Da Berlino settimana di nuoto universitario con l’edizione numero XXXII dei Giochi Mondiali Universitari estivi. Si scaldano i motori in vasca, dove troviamo tanti giovani e anche diversi big che sicuramente saranno protagonisti poi a Singapore.

La squadra azzurra dice la sua, alla caccia, non semplice, delle trentun medaglie vinte (di cui 8 ori) vinti nell’ultima edizione delle Universiadi disputata del 2023 a Chengdu.

Nuovi record in arrivo

Si scrivono nuovi primati in Germania: il più pesante è senza dubbio quello del sudafricano Pietro Coetze, che stampa un pesante 51’’99 nei 100 dorso, cancellando Ryosuke Irie del 2009 con 52’’60, migliorando i suoi record nazionale e africano e facendo segnare il miglior crono mondiale stagionale. Per lui successo anche nei 50 in 24’’49.

Restando sul dorso, bella prova per la statunitense Leah Shackley che riscrive il primato universitario dei 200: 2’05’’99 cancella il 2’07’’91 di Lisa Bratton nuotato a Napoli nel 2019 e diventa il terzo crono mondiale in stagione. Da record anche nei 50: con 27’’31 cancella il 27’’84 di Adela Piskorska del 2023.

Trova pane per i suoi denti però nei 100, dove la connazionale Helen Kennedy Noble vince in 58’’78 migliorando il record delle Universiadi di Katharine Berkoff di 59’’29.

Resta in Giappone invece il primato dei 200 misti maschili: Takumi Mori vince in 1’57’’24 limando di 11 centesimi il vecchio record di Kosuke Hagino datato 2017, per poi vincere anche i 400 in 4’12’’54.

Anche al femminile arriva un nuovo record delle Universiadi: merito di Leah Hayes che nuota 2’09’’48 abbattendo il 2’10’’03 della futura campionessa olimpica Yui Ohashi nuotato nel 2017. Hayes vince anche i 400 con 4’36’’04.

Infine le staffette, quelle USA in particolare: le ragazze son scatenate timbrando il nuovo record sia nella 4×100 stile con 3’36’’21 che nella 4×200 con 7’52’’56, con Isabel Claire Ivey protagonista nell’ultima frazione sia nella veloce con 53’’76 che nei 200 con 1’57’’23. 4×200 devastante anche al maschile, con nuovo primato firmato in 7’04’’51.

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Si difende l’Italia

Chengdu è un lontano ricordo, ma il livello azzurro è buono, soprattutto confrontato con l’armata degli States. Per vedere un oro bisogna chiedere a Simone Stefanì, il primo a far suonare l’inno di Mameli a Berlino. Vince a inizio campionati i 50 farfalla con un bel 23’’28 davanti all’altro azzurro Lorenzo Gargani, bronzo in 23’’42. Farfalla che parla azzurro anche nei 100, grazie ad una grande prova di Gianmarco Sansone, oro nei 100 in 51’’40.

Nella stessa giornata altro oro: Federico Rizzardi è il migliore nei 50 rana, vinti in 27’’14.

Le altre medaglie azzurre arrivano da Tommaso Griffante negli 800 stile, argento in 7’50’’50, da Viola Scotto di Carlo, bronzo nei 50 farfalla con 26’’30, dalla coppia Ivan Giovannoni e Davide Marchello, argento e bronzo nei 1500 rispettivamente in 14’56’’10 e 15’06’’95, da Giovanni Guatti argento nei 50 stile in 22’’01 e da Paola Borrelli bronzo nei 200 farfalla con 2’08’’00.

Con le staffette diciamo la nostra: bronzo nella 4×100 stile donne in 3’39’’86 con D’Innocenzo, Toma, Scotto di Carlo e Ambler e nella 4×100 mista con 4’01’’45 con il quartetto Toma, Zucca, Scotto di Carlo e Ambler, mentre la 4×200 e la 4×100 mistaffetta mista si fermano alla medaglia di legno.

Chiude questi campionati la 4×100 mista maschile, con un super argento alle spalle solo degli USA: 3’34’’70 con Umbertalli, Fusco, Sansone e Actis Dato.

Quarto posto che vede spesso gli azzurri presenti: lo “vincono” anche Davide Marchello nei 400 e 800 stile, Alessandro Fusco nei 200 rana, Giovanni Caserta nei 200 stile e Viola Scotto di Carlo nei 50 stile.

Gli azzurri chiudono con 3 ori, 4 argenti e sei bronzi.

States dominatori… ma occhio ai russi

Si parla a stelle strisce, decisamente in palla gli yankee in questa Universiade. Vincono tanto, quasi tutto, soprattutto al femminile e nelle staffette.
Son bel 27 gli ori per gli statunitensi, con un otto su otto nelle staffette, ma anche 12 argenti e 11 bronzi.

E in chiave Singapore da tenere in considerazione quanto visto dagli atleti neutrali (AIN). In particolare nello stile libero maschile dominano il mezzo fondo, con Alexandr Stepanov davanti a tutti negli 800 e 1500 e un altro Kolesnikov (Nikolai) oro nei 400 e argento nei 200. Anche Aleksandr Shchegolev sale a podio, bronzo nei 100.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4