La Federazione Italiana Nuoto ci invita ad unirci alla sua istanza dal 17 maggio alle ore 18:00, prima giornata di finali del nuoto ai Campionati Europei di Budapest, per un grido di allarme e sensibilizzazione che ci unisca come non mai per tornare a vivere con entusiasmo e in sicurezza le piscine scoperte e coperte di tutta Italia.

Un grido di allarme che sensibilizzi l’attenzione delle Istituzioni e unisca in un solo coro le istanze delle Associazioni e Società sportive dilettantistiche, dei gestori di impianti per lo più pubblici, degli atleti e praticanti di tutte le età e capacità, degli operatori sportivi.

Un grido di allarme che evidenzi la drammatica situazione emergenziale del comparto piscine, che stima perdite per circa il 70% del fatturato in 15 mesi a fronte di ristori evidentemente inadeguati e non accessibili alla stragrande maggioranza di associazioni e società sportive che vivono di entrate istituzionali e non commerciali a fronte di ingenti costi per conservare e manuntenere il patrimonio impiantistico.

Un grido di allarme che parte da chi si sostituisce allo Stato per garantire la pratica sportiva e l’attività motoria, fonti primarie di benessere dei cittadini e quindi di risparmio economico per il settore della sanità. Un grido di allarme di un settore che produce aggregazione, forma le giovani generazioni trasmettendo principi educativi quali il rispetto, la solidarietà e la condivisione. Un grido d’allarme di un settore che non conosce limiti di età e accompagna la vita di quasi 6 milioni di praticanti, forti e deboli, senza alcuna distinzione.

Un grido di allarme di un settore che si sente mortificato e abbandonato dal susseguirsi di decisioni che evidentemente non considera validi gli investimenti compiuti dei gestori per mettere in sicurezza sin dalla scorsa primavera le piscine coperte o prestigiosi studi scientifici che dimostrano come il cloro delle piscine inattivi il Covid in 30 secondi.

Un grido di allarme da parte di chi crede fortemente che il nuoto e le discipline acquatiche debbano essere praticate a tutte le latitudini e non solo nel periodo estivo all’aperto. Un grido di allarme per richiedere certezze in termini di riaperture delle piscine coperte, di modalità di gestione, di accesso a veri ristori o a forme concrete di sostegno economico indiretto.

Un grido di allarme che con rispetto verso le istituzioni richieda egual rispetto dalle istituzioni. Un grido di allarme che faccia sentire meno soli i gestori di impianti che dopo aver assicurato, finanche con sacrifici personali e familiari, l’attività motoria a centinaia di migliaia di cittadini ha dovuto chiudere definitivamente i cancelli della propria piscina sine die, fallendo o rischiando il fallimento, o cosciente che saranno necessari anni per tornare ad esercitare la propria attività a pieno regime.

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Un grido di allarme da parte di chi non può assistere inerme alla dispersione del lavoro svolto con continuità, ormai da decadi, per l’insegnamento del nuoto quale strumento di vita attraverso le tecniche necessarie a gestire responsabilmente e serenamente la balneazione in un Paese peninsulare, con oltre 7.500 chilometri di costa e moltissimi spazi lacuali e fluviali interni. Un grido di allarme da parte di chi forma, assiste e cresce giovani atleti fino alle medaglie olimpiche che tanto orgoglio generano per l’Italia sportiva e no. Un grido d’allarme che unisca e non divida o frammenti, che raccolga tutti quelli che desidereranno aderire.Invitiamo tutto il nostro mondo che raccoglie circa 20 milioni di persone, dagli atleti di interesse nazionali alle famiglie, dai gestori di impianti agli operatori tecnico-sportivi, dai praticanti ai semplici appassionati, ad unirsi sui social postando un’immagine di colore blu, come il colore che rappresenta l’acqua, ed un commento d’esortazione con hashtag

 

#salviamolepiscine

 

Invitiamo tutti i gestori delle piscine, le società e associazioni sportive ad issare una bandiera blu con hashtag

Foto: Fabio Cetti | Corsia4