Anche per questa volta siamo sopravvissuti all’intensa giornata di gare, che vi ha visto protagonisti nelle acque di Cefalù.

Sicuramente starete pensando che siamo un tantino esagerati nel parlare di “sopravvivenza” con riferimento ad una giornata di gare. Ma se vi dicessimo che il sabato precedente gli organizzatori, la fotografa e un’atleta ospite suo malgrado coinvolta, hanno deciso di lanciarsi per 1600 metri con una fune, ad un’altezza di 170 metri, raggiungendo i 130 km/h, forse avreste l’idea della percentuale di stress raggiunta alla V tappa.

Magari la prossima volta, una SPA…

di Annamaria Mangiacasale

Nonostante possiamo ormai definirci degli organizzatori consumati (sia nel senso di “esperienti”, che anche in quello proprio fisico), ad ogni tappa si impara sempre qualcosa.

Per questa quinta trasferta è stata illuminante la lectio magistralis tenuta a cena, dal nostro Carmelo (meglio conosciuto come MeloRock o, per i lettori affezionati di questa rubrica, “Il Guercio”). Non possiamo svelarvi nulla a riguardo, sappiate però che ci ha aperto gli occhi, con grande competenza, su possibilità di business mai considerate. Per cui se a breve vedrete il brand del Grand Prix Sicilia Openwater campeggiare su piattaforme, diciamo, “alternative”, sapete da chi è partito il tutto. Noi vi consigliamo di contattarlo privatamente per i dettagli 😊

Fra lanci nel vuoto e nuove prospettive, arriva il giorno della gara. Prima di essere organizzatori, siamo anche atleti, ed è giusto che la nostra colazione sia adeguata. Se pensate che trovare un te caldo, a fine Luglio, alle 6 di mattina in qualsiasi bar possa essere complicato, non fatevi scoraggiare. Basterà che apriate il solito furgone e troverete un intero set di pentole, al cospetto del quale anche Giorgio Mastrota può considerarsi un dilettante, con il quale potrete scaldare l’acqua per il vostro te.

Risolto anche questo problema, possiamo finalmente recarci al campo gara. È una V tappa all’insegna delle sfide e dei ritorni. L’organizzatore e Presidente della asd Trirock Paolo Zanoccoli, non solo ritorna a gareggiare dopo anni di assenza, ma lo fa raccogliendo un guanto di sfida lanciatogli da un incosciente Alessandro Sciabbica, atleta dell’Olympia Palermo (leggi qui per la prtesentazione). Considerando il risultato della sfida, immaginiamo che non sarà un buon lunedì per il nostro Alessandro, un po’ come tornare a scuola/ufficio quando la tua squadra del cuore ha perso malamente. Inoltre, abbiamo come il leggero sospetto che questa sua sconfitta gli verrà ricordata come minimo per le prossime sette edizioni del Grand Prix.

Un altro atteso rientro in gara è quello di Carmelo Regina (sì, sempre MeloRock), che fra business alternativi e gare di IronMan, decide di ritornare tra noi comuni mortali. Non abbiamo ancora capito se avesse realmente voglia di gareggiare o se fosse disposto a tutto, piuttosto che continuare ad aiutare Paolo. A questo punto l’unica ancora rimasta sulla terra ferma, resta la fotografa.

Infine torna a farsi vedere anche il “nuotatore da piscina”. Lo avevamo lasciato dilettante delle acque libere a Donnalucata e lo ritroviamo nella versione 2.0, una sorta di Super Saiyan.

Campo gara pronto, briefing fatto, mare splendido, tutto è pronto per la partenza della 5 km FIN. Niente squali, meduse, né caravelle portoghesi. Dai segni riportati sui vostri corpi atletici, però deve aver gareggiato a sorpresa anche Wolverine degli X Man.

Gara caratterizzata dal costante testa a testa dei due padroni di casa, amici e compagni di squadra Andrea Runfola e Fabrizio Cavataio (Olympia Palermo). Subito dietro, Francesco Nicosia (Poseidon Sporting Club Catania), si fa strada a sorpresa, seminando anche i nuotatori più esperti.

A questo punto attendiamo trepidanti all’arrivo il resto dei master, per scoprire chi fra Zanoccoli e Sciabbica vivrà di gloria eterna. Sappiamo già com’è andata a finire, peccato che non tutti abbiate potuto assistere alla “sobria” esultanza del nostro Presidente. Per chi se la fosse persa, ecco le sue reazioni a caldo.

Paolo, vuoi raccontarci del tuo ritorno in gara?

Tra il gonfiaggio di una boa e l’altra, non avendo a disposizione più di 5 minuti netti per indossare il costumone, decido di sacrificare la prestazione ed utilizzare un vecchio costume ormai due taglie più grande. Luogo della vestizione: il mio furgone. Unico luogo immediatamente disponibile.

Mi reco in segreteria per le operazioni di rito e subito scatta lo stupore fra addetti ai lavori ed atleti che non sanno se farmi una qualsiasi domanda riguardante il GP o godersi il momento.

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Apparizione fugace. Punzonato torno al lavoro e mentre completo le operazioni tengo sott’occhio i miei avversari, li studio, cerco riferimenti e osservo lui, l’unico che dovevo battere ad ogni costo. È più serio del solito. Non emette un suono. Concentrato oltre il possibile. I nostri sguardi si incrociano poche volte ma stemperiamo gli animi con una foto storica e gli in bocca al lupo di rito (falsi!!!!!!!!!!!!!!!).

Si entra in acqua. L’allineamento, la conquista di una posizione di vantaggio senza dare riferimenti agli avversari. Bandierina giù e si parte come mai neanche in un 50 mt. Dopo 200mt di scatto ormai tutti i santi erano stati passati in rassegna ma ero li, dietro il gruppo di testa. L’operazione distacco era riuscita ed ora dovevo solo resistere per altri 4800mt. La deformazione professionale ormai ha la meglio. Al passaggio delle boe guardo gli ancoraggi per capire se sono solidi, verifico gli allineamenti delle boe, se le barche giuria sono dove dovrebbero essere, se ci sono parti del campo gara scoperte, se qualche atleta sta sbagliando strada (e gli urlo di venire con me).

A ¾ del primo giro l’allenamento non basta più ma non mi sarei ritirato per alcun motivo al mondo. Mi guardo intorno e mi faccio recuperare da due nuotatori con i quali farò il resto della gara. Ormai l’unico obiettivo era finire mantenendo il distacco sugli inseguitori e poi eccola, l’ultima boa di virata ed in fondo l’imbuto. Mi godo ognuno di quei 200mt finali. Sono distrutto, le gambe non ci sono più ma non importa. Mi guardo intorno e sento una voce gridare “Lui non è ancora arrivato!”. La fatica svanisce, mi giro verso il traguardo e con un enorme sorriso lo accolgo oltre il varco dell’inferno (per lui). Un altro abbraccio sincero.

Queste sono le gare in mare. Una fatica senza pari nel mondo del nuoto ma anche un mondo nel quale poter vivere esperienze che ti restano dentro e che sono felice, spero non per l’ultima volta di aver potuto rivivere nuovamente.

I podi della 5km:

Agonisti Maschi
🥇 Giovanni Lauricella – Pol. Mimmo Ferrito RAM 1h01’16,29
🥈 Manfredi Cusimano – Pol. Mimmo Ferrito ASM 1h01’18,22
🥉 Federico Gambino – Pol. Mimmo Ferrito JUM 1h01’18,72

Agonisti Femmine
🥇 Eliana Pardo – Pol. Mimmo Ferrito ASF 1h06’08,59
🥈 Shannon Lynn-Ai Buckley – Sicilia Nuoto JUF 1h06’30,44
🥉 Daria Gulino – Sicilia Nuoto RAF 1h09’36,91

Master Maschi
🥇 Fabrizio Cavataio – Olympiapalermo 25M 1h08’21,12
🥈 Andrea Runfola – Olympiapalermo 30M 1h08’37,63
🥉 Francesco Nicosia – Poseidon SC 45M 1h11’06,60

Master Femmine
🥇 Giuseppa Zizzo – Pol. Mimmo Ferrito 40F 1h11’16,85
🥈 Eleonora Pumilia – Pol. Mimmo Ferrito 35F 1h11’18,85
🥉 Daniela Sabatini – Team Insubrika 55F 1h13’32,08

Sotto un sole battente, accompagnati dalla musica del DJ e persino da un addio al nubilato, arriviamo alla gara del pomeriggio, il miglio ASI.

Ecco che quando tutto è pronto per la partenza, il nostro caratteristico arco rosso collocato a riva a segnalare l’arrivo e probabilmente visibile anche dalla Tunisia, si accascia al suolo. Episodio che getta nello smarrimento più profondo i nuotatori meno esperti, i quali sono soliti prenderlo come punto di riferimento per le rotte. Inoltre un’onda lunga a turbare le acque quiete del mattino.

Donne grandi protagoniste di questa gara, segnano crono inferiori a quelli degli uomini. Tra i master, Francesco Nicosia, non pago del podio della 5 km, domina la gara. All’arrivo però la mancanza dell’arco lo destabilizza e l’errore diventa fatale.

Ecco i podi del pomeriggio:

Agonisti Maschi
🥇 Giovanni Lauricella – Pol. Mimmo Ferrito RAM 22’03,63
🥈 Marco Li Vecchi – Pol. Mimmo Ferrito RAM 22’04,39
🥉 Manfredi Cusimano – Pol. Mimmo Ferrito ASM 22’05,32

Agonisti Femmine
🥇 Shannon Lynn-Ai Buckley – Sicilia Nuoto JUF 22’21,53
🥈 Daria Gulino – Sicilia Nuoto RAF 24’01,51
🥉 Caterina Laudani – Sicilia Nuoto JUF 24’02,02

Master Maschi
🥇 Alessio Luparelli – Pol. Mimmo Ferrito 30M 25’15,40
🥈 Francesco Nicosia – Poseidon SC 45M 25’17,90
🥉 Ignazio Rizzo – Pol. Mimmo Ferrito 35M 25’21,90 

Master Femmine
🥇 Giuseppa Zizzo – Pol. Mimmo Ferrito 40F 25’07,65
🥈 Eleonora Pumilia – Pol. Mimmo Ferrito 35F 25’10,65
🥉 Daniela Sabatini – Trirock 55F 27’26,64

Una giornata ricca di spunti, che ha visto ad ogni sfida seguire un abbraccio e la voglia di ritrovarsi presto; ad ogni errore la voglia di far meglio.

Tanti buoni propositi che ci aspettiamo già di vedere realizzati la prossima settimana, in occasione della VI tappa ad Avola (SR). Non mancate!

Foto: Annamaria Mangiacasale

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