Non facciamo in tempo a goderci i risultati sensazionali dell’Italia del Nuoto nella stagione agonistica appena conclusa che purtroppo vengono fuori dei lati molto più tristi dello sport che non vorremmo mai dover affrontare.

Il tema caldo riguarda l’impiantistica sportiva messa in ginocchio dai costi delle utenze moltiplicati all’ennesima potenza e a farne le spese più di tutti sono proprio le piscine.

L’ultimo caso riguarda la piscina di Alessandria, di proprietà della Polizia di Stato (all’interno della struttura di una delle tante scuole di polizia) e gestita fino a poco fa dallo Swimming Club Alessandria, società agonistica ben conosciuta in Piemonte.

Una questione che appare abbastanza intrecciata leggendo la cronaca cittadina sul quotidiano nazionale La Stampa.

Da una prima analisi il problema della chiusura temporanea della piscina è dovuto ai soliti cavilli burocratici relativi a una nuova gara d’appalto (la gestione scadeva il 31 agosto scorso) che si preannuncia con dei tempi tecnici troppo lunghi, assolutamente inconcepibili per una società sportiva che deve organizzare una nuova stagione agonistica.

Gara d’appalto a parte si parla di alcuni accordi in sospeso sul pagamento delle bollette (se a carico del proprietario o del gestore), in vigore fino al 2019, ma poi prorogati causa Covid (*). Sono temi sensibili su cui in questo articolo non abbiamo la presunzione di parlare, dal momento che ci occupiamo di nuoto nuotato.

La sensibilizzazione che auspichiamo è verso una società sportiva che negli anni ha dimostrato sempre serietà nel lavoro da cui sono passati due atleti che si trovano ai vertici del panorama nazionale.

(*) in proposito il Presidente dell’ASD Swimming Club Alessandria Davide Fracchia, ha voluto precisare che la convenzione in essere non ha mai previsto l’addebito delle utenze in capo alla nostra associazione infatti, proprio per questo onere a carico dell ente proprietario della struttura vi era per l’ASD Swimming Club Alessandria l’obbligo di concedere la fruizione dell’ impianto a condizioni agevolate a tutti i dipendenti dell’ amministrazione del Ministero dell’ Interno oltre alla completa manutenzione dell’ acqua e delle pertinenze degli impianti di ricircolo dell’ acqua.

Il primo è Federico Poggio, che è stato allo Swimming Club fino ai 14 anni prima di andare a Tortona e infine a Imola, dove si allena attualmente. Lui stesso, nonostante abbia fatto tante bracciate ormai altrove, ci tiene fermamente a esprimerci il suo punto di vista:

Non sono molto informato sulle dinamiche. Posso esprimere però il mio lato emotivo riguardo a questa cosa. Una piscina che era un punto di riferimento e per quanto io non nuoti lì da anni, se parlo di Swimming Club Alessandria il lato affettivo che provo per loro viene sempre risvegliato perché ho iniziato a nuotare li quando avevo 4 anni.

Dispiace per chi ci lavorava e per tutti i ragazzi che hanno perso una delle attività più importanti che possono fare nella vita, ovvero lo sport. Appena ho visto questa notizia sono stato abbastanza male, mi dispiace veramente tanto, per i collaboratori, per gli atleti e per la città che aveva in quella piscina un appoggio sicuro.

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Ci ha fatto pervenire un suo pensiero che pubblichiamo integralmente:

Lo Swimming Club Alessandria ha rappresentato per me, per ben 15 anni della mia vita, la mia seconda casa; la mia adolescenza si è svolta tra casa, scuola e nuoto, felice di averlo fatto e, pertanto, conservo tanti cari ricordi degli stimoli che mi venivano dati, delle immense soddisfazioni per piccoli-grandi risultati e le grandi azioni di consolazione ricevute in caso di mancati raggiungimenti di obbiettivi.

Conoscendo benissimo tale realtà associativa, unitamente alla deficitaria condizione degli impianti natatori provo a vivere il rammarico nel quale sono piombati tutti gli atleti dello Swimming, non avendo una realtà agonistica analoga in provincia per poter proseguire i loro allenamenti. Mi auguro ed auguro, allo Swimming Club Alessandria, per il valore formativo e sociale che ha sul territorio, di poter ritornare quanto prima ad operare nell’ambito del nuoto.

Questo pensiero è di un atleta che ha deciso di investire sul nuoto perché ha dimostrato di averne le potenzialità, ma può essere tranquillamente la voce di uno dei tanti ragazzi che hanno nuotato li negli anni, ai quali il nuoto ha permesso di essere persone migliori e affrontare meglio degli altri il prosieguo della loro vita. Perché prima si diventa grandi persone, e se ci sono le potenzialità, solo in seguito si diventa campioni.

Come scritto in precedenza, parlare di gestione impianti e di bollette è un tema troppo delicato che va ben oltre le nostre competenze. Quantomeno il nostro auspicio è che si trovi una soluzione per fare nuotare questi ragazzi, non solo ad Alessandria, ma in tutte le potenziali realtà che incorrono in un simile rischio, e di sicuro da qui ai prossimi mesi ce ne saranno altre. Visto che siamo in Piemonte è bene ricordare che a Torino esiste una piscina con la scritta “Centro Federale di Alta Specializzazione” con tanto di logo federale.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4