Se da noi le temperature stanno andando sempre più vicino allo zero e dall’altra parte del mondo siamo in estate, vorrà pur dire qualcosa.

Che sia meglio dall’altra parte? Mah… è una questione di punti di vista, di clima, di stagione, ma soprattutto di livelli di programmazione.

Il post pubblicato da Australian Lifesaving Team a conclusione della German Cup è limpido:

1st Overall Team
1st Male Team
1st Female Team
1st Individual Male – Matt Davis
1st individual Female – Prue Davies (with Mariah Jones 2nd overall female as well!!)

Anche chi mastica poco e male l’inglese ci arriva. Sono secchiate di autostima per la rinnovata formazione down-under che già punta, crescendo in vasca, all’appuntamento / obiettivo / rivincita, scegliete voi cosa, segnato sul calendario esattamente tra 12 mesi.

L’obiettivo risulta ufficialmente siglato “LWC Adelaide 2018

La German Cup per le rimanenti formazioni non aveva lo stesso valore. Forse ininfluente o addirittura poco rilevante come test per gli azzurri e gli europei in generale che hanno ripreso pinne e costume da non tanto.

Il nuovo record mondiale di Matt Davis stabilito nei 100 percorso misto è un bello strappo sul precedente: guarda il VIDEO.

Il 58”82 realizzato è un risultato che sposta in basso di mezzo secondo, un record stabilito da Danny Wieck agli ultimi Europei di settembre e mette gli azzurri più prossimi a oltre un secondo. Pinne e gambe straordinarie che sull’onda dell’entusiasmo, gli hanno consentito di vincere anche la classifica overall precedendo gli azzurri Jacopo Musso e Federico Gilardi.

Niente male nemmeno i restanti azzurri Sanna, Ippolito, il rookie Petruzzi compreso.

Se si escludono alcuni exploit “mondiali” , in questo trofeo gli azzurri sono risultati sul pezzo. Benché complessivamente dietro.

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Non ci siamo scordati delle fanciulle. Il discorso vale anche per loro. Nella generale e immediatamente a ridosso delle primedonne australiane Prue Davies e Mariah Jones, c’è il trenino azzurro tirato da Meschiari e seguito da Marzella, Ferrari, Volpini e Nigris che completano con minime sfumature di punteggio, la top ten.

Esattamente come il compagno aussie, la Davies si è garantita il primato in classifica con un record, stabilito nel suo caso nel superlifesaver. Il nuovo limite è ora a 2’21”73.

Nella gara con fuga solitaria ha ritrovato solo sul podio proprio Jones e Marzella entrambe al tocco in 2’25”. Quarta in 2’27” la Meschiari spodestata detentrice del record (2’21”90 il precedente stabilito a Roma il 12/7/2017). Il tempo fatto registrare dalla modenese, la dice lunga sull’approccio azzurro alle gare.

I 200 ostacoli, specialità che aveva aperto le danze con le doppie coppie Gilardi-Sanna oro e argento in 1’57”54-1’58”39 e Meschiari-Nigris, argento e bronzo in 2’10”45-2’11”49 avevano probabilmente illuso.

Il secondo posto finale della generale a squadre resta molto positivo. Il trofeo di Warendorf, forse pagando l’assenza di alcune nazionali di peso, ha perso la forza delle precedenti edizioni, ma non il prestigio.

Consistenti quanto serve, ma soprattutto efficienti quanto occorre, gli azzurri hanno individualmente mostrato alti e bassi. Nel bilancio globale, sono le staffette che hanno pagato il maggior dazio, mostrando i limiti di una preparazione naturalmente imperfetta che non ha mai permesso di raggiungere con le prove di collettivo, la gratificazione del successo.

A livello individuale Federica Volpini sul podio con Marzella e Jacopo Musso si sono confermati i più veloci nei 100 pinne e torpedo rispettivamente in 60”95 e 51”21.

Il trasporto manichino se lo sono aggiudicati il tedesco Danny Wieck e la britannica Zara Wiliams con la Marzella di nuovo a podio.

Il manichino con pinne ha portato sul podio femminile da 53” la spagnola Antia Garcia, Davies e Volpini mentre su quello maschile da 46” Davis ha preceduto Musso.

Sul podio del 100 percorso misto del WR maschile c’era Francesco Ippolito in 1’02”20, mentre al femminile la gara è vissuta sulla sfida Williams-Meschiari che hanno concluso nell’ordine.

Chiusura d’oro con il super di Federico Gilardi in 2’07”28. Il piemontese precedendo Jacopo Musso e contando il bronzo di Samantha Ferrari, ha portato a quota 19 il medagliere e ha archiviato la manifestazione tedesca.

La formazione azzurra prevista in questo weekend ad Eindhoven in occasione della Orange Cup, assieme anche ad alcuni club tricolori, sarà come al solito diversa. Sarà più giovane, meno esperta ma assolutamente spregiudicata.

(Foto copertina: S.Dittschar)