Se non vi siete divertiti guardando il match 10 della ISL, allora abbiamo un problema. Tutti.

La International Swimming League è stata fin dalla sua nascita un prodotto altamente divisivo. C’è stato chi ha mollato subito, per niente attratto da questa visione di nuoto lontana dai canoni standard a cui siamo abituati, ed ha preferito non seguire le gare, continuando a percorrere la via del “questo non è nuoto”.

Si tratta di una posizione che, notoriamente, non condivido, ma che rispetto.

D’altronde anche io ho abbandonato da tempo la visione costante della Serie A di calcio, che trovo noiosa, scontata e molto poco educativa, e spero di trovare nei fan affezionati di quello spettacolo lo stesso rispetto.

C’è stato chi si è fatto coinvolgere dalla ISL ed ha continuato a seguirla, divertendosi a tifare per un team (non necessariamente del proprio Paese), o semplicemente a vivere gli scontri tra squadre, a volte scontati ma a volte entusiasmanti, pieni di colpi di scena e pathos.

A questo pubblico è servito un piccolo salto nel vuoto iniziale, una sospensione del giudizio momentanea, per arrivare a godere appieno del prodotto, capirne le dinamiche ed infine divertirsi.

Forse non sarà una fetta così elevata di spettatori, ma è comunque una platea in crescita che potrà solidificarsi solo se la ISL terrà duro e continuerà a produrre il proprio campionato anche nei prossimi anni.

Tra queste due categorie ci sono anche molte altre sfumature, come quella degli scettici, che hanno seguito magari solo i match con gli italiani, attratti (giustamente) dalle ultime vasche nuotate da Federica Pellegrini o dai record battuti da Cocconcelli, Orsi e Razzetti.

Molti di loro hanno continuato a provarci, magari riuscendo solo a volte a divertirsi veramente e rimanendo annoiati nella maggioranza dei casi.

Moltissimi altri hanno continuato a non apprezzare fino in fondo il prodotto, neanche dopo un match come quello di sabato 25 e domenica 26 settembre, che ha visto gli Aqua Centurions vincere la lotta con gli Iron e confermare la loro presenza ai playoff della terza stagione.

Campus Aquae Swim Cup 2026: tre giorni di nuoto tra campioni, giovani talenti e inclusione a Pavia

Tutto pronto per la nuova edizione 2026 della RENORD Campus Aquae Swim Cup, una delle manifestazioni natatorie più attese del panorama nazionale, in programma dal 5 al 7 giugno 2026 presso la vasca olimpionica esterna da 50 metri del Centro Sportivo Polifunzionale...

Fatti di nuoto Weekly: quindi, questi Enhanced Games

Si sono svolti il 24 maggio, a Las Vegas, i primi Enhanced Games, i cosiddetti “Giochi Potenziati”, nei quali sono ammessi atleti che si attengono a un protocollo speciale all’interno del quale è consentito, tra le varie cose, anche l’uso controllato di sostanze...

Mare Nostrum 2026 | 5 Nomi da Montecarlo

Il Mare Nostrum, quel meeting spalmato su tre tappe che in primavera raccoglie molti nuotatori d’élite sulle rive del Mediterraneo occidentale, fornisce spesso spunti interessanti, alle porte della stagione estiva. Nel weekend si è svolta la prima tappa, quella di...

Fatti di nuoto Weekly: nel frattempo…

Per chi avesse pensato che, nel post Assoluti 2026, Fatti di nuoto Weekly avesse mollato la presa, ecco una notizia: negativo. Ci siamo solo presi una pausa di riflessione, ma il nuoto no. Eccoci quindi con le cose migliori di questo periodo, ragionate un pò a modo...

Nuoto, un accessorio fondamentale: gli occhialini, hai trovato i tuoi?

Ho iniziato a frequentare la piscina nel 1985, a tre anni, e devo dire che non è stato amore a prima vista. Oltre alla confusione, al freddo e alla fatica, la cosa che più mi ricordo, dei miei primissimi anni come nuotatore, è il bruciore degli occhi.Ricordi ... Mi...

Fatti di nuoto Weekly: 10 Nomi da Riccione 2026

Non solo i soliti… dai che lo sapete!Jacopo BarbottiIl netto miglioramento dell’atleta dell’Aniene, classe 2006, è una delle note migliori dell’intera edizione degli Assoluti. Qualcosa si era intravisto già agli Assoluti invernali, in vasca corta, ma il salto di...

Questo problema, però, non credo sia solo da attribuire alla visione personale degli spettatori più o meno inclini ad apprezzare un prodotto diverso rispetto al consueto. Credo che ci sia anche un concorso di colpa da parte di chi racconta la ISL, nessuno escluso (nemmeno chi vi scrive): pensare di mantenere lo stesso livello di linguaggio usato per raccontare le gare canoniche è un errore da non commettere.

Arrivati al termine della terza regular season ormai dovremmo averlo capito tutti: se un atleta fa un tempo eccezionale è giusto sottolinearlo, si tratta pur sempre di uno sport da prestazione ed i record fatti alla ISL sono tutti validi esattamente come quelli fatti ad un campionato Mondiale.

Ma se tralasciamo completamente il discorso dei punteggi, dei jackpot, delle strategie di staffette e skins race, allora NON stiamo raccontando la ISL, non stiamo dando l’informazione corretta a chi la segue anche da lontano, non stiamo avvicinando nuovi appassionati al nuoto.

Ancora di più se lo facciamo consapevolmente, per un non meglio specificato senso di superiorità della nostra visione rispetto a quella di chi sta cercando di proporre questo prodotto.

A ottobre ci sarà la FINA World Cup, a novembre in rapida successione gli Europei in vasca corta di Kazan e i playoff della ISL a Eindhoven, per chiudere con Abu Dhabi e il recupero dei Mondiali in corta.

Una buona occasione per notare (e far notare) la differenza.

See you later!

Iscriviti alla newsletter