Ed eccoci qui con il nostro quarto appuntamento del reportage scuola e sport.

Se dove vi ho portato l’ultima volta d’inverno fa freddo, beh qui fa molto freddo! Ma a scuola invece si sta tanto, tanto bene, come dimostra anche Michael Moore in questo video documentario ”Where to invade next”.

Secondo me al termine di questo articolo, molti di voi sarano d’accordo con quello che dicono in quest’altro VIDEO contributo della pagina Curioctopus.it.

Giulia e Sofia

Ai primi di ottobre infatto sono “volato” nell’estremo nord, la patria di Santa Klaus, la Finlandia!

È stata la prima intervista realizzata e con grande gioia mi hanno accolto nella loro casa di Jakobstad – Pietarsaari in finlandese – Giorgia e Sofia Pascutti, tesserate per l’Adria di Monfalcone.

Qui trovo la prima sorpresa. Non sono in Finlandia per un anno di studio, ma per essersi trasferite con la famiglia a causa del lavoro del padre: anche se nella stagione estiva tornano in Italia per gareggiare con la loro società di appartenenza.
Davanti al computer, il trio madre e due figlie si dispone in formazione da combattimento, mentre il padre dietro tiene d’occhio la situazione, molto indaffarato (appena tornato da un bel viaggio al caldo, a Palma de Maiorca!).

Le ragazze frequentano la scuola primaria, all’ottavo anno Giorgia e al nono e ultimo anno Sofia.

La parola d’ordine in Finlandia è chiara: “no stress” come dice Sofia, la maggiore delle due (anno 2000) esordendo nell’intervista e dimostrandosi quella più attiva fra le due nel rispondere.

Il sistema scolastico

Sia nella scuola che nel nuoto si è accompagnati nell’apprendimento senza particolari pressioni.
I ragazzi frequentano la scuola dell’obbligo dai 7 ai 16 anni, per un totale di 9 anni. Le materie sono quelle consuete, più alcune materie particolari (educazione civica!!) o i laboratori, da noi in Italia sempre più dimenticati o tagliati (cucito, cucina, per dirne alcuni).

C’è anche lo sport, in cui si fa una parte in comune con gli altri studenti e una parte lo sport scelto dai ragazzi.

La scuola secondaria, un nostro liceo diciamo, dura tre anni e può preparare all’università ed in questo caso viene chiamata ginnasio (come i nostri licei: Giorgia farà una scuola d’arte) o al lavoro (scuola professionale), come i nostri istituti tecnici.

La scuola viene giudicata più facile della nostra, a parte i problemi linguistici (ma siamo nella zona a minoranza svedese; la lingua svedese è più facile da imparare, perché più simile al tedesco). Non ci sono compiti a casa, non ci sono compiti in classe: ci sono dei periodi in cui si svolgono dei test che possono essere piccoli test di verifica o test più grossi; per il resto lo studio delle materie è lasciato alla responsabilità dei ragazzi.

Il sabato a scuola è vietato!!!!

dicono all’unisono le ragazze con grande soddisfazione.

Insomma, se ascoltate il documentario da me citato, lo stesso ministro dell’istruzione e il preside della scuola denotano come il principio dei compiti a casa sia obsoleto.

E… ebbene sì, in controtendenza, come citato da Giorgia, esistono quelle materie che professori stessi hanno definito “materie che possono aprirti la mente”: educazione civica, geografia, arte, materie che a quanto pare anche in Italia non vanno più molto di moda.

 

Docenti, orari e… niente spese!

I docenti sono molto… user friendly!
Si dà del tu ai professori che sono molto giovani in media: si dà del tu anche al preside (“Peter”, dice Sofia). Inoltre questo clima paritario si respira anche in mensa: si mangia tutti insieme “ed è tutto gratuito!” dice mamma Lucia. Il padre aggiunge “anche i libri di testo!”

Gli orari scolastici sono di 4 ore di 70 minuti con 20 minuti di pausa e un intervallo per il pranzo di 40 minuti. Si inizia alle 8,30 e si finisce quindi verso le 14.15, a meno che non si debba tornare a scuola da qualche posto (come la piscina, dove si svolge l’attività sportiva scolastica) oppure si debba sistemare il laboratorio.
Le lezioni alternano spesso una parte frontale, nella quale il professore spiega, con parti di lavoro in sottogruppi e/o esperienze pratiche (ad esempio la lezione di botanica di Giorgia si svolge… nel bosco e senza l’accompagnamento dell’insegnante).

La scuola come detto è tutta gratuita: libri, quaderni, matita, gomma, righello e mensa compresi, nella tradizione dei paesi socialdemocratici.

 Lavoro/scuola ed esperienze all’estero

I ragazzi sono incentivati anche a trovarsi dei lavoretti per autofinanziarsi le gite scolastiche, ad esempio nell’ottavo anno, si vendono i gelati a scuola: i ragazzi a turno li comprano e li rivendono, così ottengono i soldi per pagarsi la gita di fine anno (una gita a teatro, in questo caso).

Negli anni delle superiori, frequentano una settimana di lavoro (che si devono trovare da soli!!!) al posto della scuola, un po’ come la nostra alternanza scuola/lavoro (ma non oltre alla scuola… quindi non è un peso ulteriore che grava sui ragazzi).

Un anno di studio all’estero è praticamente la norma: Mamma Lucia lo giustifica con il freddo… “anche se poi tornano quasi tutti a casa!”.

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Passiamo al nuoto!

Gli allenamenti si conciliano bene con l’orario di scuola: iniziano di solito verso le 15,30-16 e durano un paio d’ore.
Nelle squadre piccole (come quella di Sofia e Giorgia) di solito sono i genitori che le portano, e ci sono anche la domenica mattina! Mentre le squadre più grandi raccolgono tutti gli atleti e li portano con un pulmino della squadra (come a Vasa, una squadra della città più vicina).

Il lunedì è giorno di riposo (dagli allenamenti).

Così come nella scuola, la parola d’ordine è no-stress anche nel nuoto.

Sofia:

Io dovevo andare tutti i giorni a nuoto e fare trenta chilometri da Monfalcone a Trieste, poi tornare a Adria e nuotare, poi studiare. Se andavi male a scuola non potevi fare nuoto, se andavi male a nuoto dovevi fare ancora più nuoto. Ora sono molto più tranquilla.

Giorgia:

Qui è tutto no stress: se devi fare una cosa te lo dicono una volta sola, anche a nuoto. Se lo vuoi fare bene, se no amen!”

La mamma precisa: “non è che si trovassero male nella squadra, tutt’altro… ma qui l’atmosfera è proprio molto più rilassata”.

Le assenze per sport

Questo è dovuto anche al diverso approccio che ha la scuola nei confronti dello sport in generale, non solo degli atleti sportivi. Se per le assenze per malattia non si fanno storie -“anzi” dice Sofia, “se uno deve stare a casa per l’influenza può stare a casa quanto gli serve, anche due settimane: no-stress è sempre la parola d’ordine” – tantomeno per lo sport: può capitare di dover stare via un paio di giorni.

Le gare sono in posti anche lontani, la Finlandia è grande e gli impianti non numerosissimi. Basta avvertire che si starà via qualche giorno. Questo perché i ragazzi devono fare… i ragazzi, e questo comprende anche l’attività sportiva extrascolastica.

Gli atleti non sono aiutati dalla società in questo caso, ma altre società più grandi organizzano dei pullman.

Il loro allenatore, che è giovanissimo (circa venti anni) è ancora un nuotatore e conferma le loro impressioni. Lui stesso a sedici anni si è spostato a Turku per nuotare e studiare in un club più grande, quindi capisce le difficoltà che le due ragazze hanno dovuto affrontare lontane dal loro mondo di provenienza.

 

Pochi atleti… tutti insieme: master e agonisti

Le gare sono comunque poche, perché… ci sono pochi finlandesi!

Giorgia: “siamo gli stessi abitanti della Slovenia in un’area come l’Italia!”

Si svolgono per anno di età, in genere, e a volte partecipano anche i master. Giorgia cita con orgoglio la mamma di una sua amica che fa le gare con lei sui 100 farfalla, perché va forte!
Ci sono le qualifiche per lei, fra poco, per i campionati nazionali. Poi le finali invernali, a dicembre… le gare riprendono a febbraio e a maggio si conclude la stagione.

Un aneddoto: ai campionati studenteschi, erano 28… in totale: li hanno portati con il pullman, tutti assieme, e si sono svolti su delle isole fra Svezia e Finlandia! Arrivarci è stata un’avventura!

Tiriamo le somme

In generale le ragazze sono molto soddisfatte di questa esperienza.

Sofia in particolare pone l’accento sul fatto che avrà quattro lingue al suo attivo alla fine (quali? Italiano, inglese, svedese, sloveno), e che potrà andare a studiare a Stoccolma! Inoltre gli orari ti permettono di fare tante più cose senza correre da una parte all’altra.

Giorgia vede tutto molto… rosa: “in Italia mio dicevano le cose mille volte, e più me le dicevano meno riuscivo a farle. Invece qui ti responsabilizzano molto e tu ti senti spinta a fare le cose ma non perché te lo ripetono in continuazione”.

Sofia e Giorgia concordano su un particolare: gli allenatori italiani ripetono molte volte le stesse istruzioni! Quelli finlandesi invece no! Danno la consegna solo una volta, poi si aspettano che tu lo faccia. Se non si è compreso, si deve chiedere.

 

Insomma, il metodo no-stress finlandese si adatta alle ragazze friulane, e anche alla mamma che è molto contenta del sistema finlandese: “… nonostante siano un po’ chiusi, c’è una grande attenzione alla famiglia e alle neomamme!” dice.

Il papà spezza una lancia in favore della scuola italiana: dà un ottimo livello di preparazione generale, che altre nazioni non danno: e l’ho visto anche qui.

E noi non lo mettiamo in dubbio. Per questo a nostro parere un’attenzione maggiore verso lo sport e in generale verso tutti gli interessi che sono al di fuori della scuola è non solo auspicabile ma imprescindibile, non solo per i ragazzi finlandesi ma per tutti i ragazzi italiani.

Lasciamo giocare questi ragazzi… e intanto preparatevi perché la prossima settimana si fa un bel viaggetto in un posto più caldo. Dove? Restate con me e lo scoprirete!

 

Si ringraziano Giorgia e Sofia e la loro famiglia per la disponibilità.

(Foto copertina: http://cdn.newsday.com/)