La notizia buona è che, per fortuna, tra meno di una settimana ci sono gli Europei di Kazan e torneremo (si spera) a discutere di solo nuoto nuotato.

Oggi, però, ci toccano soprattutto questioni extra sportive.

Pronti?

In Danimarca, il caso Ottesen – Friis è una bufera

Ne abbiamo parlato la settimana scorsa, quando ancora la questione sembrava potersi risolvere in una manciata di tweet e lanci di agenzia per presentare (e poi vendere) al meglio il libro fresco di stampa. Ma, a distanza di sette giorni, la biografia di Jeanette Ottesen in Danimarca è diventata una specie di caso nazionale.

Devo ammettere che, alla prima lettura del capitolo anticipato da un sito danese, la questione più grave mi era apparsa quella delle molestie sessuali, delle avance degli allenatori subite – e raccontate nel libro – da Ottesen e da molti altri colleghi e colleghe, sulle quali la Federazione è da tempo al lavoro. Il discorso sul bullismo mi era apparso marginale, non certo per importanza in sé ma più che altro per confronto con un tema – quello delle molestie sessuali – che nello sport sta diventando una questione enorme (è notizia di pochi giorni fa l’arresto del coach australiano John Wright, accusato di aver per anni molestato i ragazzi al suo centro di allenamento a Brisbane).

Invece in Danimarca la questione è diventata un vero caso nazionale. Alla notizia che la storia sarebbe uscita nel libro di Ottesen, Lotte Friis si è lamentata per non essere stata avvisata e per non aver avuto la possibilità di raccontare la sua versione della vicenda che, chiaramente, la ha fortemente segnata. Ottesen si è scusata pubblicamente ed ha diversi colleghi che la sostengono, ma la cosa non è bastata per arginare le polemiche: la casa editrice ha annullato tutti gli eventi di presentazione del libro, mentre tra social e giornali lo scandalo ha ormai preso il largo, con un effetto domino che potrebbe portare a diverse conseguenze. Si spera che la principale possa essere la sensibilizzazione sul bullismo, un tema che spesso tendiamo a far passare sotto traccia ma che invece ha ripercussioni anche pesanti sulla vita delle persone.

Jeanette Ottesen, comunque, non ne esce benissimo. Oltre a dare l’impressione di aver orchestrato il tutto per farsi pubblicità, ha anche dichiarato, nel tentativo di uscirne bene, di collaborare con un’associazione anti-bullismo che, in realtà, non si occupa di bullismo ma di formazione per giovani. Un pasticciaccio brutto che avrà come probabile conseguenza l’impennata delle vendite del libro, che ora è atteso anche oltre i confini nazionali.

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Hagino e Seto

Kosuke Hagino si ritira ufficialmente dal nuoto agonistico, e con lui esce di scena una tra le figure più nostalgiche ed appassionanti del nuoto degli ultimi anni. Un atleta fenomenale, capace di combattere e vincere con i più forti della sua specialità, ma anche uno di noi, capace di cadere in bici durante un ritiro, rompersi un braccio e saltare per questo i Mondiali. La sua lotta contro la depressione, il suo grande impegno personale per il ritorno a Tokyo e la serietà che ha sempre dimostrato sono doti che non smetteremo mai di apprezzare. A 27 anni si dice “soddisfatto di quanto dato ed entusiasta per il prossimo capitolo della sua vita”. Grazie Kosuke.

Restando sempre in Giappone, Daiya Seto (che di brutte figure se ne intende) ha ufficializzato tramite un post su Instagram il suo passaggio ad atleta pro. Di fatto, l’ex capitano della Nazionale rinuncia ai sussidi della sua Federazione per poter accettare sponsorizzazioni e partnership e costruirsi la sua via verso Parigi in autonomia. Una scelta che lo accomuna ad altri nuotatori sia giapponesi che nel resto del mondo e che rappresenta un altro, per quanto piccolo, passo verso la professionalizzazione del nuoto.

ISL & ASL

A proposito di professionismo, sembrano non essere ancora totalmente risolti i problemi che la ISL ha con i pagamenti di fornitori ed atleti, alcuni dei quali starebbero ancora aspettando le retribuzioni delle stagioni ormai concluse. Per alcuni, la situazione è talmente spinosa che ci sarebbe il rischio di un boicottaggio parziale (per voce del GM dei London Roar, Rob Woodhouse) della post season che partirà tra poche settimane a iEindhoven. La speranza è che ci sia una regolarizzazione dei pagamenti più veloce possibile, accompagnata da una condivisione di intenti che possa far continuare il progetto. Per il momento, la ISL prova a ricucire i rapporti con un bel post Instagram: basterà?

Sembra invece non poter nemmeno vedere la luce il progetto della ASL, l’iniziativa australiana che si proponeva di creare un circuito professionistico di gare di nuoto che portasse i campioni in giro per l’Australia. Il fondatore della lega, David Brandi, è stato arrestato per frode fiscale. È andata così.

See you later!

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