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Il NUOTO, un gioco da ragazze

Il NUOTO, un gioco da ragazze

Questa è la storia di Elena Saboori, 25 anni, studia Economia e vorrebbe imparare a nuotare.

Beh che ci vuole?

Un po’ di impegno, magari non andrà alle Olimpiadi ma può farcela, sì…

di Elena Rigon

Ah… Aspetta, dimenticavo…

Riformulo: Elena Saboori ha 25 anni, studia Economia e vorrebbe imparare a nuotare per partecipare alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

Ah ah ah… impossibile! Non ce la può fare… Invece io scommetto di sì, voglio credere che ce la farà!

Alla presentazione di Elena manca un dettaglio: vive in Afghanistan.

In tutto il paese si contano 30 piscine (circa il numero di impianti che si trova in una provincia italiana di medie dimensioni) e solo una di queste consente l’accesso alle donne.

Per poter competere Elena deve prima imparare a nuotare, ma chi glielo può insegnare?

Le leggi talebane vietano alle donne di praticare sport, non esiste un’insegnante donna che le possa trasmettere i rudimenti.

Niente paura, su YouTube si trova tutto, ci sarà pure un qualche tutorial che spiega come si fa, basterà aprire Google e digitare ‘Aranzulla & crawl‘ no?

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Elena non si perde d’animo e si guarda qualche video. Poi cerca di mettere in pratica ma si accorge che non è così semplice: una cosa è vedere i fotogrammi, un’altra è fare i conti con galleggiamento, spinta, propulsione, respirazione. Allora Elena aggiusta il tiro: non vuole più semplicemente imparare a nuotare ed andare alle Olimpiadi, ma vuole anche insegnare a nuotare alle altre donne, capisce che saper nuotare è anche una questione di sopravvivenza.

I rischi aumentano, gli attacchi terroristici si fanno più probabili, la sfida diventa incredibile. Anche perché, come se non bastassero le difficoltà descritte fino a qui, queste donne mica possono andare a nuotare con semplici costumi, no: devono essere coperte da testa a piedi, braccia-schiena-gambe comprese.

Ihsan Taheri, Presidente della Federazione natatoria afghana, loda il coraggio di Elena e sta dalla sua parte.

Hanno contattato un’azienda brasiliana per creare dei costumi adatti, nel frattempo le nuotatrici devono indossare calze nere e un top a maniche lunghe in lycra, sotto un normale costume intero.

A questo punto la mission impossible non mi pare più ‘andare alle Olimpiadi’, mi sembra che le difficoltà siano ben altre.

Se ce la farà, Elena sarà la prima nuotatrice nazionale afghana.

Io tifo per lei, non fosse altro che perché è mia omonima!

Foto copertina: Radio Padova

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