Un argento, un bronzo e due quarti posti.

Questo è quanto ci regala l’ultimo giorno di gare sul Lago Balaton. Anche se il termine “regalare” non è realistico: le medaglie sono state conquistate con le unghie, serrando i denti, cercando di tenere a bada i crampi e le fatiche di oltre 5 ore di gara.

Matteo Furlan è argento: migliora così il risultato di Kazan che lo aveva visto sul terzo gradino del podio e conferma il risultato dello scorso anno agli Europei di Hoorn. Bronzo invece per Arianna Bridi, che bissa la medaglia della 10 km anche su questa lunga ed estenuante distanza.

Sul quarto gradino del podio troviamo l’ex campione del mondo Simone Ruffini e Martina Grimaldi.

Due gare diverse, partite a pochi minuti di distanza l’una dall’altra, alle 8.30 gli uomini e alle 8.45 le donne.

Tra gli uomini, all’ultimo giro il francese Axel Reymond guidava il gruppo di testa, alle sue spalle e sulla sua scia un determinato Simone Ruffini, seguito dal russo Evgenyi Drattcev e da Matteo Furlan.

Nel rush finale la situazione si fa confusa e convulsa. Il francese è sembrato cedere e Ruffini ne ha approfittato per tentare un sorpasso che non è riuscito. Le energie dell’azzurro, campione a Kazan, vengono a mancare proprio nel finale, dopo una gara estenuante che ti graffia le gambe dal dolore. Nell’imbuto, nella lotta tra lui e il russo Drattcev, col colpi al limite del regolamento, ne approfitta l’altro azzurro Furlan, tesserato per la Marina Militare e per il Team Veneto, che va a prendersi proprio l’argento.

Campionati di Francia, da Chartres la selezione olimpica per Tokyo

Vive la France! No, non sono diventato un simpatizzante degli odiati cugini d’oltralpe ma quando scendono in vasca sono comunque sempre oggetto di attenzione. Certo, lo squadrone che ha dominato l’Europa e il mondo intero nella seconda metà dei primi anni 2000 è un...

Trials Olimpici, il Teams USA da Omaha per Tokyo

Al termine di una settimana intensa, spettacolare ed emozionante, Team USA è finalmente pronto: 25 uomini e 28 donne per contrastare Australia e resto del mondo ai Giochi Olimpici. Sarà la prima squadra dal 2000 senza Phelps, la prima dal 2004 senza Lochte, con...

ItalNuoto e Olimpiadi | Pechino 2008: Pellegrini e il primo oro olimpico al femminile

L’Olimpiade di Pechino 2008 è un evento, per molti versi, strano. Organizzata in un Paese così lontano da noi, per distanza geografica e culturale, è stata per una generazione intera l’occasione per conoscere la Cina, che si è svelata al mondo con una maestosa...

Trials Australia, ad Adelaide i pass olimpici per Tokyo

Olympic’s Trials time!  Adelaide e Omaha, così distanti ma mai così vicine in questi giorni di qualificazioni olimpiche. Concentriamoci oggi sui Trials Aussie, che si preannunciavano spettacolari e così sono stati (per quelli USA non perdetevi il recap di Luca, ma un...

Fatti di nuoto weekly: Professionismo, pro e contro

Bentornati su Fatti di Nuoto weekly, la rubrica del mercoledì che arriva anche in piena lotta Trials USA / Australia, più puntuale di un World Record di Kaylee McKeown. Rispondete a questa domanda: guardando le gare di Adelaide e Omaha, definireste i nuotatori...

Luca Dotto Swim Academy, la tecnica del nuoto e tanta passione

Quante volte ci è capitato di dare un’occhiata ad un’iniziativa, magari ben presentata ed organizzata, ed avere la sensazione che si tratti di un’operazione puramente commerciale? Chiariamoci subito: non c’è nulla di male nel voler ricavare un profitto da un...

Tra le donne è l’olandese Sharon Van Rowendaal, campionessa olimpica della 10 km e all’esordio su questa distanza, a tenere per buona parte di gara la testa di un gruppo in cui le due italiane, Bridi e Grimaldi hanno fatto parte. Poi il gruppo si è scomposto ed è diventato un trio: l’olandese in testa, la Bridi e la brasiliana Cunha sempre in presa e in scia delle due in vantaggio.

Alla fine è proprio la brasiliana, maestra nella tattica e nella lettura della gara, che va a vincere l’oro, il suo terzo consecutivo su questa distanza. Mentre alle spalle del trio da podio tocca quarta la Grimaldi.

L’Italfondo chiude così con 5 medaglie, due d’argento e tre di bronzo, e con tanti posizionamenti tutti all’interno dei primi 10, una spedizione veramente forte, omogenea, giovane anche che ha saputo distinguersi tra i grandi.

Manca l’acuto, la medaglia d’oro che c’era stata a Kazan. Ma non è certo un rammarico, quanto uno stimolo per metterla a segno fra due anni.

Share and Enjoy !

0Shares
0