Le gare di nuoto di elite, sono spesse volte vinte per poche frazioni di secondo.
Per esempio, ai giochi olimpici del 2008 la finale dei 50m stile libero femminile è stata vinta per 0,01’’. Le 8 finaliste, si sono poi allontanate l’una dall’altra di 0,071’’. Su questa distanza, il tempo impiegato in partenza da un nuotatore è circa il 26% del tempo totale di gara.

Appare così indispensabile analizzare le due tecniche di partenza: la grab-start e latrack-start.
La differenza più evidente, ma non l’unica, è la posizione dei piedi; mentre nella prima questi sono affiancati l’uno all’altro e posizionati alla larghezza delle spalle, nella seconda sono perfettamente in linea l’uno dietro l’altro. Track, infatti,  è sinonimo di railway-line, binario.

Scegliere quale gamba stia davanti e quale dietro è molto semplice: basta girarsi di schiena a un amico, restare rilassati con i piedi in linea, farsi dare una leggera spinta sulla schiena e vedere quale gamba per prima andrà in avanti con un passo. Quella sarà la nostra gamba di appoggio.

Solo per un fatto di comodità, infatti, le gambe vengono chiamate:

  • Gamba d’appoggio (quella frontale)
  • Gamba di spinta (quella posteriore)

Le mani devono esser posizionate alla larghezza delle spalle e non più tra le gambe, l’una vicina all’altra.

Nella grab-start, infatti, la spinta è prettamente data dagli arti inferiori. Se analizziamo infatti una fase di volo in grab, le mani vengono immediatamente spostate in avanti in modo da assumere subito la giusta posizione di ingresso in acqua.
Nella track, le cose cambiano: al momento del via, si aggiunge alla spinta delle gambe quella delle braccia. Basta osservare la fase di volo e troveremo le mani ben stese lungo i fianchi grazie alla spinta applicata sul blocco di partenza.

L’immagine qui di fianco evidenzia come in corsia 8 le mani siano subito spostate in avanti (grab-start), in corsia 7 sia eseguita una track sbagliata (piede posto sul retro ma nessuna spinta delle braccia), in corsia 6 e corsia 5 osserviamo invece una buona track con le braccia che, a causa della spinta, si trovano quasi completamente allungate a fianco del tronco dell’atleta.

Osserviamo anche che, sempre a causa della mancanza di spinta delle mani, l’equilibrio della forza applicata dall’atleta in corsia 7 sia piuttosto alterato: il piede posteriore effettua una forte rotazione per bilanciare la differenza di forza di spinta tra la gamba anteriore e quella posteriore. In questa circostanza è inevitabile un ingresso in acqua che comprometterà una corretta stream-line.

Nuoto, un accessorio fondamentale: gli occhialini, hai trovato i tuoi?

Ho iniziato a frequentare la piscina nel 1985, a tre anni, e devo dire che non è stato amore a prima vista. Oltre alla confusione, al freddo e alla fatica, la cosa che più mi ricordo, dei miei primissimi anni come nuotatore, è il bruciore degli occhi.Ricordi ... Mi...

Fatti di nuoto Weekly: 10 Nomi da Riccione 2026

Non solo i soliti… dai che lo sapete!Jacopo BarbottiIl netto miglioramento dell’atleta dell’Aniene, classe 2006, è una delle note migliori dell’intera edizione degli Assoluti. Qualcosa si era intravisto già agli Assoluti invernali, in vasca corta, ma il salto di...

Riccione… End of Beginning

Da qualche giorno, sono assolutamente in fissa con questa canzone...Intanto ammetto il colpevole ritardo del mio interesse, sia rispetto alla sua reale pubblicazione, quattro anni fa, ma anche rispetto al suo ritorno in circolazione virale sui social, dovuto al fatto...

Grandi ritorni e sorprese ai Campionati Britannici 2026

Mentre in Italia andavano in scena gl Italiani Assoluti, in Gran Bretagna, direttamente dall’Acquatics Centre di Londra si son visti i Campionati Britannici validi per le qualificazioni agli Europei di Parigi. Positive le risposte dai sudditi della casa reale, con...

Swim Stats, tutti i numeri degli Assoluti 2026

Che edizione è stata, quella degli Assoluti 2026 appena conclusa a Riccione? Sulla strada della qualificazione per gli Europei di Parigi, e per le altre manifestazioni estive del 2026, la cinque giorni di Riccione doveva dare le indicazioni necessarie al DT Butini per...

Nuoto, Assoluti 2026: tris Quadarella, volano Curtis e Cerasuolo. Paltrinieri, una garanzia

L’ultima giornata di batterie degli Assoluti 2026 è una sintesi perfetta di quello che è stata la settimana di gare a Riccione e anche di quello che il nuoto italiano ha dimostrato. Da una parte gare di alto livello, con ottime prestazioni dei big già il mattino, e...

Nuoto, Assoluti 2026: bene Del Signore e Borrelli. Curtis record nei 50 stile

Le gare senza un padrone dominante, in cerca di un’identità a livello nazionale, sono di sicuro le più interessanti di questo Assoluto 2026. In questa quarta giornata ce ne sono alcune che, in questo senso, vale la pena seguire. Batterie day 4 I 100 metri,...

Nuoto, Assoluti 2026: super Barbotti, conferme Curtis e D’ambrosio

Arrivati al giro di boa degli Assoluti 2026, molti dei big si sono già aggiudicati il pass per l’Europeo di Parigi, quindi la curiosità inizia a spostarsi verso gli atleti che, invece, devono ancora provare a mettersi in luce. Vediamo com'è andata questa terza...

Nuoto, Assoluti 2026: record Angiolini e Curtis nella seconda giornata

Seconda giornata di Campionati Assoluti allo Stadio del Nuoto di Riccione, anche oggi non sono mancate le sorprese e alcune gradite conferme.  Vediamo com'è andata nel nostro consueto recap.Batterie day 2 Proprio nella prima gara della mattinata, è stata Sara Curtis a...

Nuoto, Assoluti 2026: si apre con 7 pass Europei e il record di Michele Lamberti

A posto, via! Si parte per la cinquina di giorni agli Assoluti di Riccione, la settimana che deciderà molto della Nazionale che volerà a Parigi per gli Europei. Con i primi crono delle batterie, già ci arriva qualche indicazione significativa: Lamberti 24.73 nei 100...

Ed ecco ancora due amici master che “giocano” provando l’efficacia della spinta delle braccia. Questa osservazione porta alla prima conclusione: effettuare una track-start senza spingere forte con le braccia significa non effettuare una track-start.

Una volta iniziata la fase di volo, va affrontata la difficoltà di richiamare molto rapidamente le mani sopra la testa per assumere una corretta posizione di ingresso in acqua. La via da percorrere per farlo rapidamente è sempre la stessa: la più breve, ovvero richiamandole con flessione del gomito e facendole passare davanti al petto, mai allargandole disegnando un semicerchio.

Nella figura sottostante Phelps ci insegna come i gomiti debbano rimanere aderenti al busto, come la flessione degli stessi sia l’unico corretto movimento di richiamo delle braccia in avanti.
Il bilanciamento del peso sulla posizione di “al posto” deve esser di massimo equilibrio, né sbilanciato in avanti, né indietro.
Spostare il peso in avanti comporterebbe una grande perdita di spinta della gamba posteriore, spostarlo indietro una grande perdita di tempo nel rientrare nella posizione di linea. Il peso deve esser distribuito in maniera uniforme su entrambi gli arti. La spinta sarà così in buon equilibrio di forza e, usando anche le braccia, sarà come trasformare un’auto 4 x 2 in un’automobile 4 x 4.

L’equilibrio di buona applicazione della forza nelle gambe è facilmente osservabile dalla posizione di quella posteriore nella fase di volo: se i due piedi si troveranno allo stesso punto d’altezza, la spinta non sarà stata equilibrata, se invece il piede posteriore sarà più alto di quello anteriore allora avremo mantenuto la posizione iniziale (quella sul blocco) e ciò è indice di buona spinta. Per aver la certezza di effettuare una buona spinta, è necessario concentrarsi sui glutei: contrarli molto forte al momento del via sarà già una buona garanzia di aver effettuato un movimento corretto.

Vediamo adesso alcuni esercizi per effettuare una buona track, esercizi da eseguire dalla posizione di “al posto”:

  • Tuffo con forte spinta soltanto delle caviglie: ESERCIZIO PER CONTROLLARE LA SPINTA DELLA CAVIGLIA
  • Tuffo con forte spinta delle braccia ed ingresso di testa lasciando le mani stese lungo i fianchi (fare attenzione alla profondità della vasca): ESERCIZIO PER CONTROLLARE LA SPINTA DELLE BRACCIA
  • Tuffo con braccia già lungo i fianchi con rapido richiamo delle stesse sotto il tronco : ESERCIZIO PER ALLENARE IL RICHIAMO DELLE BRACCIA DOPO LA PARTENZA
  • Tuffo in massima apertura della testa in avanti (sguardo verso il bordo opposto ) ESERCIZIO PER LA RICERCA DELLA MASSIMA EFFICACIA DI SPINTA
  • Tuffo con sguardo rivolto verso l’addome: ESERCIZIO PER LA RICERCA DEL CORRETTO ANGOLO DI INGRESSO.

Se non siamo quindi in grado di effettuare una track-start con tutti i giusti parametri, finiremo per effettuare una grab-start con piede dietro ovvero, una grab–start con una spinta inferiore.

Alcune analisi su un blocco Omega OSB11, analisi cronometriche eseguite sui 2-5-8-10m, evidenziano come mentre il momento d’impulso sia superiore con la track-start, la velocità acquisita dopo l’ingresso in acqua sia più elevata dopo una partenza in stile classico. Sui 2m, infatti, la differenza sarà cospicua, dai 5 quasi nulla.

Mi limiterò ad evidenziare le differenze sul primo step perché i test su 5m portano già quasi a pareggiare il tempo di percorrenza della distanza.

Tutto questo a significare che la gara di nuoto non comincia in acqua ma dal blocco di partenza, il tuffo è un momento molto importante della competizione e può interferire – nel bene o nel male – di non poco sulla prestazione finale.

E’ vero, la track-start è una figata, va di moda e spesse volte ci sentiamo dire “ma fai ancora la grab?” ma questo non  deve condizionare: è molto più performante una buona grab-start fatta bene che una track-start (ricordiamo che richiede un ottimo livello di agilità ed un buon rapporto peso-forza) fatta a metà.

Inoltre, allenare il tuffo di partenza, non solo è cosa utile ai fini della prestazione ma è anche un attimo bellissimo: è o non è un vero e proprio momento di volo?

Massimo Melani
Personal Trainer

(foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4.it)