differente rispetto ai maschi: nella prima puntata di questa serie è stata analizzata la differenza per quanto riguarda la fisiologia dell’esercizio. L’ipotesi che è emersa da questa discussione è da ricercare nel fatto che i soggetti femminili possono mostrare una maggiore resistenza alla fatica. Nonostante sia un’ipotesi difficile da dimostrare a causa della miriade di variabili legate all’allenamento, vale la pena prenderla in considerazione per valutare al meglio gli adattamenti individuali. Nella seconda puntata, invece, sempre per quanto riguarda la differenza tra maschi e femmine nell’allenamento, abbiamo analizzato meglio le...

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