Quando si parla di Nuoto per Salvamento, in Italia ma non solo, il nome di Elena Prelle è sicuramente uno dei più importanti e riconosciuti. Non sono solo i suoi risultati da atleta a raccontarci il suo valore – pluri campionessa e primatista mondiale – ma anche il suo percorso come tecnico, che l’ha portata in giro per l’Europa in veste di allenatore, con risultati altrettanto positivi.In una bella chiacchierata ci ha parlato dei suoi progetti passati e futuri, ma anche del livello nazionale del salvamento che, come sapete, ha appena avuto i suoi Campionati nazionali.

Qual è la maggiore differenza che hai notato tra la realtà italiana e quella estera?

Le Federazioni estere sono diverse da quella italiana. Da noi l’impostazione è prettamente sportiva e così anche le modalità di lavoro, all’estero è più naturale trovare federazioni che provengono da un mondo simile alla nostra Protezione Civile.

Sono gli obiettivi di partenza che differiscono: in Italia si è proiettati all’allenamento ed alla prestazione mentre in Germania, ad esempio, lo scopo di base è conoscere le tecniche del salvamento, non allenarle per il salvamento sportivo. Il mio ruolo in Germania era proprio quello di selezionare gli atleti migliori e riunirli, per allenarli e prepararli alle competizioni.

Com’è stata la tua esperienza da responsabile della nazionale tedesca?

Sono stati sei anni bellissimi, indimenticabili, nei quali ho lavorato ed imparato molto ma avrei anche voluto fare di più. I risultati sono stati in crescendo, e nell’ultima stagione siamo riusciti ad arrivare quarti nel Mondiale 2022, con una squadra solo femminile.

Il lavoro svolto mi soddisfa molto, perché sono riuscita a cambiare la mentalità del luogo: da sport di contorno, poco professionistico, si è passati ad un approccio più sportivo ed agonistico. Gli atleti selezionati erano in pianta stabile al centro federale, si allenavano tutti i giorni con me: non è stato facile e avrei voluto fare di più, ma sono comunque molto soddisfatta.

Parigi 2026 | Europei di Nuoto, intervista a David Popovici

Durante gli Europei di Parigi, abbiamo intervistato David Popovici, il campione dei 100 e 200 stile libero.Sei sorpreso dal risultato di Sara Curtis nei 50 dorso? Non sono poi così sorpreso, perché so già quanto sia forte. Ma non voglio che questo tolga nulla al suo...

Fatti di nuoto Weekly: volete ancora record?

In questi giorni di calma apparente fra Europei e Giochi del Mediterraneo, che per il nuoto si terranno dal 22 al 25 agosto presso lo Stadio del Nuoto Torre d'Ayala di Taranto, Fatti di nuoto weekly ci propone qualche curiosità da leggere sotto l'ombrellone.Volete un...

5 Nomi dai Campionati Panpacifici 2026 di Nuoto

Si sono svolti a Irvine i Campionati Pan Pacifici, gli "Europei del resto del mondo". Ecco cinque nomi, e alcune prestazioni, da ricordare.Kate Douglass Questa rubrica si potrebbe anche chiudere qui, con il nome della allieva di Todd de Sorbo, compagna di università...

Parigi 2026 | Europei di Nuoto, D7-finali: Quadarella infinita, cinque podi per l’Italia

Ultima giornata di gare, all'Europeo di Parigi 2026, con l'Italia presente in otto finali su nove e almeno cinque possibili medaglie bellissime. Com'è andata? Lo vediamo nel nostro consueto recap.50sl M La vasca secca a stile, nella quale ci si aspettava Kornev, è...

Parigi 2026 | Europei di Nuoto, intervista a Marrit Steenbergen

Direttamente dagli Europei di Parigi 2026, abbiamo intervistato la campionessa e primatista mondiale dei 100 stile libero Marrit Steenbergen.Partiamo dall’attualità. Ieri sera, alla terza gara in un singolo turno pomeridiano, hai nuotato 50.74 nei 100 stile conclusivi...

Parigi 2026 | Europei di Nuoto, D7-batterie: In finale Quadarella e le staffette, Curtis ancora record

La stanchezza di una settimana di gare e la voglia di concludere bene: c’è tutto questo nell’ultima mattina di batterie ai Campionati Europei 2026 🇪🇺 ​La voglia di competere, si sa, non manca a Simona Quadarella, che nei 400 stile passa agilmente il turno in 4.08.07,...
Ed ora il tuo ruolo per la Federazione Svizzera sarà simile.

Simile ma non full time: per ora ho la responsabilità di riorganizzare l’attività agonistica, stilare un programma federale che selezioni gli atleti e dia la formazione necessaria ai coach per creare la base del movimento. Il mio ruolo è quello di Senior national coach: è molto stimolante perché significa dover programmare praticamente da zero, compresi i protocolli generali da utilizzare, per impostare la crescita del movimento.

Un lavoro che sembra molto stimolante, potresti scoprire nuovi talenti anche in Svizzera come hai fatto in Germania.

Sarà molto dura, perché Nina Holt, Valentina Toti e tutte le ragazze che allenavo nell’ultimo periodo hanno portato risultati davvero eccezionali. Ma ciò che mi stimola di più è proprio la riorganizzazione interna.

Mentre in Italia cosa farai?

Da febbraio sono tesserata per i Nuotatori Canavesani e mi occupo del mare per loro, per SA-FA 2000 e per Rari Nantes Cairo Montenotte. Vivo e lavoro in Liguria, i risultati si sono già visti a questi nazionali. I Nuotatori Canavesani, per esempio, sono arrivati secondi nella classifica a squadre junior, terzi tra gli esordienti A e sesti tra i cadetti e ragazzi, con molti atleti nelle primissime posizioni in classifica. Molti dei ragazzi che seguo sono nel giro delle nazionali e questo è un bell’orgoglio.

In un movimento, quello Italiano, che è sempre molto competitivo.

Ci sono alcuni nomi che spiccano già da tempo ed altri che stanno emergendo, ma non mi vorrei soffermare troppo sui singoli. La cosa positiva è che si tratta di una movimento in continua evoluzione, che tra alti e bassi riesce sempre a trovare nuove leve di qualità e portarle ai massimi livelli nazionale e anche internazionali.

Foto: Elena Prelle