Quanto è vero il detto “marzo pazzerello”, ma in questo caso non è il clima a mandarmi in confusione!

Sempre di tempi si parla, ma di quelli acquatici!

Se a febbraio c’era poco materiale da analizzare per una Top&Flop che si rispetti, marzo restituisce gare in abbondanza, ma anche prove in linea di massima soddisfacenti per tutti gli atleti coinvolti, almeno per quanto risulta a noi, tempi alla mano.

È forse questo il momento più critico della stagione: molti sono alla ripresa dopo infortuni o lunghe pause mentre tanti big hanno braccia cariche di lavoro e non le sciolgono certo in questi giorni mantenendosi pronti per gli appuntamenti primaverili.

Con la combinata San Marino-Milano e quella Indianapolis-Marsiglia anche gli azzurri si sono finalmente risvegliati dal letargo invernale.

È proprio dal 7° Trofeo Città di Milano che arriva il colpo gobbo a spazzare via il premio di Top del mese, mentre sempre dal meeting meneghino arriva la conferma anche del Flop, seppur molto tirato.
Ma qualcuno doveva pur essere, spero che i suoi fan – tra cui il sottoscritto – non me ne vogliano!

⇑ TOP ⇑

Fino a sabato pomeriggio ero deciso: Federica Pellegrini mi aveva stupito ancora una volta. Negli States volava nei 200 stile con il secondo crono mondiale dell’anno, ma soprattutto tornava di prepotenza nel dorso con un 100 da incorniciare.

A Milano si presenta senza 200 stile ma con un 200 dorso pennellato in 2’10″ e poco, mettendo la mano davanti alla specialista Panziera.

Niente ritiro dopo Rio, e anno dopo anno la strada della velocità sembra prenderla solo preventivamente, perché quando scende in acqua nei suoi 200 è ancora una regina.

Ma poi arriva Gabriele Detti: bello comodo, dopo il flop di Windsor si riscatta e al primo appuntamento ruba la scena a tutta Milano e alla Divina. È lui il Top del mese!

C’è chi reagisce meglio ai carichi dei collegiali

… così dice Gabriele ai nostri microfoni, modesto e sempre sul pezzo, il primato mondiale momentaneo su 400 e 1500 non lo galvanizza, piedi per terra e tanti chilometri ( 17-19 al giorno ) sulle braccia per arrivare pronto già a Riccione.

Lo show lo regala già in prima giornata, con un 3’47″ e mezzo che sarebbe già stato top della distanza mondiale al mattino.
La nuova, apprezzatissima, formula di Milano gli permette di tornare in vasca al pomeriggio e stampare come tutti sapete 3’45″28. Un crono di più di un secondo inferiore a quello qui nuotato nel 2016, quando poi continuò a migliorarsi gara dopo gara fino a sfiorare il record italiano a Rio.

Il giorno dopo si ributta in vasca nei 1500, gara in cui tanti pensavamo allentasse la pressione, spostandosi magari più sui 200. Nulla di più sbagliato perché Detti si dimostra pimpante anche sul lungo, replicando il 14’48″ nuotato in questa vasca lo scorso anno: tempo simile ma differente l’impegno. Allora sfruttò al meglio il traino del “gemello” Paltrinieri capace di toccare in 14’40″ mentre quest’anno il campione olimpico è ancora piuttosto indietro lasciando il controllo totale della gara dal primo metro a bronzo di Rio.

Se qualcuno aveva quindi dei dubbi sulla reazione del fondista toscano dopo l’euforia carioca, e a Natale era già pronto a stroncarlo dopo un pessimo mondiale di corta, può star tranquillo perché Detti è tornato!
Anche dal resto del mondo conviene alzar lo sguardo: nei 400, aspettando un non pervenuto Horton, Ehara e Romanchuk sono i più vicini, tenuti a distanza sul filo del 3’48″.

Parole che valgono anche per i 1500, dove l’unico sotto i 15 minuti è l’ucraino. Ma sono posizioni che contano poco, come lo stesso Gabriele ammette:

L’importante sarà mettere la mano davanti quando dovrà essere messa.

Intanto entra nella ristretta cerchia di fortunati Top di Corsia4, e se lo scorso anno di questi tempi assaporavo per lui speranze di medaglie olimpiche oggi non posso che non augurarmi qualcosa di più, magari proprio un oro mondiale, la ciliegina sulla torta di un biennio fantastico.

Ma l’anno è appena iniziato!

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⇓ FLOP ⇓

 

Arriviamo alle note dolenti. Per me, più che altro!

Difficile come già detto trovare un vero e proprio Flop in questo momento! Come fare per individuare lo sfortunato successore dei ranisti francesi nell’albo d’oro dei Flop di Corsia4?

Parto dai grossi calibri, buttando lì un Paltrinieri: è ovvio che a Milano, unica apparizione del campione Olimpico in questo 2017, non abbia brillato. Lontano dai tempi migliori nei 1500, ancor più nei 400. Fosse un altro momento dell’anno, sarebbe di gran lunga il vincitore di questa classifica.

Non è rispetto per quanto fatto in passato ma consapevolezza di quello che sta facendo ora: il compagno risponde bene, lui “male”, ma capiamo che quest’anno lavorerà tanto anche per la 10 km, quindi scordiamoci un 400 velocissimo.

Poi penso a due fanciulle: Luisa Trombetti e Diletta Carli. Sono uscite da San Marino e Milano senza troppe conferme e nessun successo, ma guardando ai tempi nuotati lo scorso anno nello stesso periodo sono praticamente alla pari se non qualcosa meglio. La Trombetti poteva vincere un “tapiro” per la gaffe in staffetta, ma alla fine non è stata colpa sua (leggi QUI la notizia).

Ci sarebbe ancora Matteo Rivolta. Leggo i suoi risultati tra il Golden Tour di Marsiglia e il Trofeo di Milano e vedo un lontano parente del Rivolta del 2016. Il delfinista alla corte di coach Nozzolillo nuotava regolarmente sotto al 53″ lo scorso anno, per poi volare al record italiano a Riccione. Ma la ripresa dopo i problemi fisici post Rio e la lunga inattività lo scagionano ancora per poco dall’essere il peggiore.

Terminato il lungo preambolo la sorpresa in negativo del Trofeo Città di Milano è stata la clamorosa esclusione di Luca Dotto dalla finale dei 100 stile. Per questo e per un’altra serie di motivi è lui il Flop del mese!

Già perché a differenza di Detti, il campione europeo dei 100 stile si era già messo alla prova in questo 2017 a Indianapolis: con tutte le scusanti del caso, ovvero le sei settimane di duro lavoro negli States, i tempi nuotati dal primatista italiano della gara regina sono lontanissimi dai suoi standard.

Il momento magico di Dotto sembra essersi fermato a Londra, e come vedremo in seguito, ha deciso di programmare la stagione in maniera totalmente differente rispetto al passato. Comunque il 50″89 delle batterie milanesi è tempo decisamente troppo alto anche per il momento di grande carico.

Ero molto deconcentrato…

ha ammesso ai nostri microfoni, e non stentiamo a credergli visto che la settimana prima a Indianapolis era comunque andato due volte sotto ai 50 secondi.

Meglio il 50, vinto di un centesimo davanti a Marco Orsi in 22″43, ancora troppo lento se paragonato con quello nuotato dai colleghi nel resto del mondo.

Lo scorso anno Luca nuotò in questo stesso periodo 22″18 e 48″77, crono nettamente migliori rispetto a questo scorcio di 2017. Se visto in quest’ottica è sicuramente un peggioramento.

Ma a svelarci il motivo è proprio lui, affermando di come abbia deciso di cambiare programmazione con un periodo maggiore di riposo dopo le feste natalizie per arrivare a luglio con le pile cariche, al contrario di quanto successo lo scorso anno quando si è spento sul più bello.

Svelato l’arcano mistero, lo aspettiamo al varco agli Assoluti.

Lì non ci saranno scuse per nessuno, tra un mese si gioca sul serio! Anche Top&Flop torneranno con un edizione speciale e questa volta cattiva al punto giunto.

A presto!