Alba di un nuovo giorno a Copenaghen, dove alle 9.30 puntuali prendono il via le batterie del day 2.

La prima giornata di Campionati Europei è stata un successo per l’Italia, con un oro e un argento ma anche due record europei, uno assoluto e uno giovanile. In attesa di possibili medaglie pomeridiane (RivoltaCodia e Quadarella), la mattina può gettare la basi per qualcosa di importante, come per esempio il confronto PaltrinieriRomanchuk nelle batterie dei 1500.

P.S. Buone nuove! Le batterie si vedono (abbastanza bene) al LINK

200 stile libero uomini: campione in carica Paul Biederman

Nome da operazione nostalgia quello dell’ultimo trionfatore in questa specialità a Netanya. Pronti al cambio generazionale allora e l’Italia ci prova con i suoi giovanotti. Alessandro Miressi è in batteria con lo scatenato lituano Rapsys che fa gara a se nuotando il miglior crono assoluto di 1’41’’89, abbondantemente più veloce di tutta la truppa. Il torinese tocca in 1’44’’92, non troppo lontano dal suo personale. Nella serie dopo Filippo Megli si inalbera nuotando sopra l’1’45’’, mentre bella conferma da Fabio Lombini che nella batteria conclusiva chiude in 1’44’’64, praticamente lo stesso crono degli italiani. Con questo tempo l’azzurro è in finale, proprio a discapito di Miressi.

50 farfalla donne: campionessa in carica Sarah Sjöström

Una delle grandi attese di questo Europeo è proprio Sarah Sjöström, che dopo il dominio in World Cup vuole chiudere l’anno da protagonista anche in Europa. La svedese parte favorita per la conferma del titolo ma in queste batterie si nasconde parzialmente. Le luci della ribalta momentanee se le prendono Ranomi Kromowidjojo ed Emilie Beckmann nuotando in 25’’3 con la svedese sopra di un decimo. In semi vanno anche le azzurre Di Liddo (26’’08) e Bianchi (26’’20).

200 rana uomini: campione in carica Marco Koch

Dopo il sorprendente terzo posto di ieri, Adam Peaty riparte dalla prima batteria dei 200 rana, dove dopo un passaggio in 27’’1 (il più veloce di tutte le serie) chiude in 2’07’’34. Tempo che non gli basterà per la finale e si capisce già dal turno successivo quando diversi atleti nuotano sotto al 2’06’’. Rana veloce che si conferma con Kiril Prigoda che dalla terza chiude in 2’03’’38, stessa batteria dove Luca Pizzini non riesce a brillare toccando sopra il 2’08’’. Ti aspettiamo in lunga che è decisamente meglio! Discorso diverso per Martinenghi che nasce duecentista e sta provando a ritornarlo: il classe 1999 stampa il suo migliore con 2’07’’64 ma per la qualifica ci voleva un 2’06’’ basso. Oggi la finale con la sfida KochPrigoda. Solo nono Ross Murdoch.

100 stile libero donne: campionessa in carica Sarah Sjöström

La gara regina al femminile si scalda dalla terza serie quando Bonnet, Blume e Wettel nuotano sotto i 53’’. Il turno successivo è quello della Pellegrini che nuota vicino a Ranomi Kromowidjojo. L’olandese, nonostante uno stacco decisamente migliore di Federica, le scappa via già dai primi 25, per poi subire il rientro della Pellegrini nell’ultima vasca. Ce ne fossero state altre quattro… comunque 53’’61 e obbiettivo semifinale centrato. Meglio di lei fa però Erika Ferraioli nell’ultima serie, con 53’’53, crono che le permette di ritornare anche lei in vasca oggi pomeriggio. Fuori la Coleman, terza delle svedesi con 53’’37.

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100 dorso uomini: campione in carica Radoslaw Kawęcki

Anche qui si fa sul serio dalla terza batteria, quando scende in acqua il campione dei 200 Kliment Kolesnikov. Il russo non ha problemi a vincere la serie in 50’’21, con Lorenzo Mora che dalla corsia di fianco gli resta alla pari soltanto sott’acqua. L’azzurro tocca comunque in 51’’75 un decimo abbondante meglio di Bonacchi. L’attesa è poi per Simone Sabbioni, chiamato al riscatto dopo il flop dei 200. L’azzurro risponde presente con un passaggio spinto in 24’’10 e un chiusura sul 50’’4 che gli vale il secondo crono momentaneo. Oggi semifinali, con anche Mora ma senza Ceccon (53’’57).

100 misti donne: campionessa in carica Katinka Hosszú

Dopo l’oro in scioltezza dei 400, l’Iron Lady si prepara alla prova più ardua dei misti, alla ricerca della seconda tripletta (100-200-400) dopo Netanya. La rivale più accreditata è ancora la Sjöström, alla terza gara di mattina, ma la magiara decide di infrangere le speranze di tutte chiarendo fin da subito chi comanda. 56’’75, a un passo dal record dei campionati e dal quello del mondo, ovviamente entrambi suoi. Semifinale e finale serviranno solo per capire chi si gioca il podio. L’oro è irraggiungibile!

400 misti uomini: campione in carica David Verraszto

Prima volta da capitano per Federico Turrini che scende in acqua per i suoi 400 misti. L’azzurro soffre come suo solito la frazione a farfalla, ma tra dorso e rana risale fino al terzo posto in batteria, posizione mantenuta anche a stile per un crono totale di 4’09’’07 che gli vale il settimo posto e la qualificazione alla finale. Davanti si nuota in sul 4’06’’ basso con Bernek al momento davanti a tutti.

4×50 mista mistaffetta: campioni in carica Italia

Azzurri che devono difendere l’oro con tanto di record dei campionati di Netanya 2015. Apre Luca Spinazzola in 23’’85 iniziando un duello spalla a spalla con la Russia. Scozzoli fa il suo (26’’30) senza spingere troppo, mentre la Di Liddo (25’’86) viene inesorabilmente raggiunta dal delfinista dell’Olanda che così si mette al comando rimanendoci fino alla fine. Per gli azzurri chiude Lucrezia Raco (24’’15), seconda alle spalle proprio dei tulipani per crono totale di 1’40’’23. La seconda serie è velocissima tanto da qualificare sì l’Italia ma con l’ultimo posto utile. Oggi sicuro cambio per tre quarti di staffetta, ma la lotta per l’oro non sarà facile. Primo tempo della Francia con 1’39’’e spicci, che però schiera il meglio.

1500 stile libero uomini: campione in carica Gregorio Paltrinieri

In una sola batteria un déjà-vu dell’estate passata: oltre al duello PaltrinieriRomanchuk anche la presenza di Domenico Acerenza che proprio in coda all’estate aveva fatto molto bene alle Universiadi, sognando anche un podio decisamente alla portata. In questa batteria Gregorio parte con il solito piglio portandosi dietro oltre all’ucraino anche il francese Joly. A metà gara passa avanti Romanchuk che allunga metro dopo metro su un Paltrinieri che non sembra brillantissimo. L’ucraino chiude primo in 14’30”30 davanti a Joly e all’azzurro staccati di circa quattro secondo. In finale troveranno anche Christiansen, Johansson e Micka, che nella prima batteria nuotano sul 14’35”. Decimo Acerenza in 14’47”21.

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