Una volta ogni quattro anni c’è un evento che catalizza l’attenzione di tutti gli appassionati di nuoto.

Una piscina viene costruita in un palazzetto dello sport, la gente fa la coda per acquistare un biglietto e godersi lo spettacolo e, per una settimana, il mondo intero rimane sintonizzato in attesa dei risultati.

Sembra la descrizione perfetta della settimana Olimpica, ma in realtà sto parlando dei Trials USA.

Chi li ha vissuti dal vivo, tra il pubblico o tra gli atleti, racconta di un’atmosfera incredibile, di festa e tensione allo stesso tempo, di un clima ugualmente adrenalinico ma gioioso.

“Make the team”

La frase sulla bocca di tutti, l’obiettivo finale di ogni atleta che si presenta ai trials, l’aspirazione unica di rappresentare la propria nazione alle Olimpiadi. Ma non c’è solo questo nei Trials USA.

Innanzitutto, la regola di base: i primi due classificati di ogni gara individuale vanno alle Olimpiadi, senza appello e senza seconde chance. A differenza di quanto accade in altri Paesi, negli States si tratta di un “dentro o fuori” micidiale: 26 uomini e 26 donne (più gli eventuali staffettisti) saranno convocati per il camp finale che li porterà ai Giochi.Inoltre, qualificarsi per le Olimpiadi passando attraverso i Trials significa avere buone probabilità di giocarsi qualcosa di importante. Capire quanto buone siano queste chance è l’obiettivo di questa analisi.

​Dopo i Trials ci sono i Giochi

Il livello altissimo che il nuoto USA è in grado di proporre si traduce in un dominio mondiale, evidente e spesso schiacciante, che vale anche alle Olimpiadi.

Ma vedere i numeri fa ancora più impressione.

I 260 qualificati totali alle ultime cinque Olimpiadi hanno ottenuto questi risultati:

  • 213 volte hanno centrato la finale olimpica (82%)
  • 123 volte sono andati sul podio (47%)
  • 51 volte hanno vinto l’oro (20%)

Praticamente significa che se ai Trials centri l’obiettivo, e quindi ti qualifichi, otto vote su dieci vai in finale, hai circa una possibilità su due di andare a podio e una su 5 di vincere l’oro. Non male direi.

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Declinato al femminile, su un totale di 130 qualificate:

  • 101 volte hanno fatto la finale olimpica (78%)
  • 54 volte sono salite sul podio (42%)
  • 20 volte hanno vinto il titolo (15%)

​Vediamo la situazione al maschile.

Su un totale di 130 qualificati:

  • 112 volte sono andati in finale (86%)
  • 69 volte hanno portato a casa la medaglia (53%)
  • 31 volte hanno vinto (24%)

Qui la situazione è ancora più schiacciante, tenendo però presente che di quelle 69 medaglie, 16 sono di Michael Phelps (13 d’oro).

E se invece vinco i Trials?

Proviamo a restringere la ricerca ai soli vincitori dei Trials, escludendo quindi i secondi classificati. Su un totale di 130 vincitori dei Trials:

  • 116 finali (89%)
  • 83 podi (64%)
  • 44 ori (34%)

Cosa significa? Se vinci i Trials la finale è quasi garantita ed hai la maggioranza di possibilità di portare a casa una medaglia e una volta su 3 vinci l’Olimpiade.

C’è anche il caso perfetto: dal 2000 al 2016, il vincitore dei Trials maschili nei 100 dorso ha SEMPRE vinto anche le Olimpiadi.

Make the team

Per prepararsi al meglio, questi i vincitori ad Omaha nel 2016.

Ora parola alla vasca: Omaha, 13/16 giugno 2021.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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