Cala il sipario sull’Olimpiade del nuoto ed è un sipario d’oro e di bronzo per l’Italia.
Gregorio Paltrinieri come Giulio Cesare: venni, vidi, vinsi.
Il capolavoro preparato in quattro anni da Stefano Morini, Greg e Gabriele Detti si è realizzato.
Questa notte di trionfo per i colori azzurri è il frutto di tanti chilometri, tanto lavoro, tante gare, tante vittorie, tanti progressi.

LA GARA

Al passaggio ai 50 metri Cochrane è al comando, seguito da Detti e Paltrinieri. È l’unica volta in cui l’uomo al comando non è Gregorio, che nuota con un passo regolare sotto i 29” per vasca. La nuotata è leggera e fluida: il campione italiano scivola sull’acqua e passaggio dopo passaggio la distanza tra lui e gli avversari aumenta. La densità alle sue spalle è notevole ancora dopo 400 metri. È a questo punto che Horton prova ad accelerare, dopo avere alzato la testa e cercato dove fosse finito Paltrinieri. Lo spunto dell’australiano ha breve durata. Ai 750 metri Paltrinieri è primo con un tempo di 7’15″58 ed è 57 centesimi sotto il record del mondo. Lui continua a passare attorno ai 29” e più velocemente degli avversari. Ai 1000 metri si ha l’unico momento in cui Paltrinieri sembra meno fluido. Jaeger passa in 29″2, Greg in 29″4 e Detti, che in quel frangente sembra non agganciato al treno delle medaglie, in 29″6. Già dopo cinquanta metri Paltrinieri scende sotto i 29″ e riprende a spingere.

I migliori degli altri stanno su tempi di 29″5. Ai 1200 metri diventa protagonista Gabriele Detti che accelera e inizia la progressione che gli fa superare innanzitutto l’americano Wilimovsky grazie a un passaggio in 28″57. La tattica di Gregorio, di partire veloce, ha schiantato tutti coloro che hanno provato a stare vicini al suo ritmo. Gabriele, invece, ha fatto la sua gara, tenendo il suo passo e accelerando nel finale. La sua seconda vittima è l’australiano Horton, che finirà quarto. Nelle ultime due vasche prova addirittura a conquistare l’argento, mentre Paltrinieri si è già involato verso l’oro. Si chiude così: primo Greg con un tempo di 14’34″57, secondo Jaeger (14’39″48), terzo Gabriele (14’40″86). In molti sono rimasti sotto i 14’41”, dimostrando l’alto livello della finale, anche se non è stato superato il record del mondo di Sun Yang: Paltrinieri ha già detto che prima o poi lo farà, a proposito. Infine non sottovalutiamo il fatto che Detti sia sceso di 6 secondi sotto il suo personale dopo aver gareggiato più volte in settimana.

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LE INTERVISTE

Paltrinieri: “Che gara!  Mentalmente è stato duro sopportare tutto quel che c’è attorno all’Olimpiade, però è una bella cosa. Sembrava scontato questo oro, ma non lo è. Gli altri sembravano più sicuri di me. È una finale olimpica. Mi è arrivata una botta a un certo punto. Volevo questa medaglia e so che farò il record del mondo prima o poi. Era importante aprire un gap in modo da scoraggiare gli altri. Sono contentissimo. È stata davvero una giornata incredibile. È stata dura soprattutto l’attesa. Oggi sapevo che era giunto il momento. Volevo veramente far bene. Non mi importava il tempo.  Mi sento sollevato, adesso. Sul podio non ricordo cosa ho pensato, ho cantato l’inno, ho visto un sacco di italiani, tra cui i miei familiari. Tanta gente era qua, ma in tanti ci avranno spinto da casa. Ci arrivano un sacco di messaggi e questo ci fa piacere. Adesso ci concediamo una vacanza. Ci vediamo tra qualche mese.

Detti: “Questa volta è speciale. Volevamo questo podio da cinque anni. Sono contentissimo. Ora ci sfideremo ancora di più. Sì, siamo amici. L’amicizia e il rispetto sono alla base di tutto. Ora ricominciano le battaglie anche in allenamento. A questa medaglia assegno un significato più grande di quella conquistata nei 400. Tutti gli atleti sognano di salire sul podio alle Olimpiadi ed esserci riuscito due volte mi rende orgoglioso di essere italiano. Il mio modo di gareggiare è questo. Ho provato a riprendere Jaeger ma non ne avevo più. Questo bronzo lo dedico a Morini, a Greg e a Stefy (Pirozzi, nda). Mi sa che ancora devo metabolizzare quel che è successo.  Ora ho un mese di vacanza se l’omino (Morini, nda) me lo concede. Com’è avere uno zio come allenatore? È che a Natale mi dice di mangiare poco!

Morini: “Abbiamo lavorato per quattro anni per questo obiettivo senza sapere se ci saremmo riusciti. Mi sono commosso, certo. Mi commuovo spesso, ma lo faccio vedere solo in privato”.

Gianmarco Tamberi: che era presente in tribuna e è sceso in zona mista:”Avevo i brividi. Tremavo mentre facevo i video su Facebook. Greg è stato bravo. Ho goduto come se avessi gareggiato io”.

IL PALMARÈS

Gregorio Paltrinieri: Messosi in mostra già al Settecolli del 2011 quando ha vinto a sedici anni i 1500 metri stile libero, è diventato campione europeo a Debrecen nel 2012. Ha ottenuto poi il bronzo mondiale a Barcellona e nel 2014 si è riconfermato campione europeo a Berlino, realizzando il record europeo (14’39″93), e è diventato campione mondiale in vasca corta a Doha, ancora con record continentale: 14’16″10.  Nel 2015 a Kazan il nuotatore carpigiano si è laureato campione del mondo nei 1500 metri stile libero, prima volta nella storia per un italiano, col record europeo (14’39″67), e vince  l’argento negli 800 metri, ancora con il record continentale (7’40″81). Lo stesso anno ha vinto l’oro europeo in vasca corta, abbassando il record del mondo di Grant Hackett di due secondi e portandolo a 14’08″06. Nel 2016 all’Europeo di Londra ha doppiato, come a Berlino, l’oro negli 800 e 1500 stile libero, trionfando nella distanza di gara olimpica con il record continentale e secondo miglior tempo di sempre (14’34”04). Non restava che l’oro olimpico, atteso, annunciato e finalmente ottenuto.

Gabriele Detti: Nel 2012 si è piazzato al sesto posto all’Europeo di Debrecen nei 400 stile libero. Al Mondiale di Barcellona nel 2013 ha gareggiato nei 400, negli 800 e nei 1500 stile libero, continuando un percorso che poi lo avrebbe portato a gareggiare in tutte le distanze dello stile libero, esclusi i 100 metri. In quell’edizione non ha superato le batterie. Il 2014 è stato l’anno della svolta, quello in cui Detti ha stabilito lil primato italiano ed europeo negli 800 metri stile libero con 7’42″74, tempo poi superato da Paltrinieri. All’Europeo di Berlino si è piazzato quarto nei 400 metri stile libero e ha vinto il bronzo negli 800 e nei 1500. Nel 2015 un’infezione alle vie urinarie gli ha impedito di partecipare al Mondiale di Kazan. È tornato alle gare in tempo per conquistare un argento nei 1500 e un bronzo nei 400 all’Europeo in vasca corta a Netanya. Nel 2016 il percorso di avvicinamento a Rio è stato caratterizzato da notevoli progressi cronometrici nelle distanze più brevi. Agli Assoluti ha vinto l’oro nei 200, nei 400 e negli 800, mentre è arrivato secondo solo nei 1500. All’Europeo di Londra si è laureato campione continentale nei 400, conquistando l’argento negli 800 e 1500. Non restava che il coronamento dei suoi progressi. Torna da Rio con due bronzi olimpici: nei 400 metri e nei 1500 metri stile libero.

I PRECEDENTI

Nelle precedenti edizioni delle Olimpiadi l’Italia non aveva mai vinto una medaglia nei 1500 metri stile libero. Stefano Grandi è giunto sesto a Los Angeles nel 1984, Emiliano Brembilla è arrivato quarto ad Atlanta nel 1996, ma comunque a 6 secondi dal podio e Paltrinieri si era piazzato quinto a Londra nel 2012.

La conquista di un oro e di un bronzo nella stessa gara è riuscita al nuoto italiano nel 2000 a Sydney nei 200 rana, grazie a Fioravanti e Rummolo.

LE ALTRE GARE

Oltre ai 1500 stile libero si sono disputate altre gare, ancora una volta belle e in alcuni casi sorprendenti.

Nei 50 stile libero femminili ha prevalso la danese Blume con un tempo di 24″07. Seconda si è piazzata la statunitense Manuel con 24″09: ormai ha preso confidenza col podio. Il bronzo è andato alla bielorussa Herasimenia. Al quarto posto è arrivata l’intramontabile Halsall, calata negli ultimi quindici metri. Fuori dal podio ancora una volta le sorelle Campbell, così come l’olandese Kromowidjodjo, campionessa olimpica uscente.

La staffetta 4×100 mista femminile è stata vinta, come da pronostico, dagli Stati Uniti (3’53″13, che hanno battuto l’Australia (3’55″00) e la Danimarca (3’55″01, record europeo).

Le azzurre si sono piazzate all’ottavo posto con un tempo di 3’59″50, di 41 centesimi superiore rispetto al record italiano che è valso l’ingresso in finale. I parziali:

Zofkova 1’01″29

Castiglioni 1’06″65

Bianchi 58″21

Pellegrini 53″35

Ecco una carrellata delle dichiarazioni delle staffettiste italiane.

Pellegrini:. “Abbiamo fatto il nostro. Siamo entrate in finale dopo tanti anni con questa staffetta. Siamo contente. Ci siamo divertite anche a esserci. Non ci giocavamo niente ma abbiamo dato il massimo. Non siamo una nazione che fa dieci secondi in meno dell’anno prima con facilità: i nostri miglioramenti sono graduali. Sono contenta di far parte delle staffette mista e veloce anche perché sono in crescita”.

Zofkova: “Rispetto a ieri sono migliorata. È un’ emozione enorme essere qua. È talmente bello! C’è tanta tensione ed emozione. Dentro di te scoppi: prima di partire ieri tremavo, sia dentro che fuori, e le altre cercavano di tranquillizzarmi”.

Castiglioni: “Ho peggiorato due decimi rispetto a ieri, ma va bene così. Ho dato tutto”.

Bianchi: “Più o meno ho ripetuto il tempo che rappresenta la mia condizione attuale. Niente di che. Non ci aspettavamo di più da questa staffetta, che ha fatto bene alla fine”.

Infine la staffetta mista maschile ha vissuto un entusiasmante testa a testa tra gli americani e i britannici. Il biglietto da visita statunitense è stato impressionante: record del mondo dei cento dorso in 51″85 del neocampione olimpico Ryan Murphy. A rana Adam Peaty ha effettuato il sorpasso su Miller grazie a un parziale di 56″69. È stato molto avvincente il duello a farfalla tra Phelps e Guy, con l’americano che ha toccato di poco per primo. Lo stile libero ha visto la vittoria dell’esperienza, e forse di quel qualcosa in più che mettono gli americani in staffetta e non solo. Nathan Adrian ha infatti staccato Duncan Scott, che ha anche rischiato di subire il ritorno dell’Australia con Chalmers. Il risultato finale: Stati Uniti oro con 3’27″95 (miglior tempo di sempre in tessuto). Gran Bretagna argento con 3’29″24. Australia terza con 3’29″93.

 

(foto copertina: Giorgio Scala | Deepbluemedia.eu)

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