Mancano ormai pochissime ore all’inizio degli Europei in vasca corta di Copenaghen, ultima manifestazione del 2017, atteso epilogo di un’annata intensa e ricca di avvenimenti.

Scopriamo chi sono gli atleti più vincenti nella storia della manifestazione continentale in vasca da 25 che, quest’anno, si svolge per la ventitreesima volta (le prime quattro edizioni dal 1991 al ’94 con la denominazione di Campionati Europei sprint).

Medagliere individuale

L’atleta più titolato di sempre – tenendo conto delle sole medaglie individuali – è un idolo della nostra generazione: Laszló Cseh, grazie anche ai tre ori conquistati a Netanya (200 misti, 100 e 200 farfalla), ha superato lo specialista della vasca da 25 Thomas Rupprath in testa al medagliere maschile.

In graduatoria troviamo diversi uomini super veloci, da Foster a Lisogor, ma anche dei mezzofondisti come Prilukov. All’ottavo posto il nostro Massimiliano Rosolino, con sette ori, poco prima del neo ritirato Filippo Magnini, sei titoli individuali.

La più vincente atleta in attività non poteva che essere Katinka Hosszú: la Iron Lady a Copenaghen difenderà i sei ori di Netanya, dove ha vinto le tre prove del dorso e le tre dei misti. Con un bottino simile scalzerebbe la Vöelker dalla seconda posizione generale avvicinandosi alla Moravcová, saldamente in testa con 19 ori.

La prima delle italiane è, nemmeno a dirlo, Federica Pellegrini: sembra difficile un suo approdo al podio nei 100 stile in questa edizione dove arriva da campionessa in carica dei “suoi” 200 stile.

Il Campione dei Campioni

Nella graduatoria del Campione dei Campioni scopriamo, come al solito, chi è stato il Campione europeo in vasca corta che ha ottenuto il miglior punteggio, su base 100, confrontato con il record del mondo (valgono solo i tempi nuotati in finale).

Tra gli uomini, la palma spetta a Dániel Gyurta: l’ormai ex re dei 200 rana, a Istanbul 2009 fermava il crono a 2’00”67 abbassando di più di un secondo l’allora world record.

In questa classifica abbiamo anche due azzurri: un Brembilla d’annata, miglior prestazione di sempre nei 400 stile a Sheffield 1998, ed il Gregorio Paltrinieri del 2015, quando strappò il record del mondo dei 1500 dalle mani di Grant Hackett.

La migliore al femminile è la svedese Kammerling, che nei 50 farfalla del 1999 si impose con un bel 25”64: riuscirà Sarah Sjöström a prendersi anche la testa di questa graduatoria?

Intanto però godiamoci le due azzurre presenti: la Pellegrini, ovviamente nei 200 stile di Rjieka 2008 (1’51”58 e record del mondo, che ve lo dico a fare…) ed Alessia Filippi, sempre a Fiume 2008, quando incantò la vasca con il world record degli 800.

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Medagliere italiano

Passiamo ad analizzare la nazionale italiana, partendo da un confronto tra edizioni degli Europei.

Il piccò fu nel 2010, quando gli azzurri portarono a casa da Eindhoven 18 medaglie, ma anche le 17 di Netanya 2015 non scherzano.

A Copenaghen i ragazzi hanno l’arduo compito di difendere 4 ori vinti su 6 staffette, tre titoli individuali molto pesanti – Paltrinieri nei 1500, Orsi nei 100 e Pellegrini nei 200 stile – e la testa della classifica a punti per nazioni: ce la faranno?

Con il ritiro di Magnini, è Marco Orsi l’atleta in attività ad avere più ori europei al collo, sei tra individuali e di staffetta, al pari con Fabio Scozzoli. Il Bomber di Budrio deve anche difendere l’oro 2015 nella gara regina, oltre che riportare in alto le staffette veloci delle quali, insieme a Luca Dotto, è colonna portante.

Il medagliere donne è decisamente più snello: Federica Pellegrini è irraggiungibile a sei ori, quattro dei quali nei 200 stile, seguita da Alessia Filippi (prima italiana a vincere un oro in questa manifestazione, nel 2006) a quota tre. Silvia Di Pietro non parteciperà alla spedizione causa infortunio, mentre Erika Ferraioli farà parte della staffetta che difende l’oro 2015 – la 4×50 stile – oltre a nuotare 50 e 100 stile.

La nazionale di Copenaghen è composta, da 36 atleti, 21 maschi e 15 femmine: l’età media è di 23 anni, una delle più basse degli ultimi tempi. La più giovane è Tania Quaglieri, nata nel 2000, mentre a Erika Ferraioli (1986) la palma della veterana.

Sarà la prima edizione senza uno tra Magnini e Rosolino, i grandi interpreti internazionali della storia azzurra, e con una Pellegrini alla ricerca della nuova dimensione da velocista. Gregorio Paltrinieri è la stella indiscussa, Thomas Ceccon il giovanissimo esordiente in rampa di lancio, Martinenghi e Scozzoli ci possono far sognare: tra poco si inizia, parola al cronometro!

(Foto copertina: LEN | Facebook)