Il nostro viaggio nella storia dei world record fa tappa ai 200 dorso, altra distanza dove non mancano i nomi interessanti da riscoprire, su tutti Roland Matthes, vera e propria leggenda del nuoto che proprio in questa gara trovava la sua collocazione perfetta.

Il percorso continua attraverso Lopez-Zubero, Krayzelburg e Peirsol tra i maschi, Egerszegi, Coventry e Regan Smith tra le donne.

Buona lettura!

di Nuotofan

Nel 1958 il WR maschile è detenuto dall’australiano John Monckton con 2.18.4, quello femminile dalla statunitense Susan (Chris) Von Saltza con 2.37.4: partiamo dal 13,7% di differenza percentuale.

Nel 1963 è Tom Stock il primatista mondiale con 2.10.9, mentre la giapponese Satoko Tanaka stabilisce il suo decimo WR con 2.28.2, ma alle Olimpiadi di casa del 1964 sarà Cathy Ferguson a vincere l’oro olimpico dei 100 dorso (sola specialità olimpica del dorso). In quel 1964 la Ferguson realizza anche il WR dei 200 dorso con 2.27.4, portando il delta al 13,1% rispetto al 2.10.3 di Jed Graef, nuovo primatista mondiale maschile.

Il leggendario Roland Matthes stabilisce il primo dei suoi nove WR nel 1967, nuotando 2.07.9, che migliora di 4 decimi l’anno successivo, quando Karen Muir porta il WR femminile ad un notevole 2.23.8: siamo al 12,8% di differenza.

Le qualità acquatiche di Matthes trovano nei 200 dorso la distanza ideale, e i suoi due ultimi WR lo proiettano nel futuro: prima nuota 2.02.82 alle Olimpiadi di Monaco 1972 e poi 2.01.87 ai Mondiali di Belgrado 1973. A Monaco 1972 è Melissa Belote a scendere sotto il 2.20 con 2.19.19, crono che resta imbattuto anche nel successivo 1973, per cui il 2.01.87 di Matthes innalza la differenza percentuale al 14,2%, che costituirà il massimo assoluto della nostra rassegna storica.

Nel 1974 Ulrike Richter, con 2.17.35, inizia la serie di WR delle tedesche dell’est. Nel 1976 la Treiber nuota un impressionante WR di 2.12.47, ma l’oro olimpico di Montreal andrà alla Richter, mentre in campo maschile, come già visto nei 100 dorso, è John Naber a scrivere la storia scendendo nettamente sotto la barriera dei 2′, con 1.59.11. Il delta percentuale si attesta all’11,1%.

I Mondiali di Berlino Ovest 1978 meriterebbero un capitolo a sé, soprattutto per gli straordinari risultati in campo femminile, con pioggia di WR realizzati da atlete statunitensi (con la fuoriclasse Caulkins su tutte), raniste sovietiche e la formidabile australiana Wickham nel mezzofondo, che lasciarono solo i 100 stile libero alla DDR, grazie a Barbara Krause. Anche nei 200 dorso viene migliorato il WR ad opera della statunitense Linda Jezek, che vince l’oro in 2.11.93.

Il boicottaggio di Mosca 1980 impedisce a questa formidabile generazione di nuotatrici USA il meritato riscontro olimpico, e sarà la tedesca dell’est Rica Reinish a realizzare il nuovo WR con 2.11.77. Due anni dopo la connazionale Kornelia Sirch nuota un eccezionale 2.09.91, che riduce il differenziale rispetto al crono di Naber, ancora vigente, al 9,0%.

Sarà solo nel 1983 che Rick Carey, nuotando 1.58.93, riesce a migliorare il record di Naber, prima che i sovietici Zabolotnov e Poljanskij riescano a mettere a frutto le lunghe sub arrivando a 1.58.14.

In campo femminile, nel 1986, si assiste ad un altro crono strepitoso, il 2.08.60 della statunitense Betsy Mitchell alle selezioni per i Mondiali di Madrid. La Mitchell vincerà poi a Madrid l’oro mondiale nei 100 dorso, mentre nei 200 dorso si dovrà accontentare dell’argento, restando quasi 3 secondi sopra il suo impressionante WR, che ha ridotto il delta percentuale all’8,8%.

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Nel 1991 si riparte con il nuovo regolamento – era stato introdotto il limite per le subacquee, ma eliminato l’obbligo di tocco con la mano in virata – e si riparte in modo clamoroso perché la giovanissima ungherese Krisztina Egerszegi, agli Europei di Atene, stabilisce il nuovo WR femminile con un 2.06.62 che costituisce un autentico tuffo nel futuro.

È lo spagnolo Martin Lopez-Zubero a rispondere con dei crono davvero rilevanti alla magia della Egerszegi. Sempre in quel 1991 Lopez-Zubero arriva ad 1.56.57, che fissa la differenza percentuale al minimo storico dell’8,6%.

Il crono della Egerszegi resisterà esattamente 17 anni prima di venire battuto, in un 2008 in cui i costumi gommati, ovviamente, ricoprirono un ruolo rilevante, anche se va detto che Kirsty Coventry non fu certo una delle atlete miracolate dal poliuretano.

Anche il crono di Lopez-Zubero era di innegabile valore, e bisogna attendere il 1999 per vederlo superato ad opera di Lenny Krayzelburg (1.55.87).

Nel 2002 c’è il primo squillo di Aaron Peirsol che nuota 1.55.15, per poi scendere decisamente sotto l’1.55, fino ad arrivare ad 1.54.44 nel 2006. Peirsol è il grande favorito anche ai Mondiali di Melbourne 2007, dove però Ryan Lochte si prende oro e record mondiale in 1.54.32.

Arriviamo quindi all’inizio del biennio gommato con un delta del 10,8%.

Come detto già per i 100 dorso, i costumi gommati causano davvero smottamenti, in questo caso solo cronometrici perché nei 200 dorso i valori sono ben definiti.

In campo femminile la Coventry vince l’Olimpiade 2008 in 2.05.24 e il Mondiale romano 2009 in 2.04.81, mentre è Ryan Lochte a vincere il titolo olimpico in 1.53.94 per poi terminare al terzo posto ai Mondiali di Roma, dove Aaron Peirsol stabilisce il suo settimo WR in un fantascientifico 1.51.92, precedendo il pianista Irie, autore forse della sua migliore esibizione di sempre (1.52.51).

Alla fine del biennio gommato il delta percentuale è risalito all’11,5%.

Si è già visto che la progressione del WR dei 200 dorso femminili ha visto degli autentici balzi, e tale deve essere considerato il 2.04.06 di Missy Franklin alle Olimpiadi di Londra 2012. Il record della Franklin è apparso irraggiungibile per diverse stagioni finché, nel 2019, Regan Smith lo ha polverizzato nella semifinale dei Mondiali di Gwangju con 2.03.35, per poi esagerare, con un passaggio folle anche per lei, nella successiva finale.

Il delta attuale si attesta quindi al 10,2%.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4