Negli anni pari non olimpici il mondo del nuoto, privo di una manifestazione a carattere mondiale, si divide in eventi ‘locali’ più o meno prestigiosi.

Nel 2018 avremo, tra gli altri, i Campionati Europei (3-9 agosto), i Campionati Pan-Pacifici (9-13 agosto), i Giochi Asiatici (18 agosto-2 settembre) ed i Giochi del Commonwealth (4-15 aprile).

I Giochi del Commonwealth sono nati nel 1930 con l’intento di riunire tutti i migliori atleti dell’allora Impero Britannico in un’unica manifestazione che fosse una sorta di Olimpiade dedicata a Sua Maestà. La denominazione iniziale, Giochi dell’Impero Britannico, venne poi modificata varie volte fino a raggiungere l’attuale nome nel 1978.

I Giochi del Commonwealth si svolgono ogni 4 anni – quella 2018 è la 21ª edizione – e vi prendono parte complessivamente più di 5000 atleti per circa 50 nazioni: questi numeri ne fanno di diritto una delle manifestazioni sportive più importanti del mondo.

Nuoto, pugilato ed atletica leggera sono gli unici sport sempre presenti fin dal 1930 e fanno tuttora parte della lista dei 10 sport obbligatori. All’ultima edizione (Glasgow 2014) hanno partecipato alle gare in piscina ben 426 atleti di 49 nazioni; il Regno Unito, come da tradizione, gareggia suddiviso in Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord.

Il medagliere è stato vinto dall’Australia (19 ori) davanti all’Inghilterra (10) e al Canada (4).

Il Medagliere per Nazioni

Diamo uno sguardo al medagliere storico del nuoto partendo dal 1978, anno in cui la manifestazione ha acquisito l’attuale denominazione, Giochi del Commonwealth.

Come era facile da intuire, nel medagliere l’Australia fa la parte del leone: dal 1978 ad oggi sono ben 180 gli ori degli Aussies, tre volte tanti quelli dell’Inghilterra prima inseguitrice a quota 61 e del Canada terzo a 57. Non per niente da quelle parti il nuoto è tra gli sport nazionali e questo evento rappresenta una delle vetrine più prestigiose per i nuotatori di down under.

Il dominio dei Dolphins si ripropone anche nei medaglieri divisi per sesso ed è addirittura schiacciante in campo femminile.

L’Inghilterra mantiene la seconda piazza tra le donne ma è scavalcata dal Canada tra gli uomini.

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I Medaglieri individuali

Va da sé che molti grandi nomi del nuoto si sono susseguiti nelle corsie centrali delle finali di questa manifestazione: chi sono i più titolati della storia recente (dal 1978)?

Il miglior nuotatore dei Giochi del Commonwealth non poteva che essere il miglior rappresentante del nuoto australiano: Ian Thorpe. Il Thorpedo ha partecipato a due edizioni (1998 e 2002) vincendo 10 delle 11 gare da lui disputate (fu argento solo nei 100 dorso nel 2002). Lo segue un altro australiano, il potente delfinista Geoff Huegill, a quota 7 ed il canadese Graham Smith a 6.

La top ten è completata da altri quattro australiani, un canadese e due sudafricani: l’unico atleta ancora in attività è Chad Le Clos.

La top ten al femminile altro non è che una lista delle migliori nuotatrici australiane ed in testa c’è la mitica Susie O’Neil , 11 ori e 5 argenti in 3 edizioni. Dietro di lei, staccata di solo un oro, la regina della rana Leisel Jones a quota 10, incalzata da Petria Thomas a 9. L’unica tuttora in attività è Emily Seebohm (5 ori).

Le migliori GARE dei Giochi

I Giochi del Commonwealth sono una manifestazione particolarmente sentita e popolare nel mondo britannico ma restano, nonostante i grandi nomi coinvolti, spesso distanti dalla nostra cultura. Ci sono alcune gare però che vale la pena ricordare.

Lo sapevate, per esempio, che c’è un italiano 2 volte oro? Si tratta di Roberto “Robert” Gleria, australiano di nascita, vincitore dei 200 stile (1’50”57) e della 4×200 nell’edizione del 1986 a Edinburgo.

In campo femminile una delle gare più spettacolari è stata nuotata da Leisel Jones nel 2006. La bionda ranista aveva già messo a segno due record del mondo nei 100 rana, uno proprio nel febbraio 2006 (Trials Australiani) diventando la prima donna a scendere sotto la barriera del 1’06. Ma fu a Melbourne nella finale dei Giochi del Commonwealth che nuotò la sua migliore prestazione di sempre: 1’05”09, un tempo che venne abbattuto tre anni dopo, in era superbody, da Rebecca Soni (1’04”84), e che tuttora sarebbe in lizza per un podio mondiale (e rimane la settima prestazione All-Time della distanza).

Sempre tra le donne, nell’edizione del 2014 l’Australia si è superata nella staffetta 4×100 stile. Il world record apparteneva all’Olanda ed era datato Roma 2009 (3’31”79), quando il quartetto composto da Dekker, Kromowidjojo, Heemskerk e Velduis vinse l’oro al Foro Italico.

A Glasgow, cinque anni dopo, le rappresentanti della patria dello stile libero riportarono a casa il primato mondiale che mancava dal 2004. Nella finale ai Giochi del Commonwealth nuotarono Bronte Campbell (53”15), Melanie Schlanger (52”76), Emma McKeon (52”91) e Cate Campbell (52”16): 3’30”98 (foto Getty Images per I llawarra Mercury), un record pazzesco migliorato solamente in quel di Rio de Janeiro sempre dal quartetto australiano.

In campo maschile, spettacolare è stato il 1500 nuotato da Kieren Perkins nel 1994. Il campionissimo di Brisbane, dominatore della maratona in vasca per quasi un decennio, si impose in 14’41”66, abbassando di 2 secondi il tempo che gli regalò l’oro a Barcellona, facendo registrare anche il record del mondo al passaggio agli 800 metri (gara che ai tempi non era ancora riconosciuta dai programmi mondiali) in 7’46”00. Fu la sua miglior prestazione cronometrica di sempre nei 1500: ci vollero 7 anni ed il miglior Grant Hackett (quello di Fukuoka 2001) per ritoccare il world record.

Ma la gara delle gare ai Giochi del Commonwealth è stata, senza ombra di dubbio, la finale dei 400 stile libero nel 2002, a Manchester.

Ci si qualificava alla finale con 3’55 (tempo che valeva la semifinale olimpica sia a Sydney 2000 che ad Atene 2004) ed i primi 4 atleti scesero sotto i 3’50” (tempo da finale olimpica). Al terzo posto giunse lo scozzese Graeme Smith (3’49”40), secondo fu Grant Hackett (3’43”48) e primo Ian Thorpe (foto S. Franklin/Getty Images).

Il crono nuotato dal fenomeno australiano, 3’40”08, era e rimane una prestazione strabiliante: Paul Biedermann, 7 anni dopo e munito di superbody, riuscì nell’impresa di migliorarlo di 1 centesimo, ma nessun’altro finora si è avvicinato seriamente a quella soglia.

Dal 5 al 10 aprile a Gold Coast, Australia, si svolgeranno le gare in piscina dei Giochi del Commonwealth numero XXI: tra i protagonisti annunciati i big inglesi, su tutti Adam Peaty, le canadesi Kyle Masse e Penny Oleksiak, i sudafricani Le Clos e van der Burgh ed il team australiano al gran completo.

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4)