Giornata di certezze a Taipei, per il day 3 dei Giochi Universitari!

La certezza con C maiuscola è per forza di cose Gregorio Paltrinieri. Non che ci fossero dubbi appunto, ma il testa a testa con Romanchuk a Budapest poteva far pensare a una rivincita che l’ucraino avrebbe reso nuovamente equilibrata.

Nulla da fare invece per le speranze del giovane Mykhailo che tiene il ritmo di Greg giusto i primi 400 metri, per poi lasciare che il re dei 1500 si andasse a prendere anche questa medaglia d’oro, completando il cerchio dopo europei, mondiali e Olimpiadi. I tempi non son quelli di un mese fa, ma 14’47’’75 è comunque record dell’Universiade, mentre Romanchuk alla fine si prende dieci secondi.

Grosso rammarico per Domenico Acerenza che non riesce a replicare la prova del giorno prima: rimane in gara per i primi 400 metri, poi crolla chiudendo ultimo in 15’12’’02, con il bronzo di Gyurta a 15’01’’11.

Altra certezza (e qui un Bierre non più turista ma vacanziero mi suggerisce bene) sono i tempi di attesa tra una gara e l’altra decisamente lunghi, tanto da costringere il team USA a giocare a carte in tribuna per ingannare il tempo!! Ma tornando alla vasca, rimango sui 1500 al femminile, dove continua a dare conferme Simona Quadarella. La romana entra in finale con il primo tempo, 16’15’’14 e dopo il bronzo mondiale vuole affermarsi tra le più forti su questa distanza.

Dopo Gregorio, spazio a qualche semifinale: ci sono i 200 rana, stravolti nelle batterie dal nuovo record Universitario di Andrew Wilson (2’08’’37). Lo statunitense non replica al pomeriggio, rischiando l’eliminazione ma entrando in finale con il quinto tempo. Due russi al comando, mentre le speranze di Flavio Bizzarri si fermano qui, con il 13° tempo di 2’14’’17, qualcosa in più di quanto nuotato al mattino.

Altra semifinale sono i 200 misti donne: Ohashi davanti a tutte con 2’12’’17 tallonata dalla connazionale Teramura, ma tra le prime otto ci sono anche le più famose Eastin e Verrasztó. Nulla da fare per Laura Letrari e Carlotta Toni che chiudono in fondo alla classifica nuotando sul 2’18’’ basso la capitana e 2’19’’09 la Toni.

Se ancora non è una certezza poco ci manca: Filippo Megli aveva già confermato al suo debutto mondiale tutta la sua forza, e in Taiwan, sicuramente più libero da pressioni, stampa un 200 stile libero con una facilità impressionante. In una finale di buon livello trova un quarto posto in rimonta chiudendo quarto in 1’46’’70, personale stracciato e ad un passo dal bronzo, vinto dal russo Vekovishchev in 1’46’’48. L’oro va a Rapšys in 1’45’’75, l’argento a Majchrzak con 1’46’’19 mentre si spengono D’Arrigo e soprattutto un irriconoscibile Kōsuke Hagino. Per Megli una medaglia di legno con rammarico ma anche e soprattutto un crono che diventa il sesto mai nuotato in Italia!! Avanti così!!

Altra finale ma questa volta senza colori azzurri. Sono i 100 rana donne e il Giappone la fa da padrone con la doppietta Watanabe–Aoki, la prima sotto il muro dell’1’07’’, la seconda di poco sopra.

Altro atleta da cui ci si aspetta molto è Giacomo Carini, non particolarmente in forma a Budapest ma comunque coriaceo e buon semifinalista. Qui va oltre, riuscendo a trovare un posto fra i primi otto per il rotto della cuffia, con 1’58’’00 che lo manda tra i migliori per soli 4 centesimi. Bene così, anche se una medaglia non sarà così facile da prendere, ma i 200 farfalla, lo sappiamo bene, non danno nulla per scontato. Forse solo il successo di Seto, nettamente il più forte ed esperto della compagnia.

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Scendono in acqua le regine della velocità dei 100 stile! Aglaia Pezzato è tra loro, e un pizzico di rammarico per il settimo posto finale ci sta tutto. 55’’35 è il suo crono finale, poco meglio di quanto nuotato ieri in semi. Come previsto per il podio ci voleva il suo migliore, serviva un sotto 55’’ che ancora non è riuscita a nuotare. Vince a sorpresa Siobhan Haughey che regala ad Hong Kong una strepitosa medaglia d’oro con un 54’’10 che regola tutte, persino Katerine Savard che si deve accontentare solo del quarto posto.

L’ultima finale di giornata sono i 200 misti uomini. E se nei 200 stile aveva incrinato le nostre certezze, Kōsuke Hagino zittisce tutti con quattro vasche da favola. Il giapponese domina tutte le frazioni chiudendo in 1’57’’35, nuovo record delle Universiadi lasciando le briciole a Seto e a Litchfield. Bene Giovanni Sorriso, settimo in 2’01’’35 a meno di un secondo dal suo personale, che paga un finale a stile non proprio all’altezza dei migliori.

La giornata si chiude sul dorso: prima le semi dei 100 donne, dove Zofkova e Panziera lottano per un posto in finale. Se Carlotta è per definizione la centista migliore in Italia, Margherita è quella più veloce quest’anno, con tanto di Mondiali e best time nuotato all’Energy for Swim. Alla fine la spunta la Zofkova, che pur evidenziando il suo solito problema di subacquea chiude ottava in 1’01’’05, prendendosi l’ultimo posto disponibile. Out la Panziera, dodicesima in 1’01’’56. Guida il plotone la De Loof.

Tutti fuori invece gli azzurri nei 50 dorso. Il primatista italiano Niccolò Bonacchi si arrende in 25’’46 mentre Matteo Milli tocca in 25’’55 con la finale che arrivava grazie al 25’’34 di Ben Treffers. Miglior tempo per l’irlandese Ryan appena sotto i 25’’!

(foto copertina: screenshot streaming Taipei 2017)