Ad una settimana esatta dagli Assoluti, Fatti di nuoto Weekly vi fa fare un giro del mondo nel mondo del nuoto, così non potete dire che siete impreparati.

Mentre si nuoticchia anche in Russia, nell’attesa di capire chi potrà competere in campo internazionale e chi no, qui trovate qualche risultato interessante dal mondo e qui sotto le altre notizie da non perdere.

You’re welcome.

Dagli USA: Golden Goggles & NCAA

Sono stati assegnati i Golden Goggles 2023, i premi per l’annata del nuoto USA, e per una volta nella storia sono sembrati l’edizione minore degli Australian Awards. L’annata del nuoto a stelle&strisce non è stata entusiasmante, è mancata quella spinta di rinnovamento che spesso si vede oltre oceano e che, invece, a questo giro è stata sormontata dalla poderosa ondata australiana, sfociata nel Mondiale di Fukuoka. Il risultato è che a vincere sono state due leggende non certamente di primissimo pelo come Ryan Murphy, al secondo alloro in carriera, e Katie Ledecky (nono titolo), che ha ottenuto il premio ex aequo con Kate Douglass. L’onore va tutto ai due grandi capitani, che non sembrano avere nessuna intenzione di mollare, e che saranno di sicuro protagonisti anche a Parigi e forse pure oltre, almeno stando alle loro dichiarazioni di intento.

Per Douglass il discorso è differente: la sua duttilità, la capacità di essere determinante anche in molte staffette, la rende una perfetta erede delle grandi polivalenti USA e di conseguenza una pedina fondamentale per la sua nazionale. Dopo un Mondiale ottimo (6 medaglie e l’oro nei 200 misti), la 22enne sembra pronta per raccogliere da Katie Ledecky i gradi di leader, o quantomeno di affiancarla per condurre il Team USA a Parigi 2024.

Nel frattempo, al Tennessee Invitational, va registrata l’ottima prestazione di Gratchen Walsh, che nuota i 100 delfino in 48.30 (nella finale dei 100 stile), i 50 stile in 20.79 e la frazione della staffetta 4×100 stile in 45.18, tutti migliori tempi NCAA (anche se verrà ratificato solo quello dei 50). Nello stesso meeting, sempre per Virginia, la nostra Jasmine Nocentini si è distinta con un tempone nei 100 stile, 46.75, seconda prestazione dell’anno dietro proprio alla più giovane delle sorelle Walsh. Resta da vedere quanto questi tempi in yards avranno valore in vasca da 25 (e lo speriamo, perché Nocentini sarà a Otopeni con la nazionale) e soprattutto, in vasca lunga, dove storicamente ma anche logicamente perdono inesorabilmente valore.

Dall’Australia: ancora orrore

Come se non bastassero le notizie sconcertanti che ogni giorno ci arrivano dalla cronaca nazionale, anche il nuoto ci mette del suo, e continua purtroppo a sfornare storie dal brutto finale. L’ultima viene dall’Australia, dove Paul Frost, 48enne allenatore di nuoto e figlio di Doug Frost (coach tra gli altri di Ian Thorpe), è stato condannato a 32 anni di reclusione per diversi reati, tra i quali abuso di minori. Nella sua squadra aveva creato una sorta di cultura sessuale, nella quale i rapporti con e tra i minori erano non solo normali ma anche incoraggiati, tanto che le vittime hanno dichiarato che lo facevano senza pensarci troppo, per “essere tra i ragazzi fighi”. Tra i capi d’imputazione anche rapporti sessuali con giovani di età compresa tra i 10 ed i 16 anni, aggressioni ed adescamento per attività illecite.

I fatti si sono svolti tra il 1996 ed il 2009, la sentenza è stata resa nota il 16 novembre. Come sempre le speranze sono due: che sia l’ultima storia di questo tipo e che, se questo non dovesse essere possibile, che sia almeno uno sprone per far emergere ciò che di sotterraneo e taciuto c’è nello sport e nel mondo in generale.

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Ci sarà molta Italia nella International Marathon Swimming Hall of Fame del 2024. La classe che verrà premiata a Cancun, Messico, il 18 maggio dell’anno prossimo avrà tra gli indotti due azzurri, Arianna Bridi e Simone Ruffini, e una tedesca che si allena ormai da tempo in Italia, Leonie Beck.

A questi grandi atleti si aggiungerà, come vincitore del Irving Davids/Captain Roger W. Wheeler Memorial Award, Massimo Giuliani, che del fondo italiano e internazionale è stato precursore e grande esponente. Il premio gli verrà attribuito per l’apporto dato alla disciplina, prima come coach e poi come Responsabile della Nazionale italiana, squadra che ha contribuito a far diventare una potenza internazionale.

Dalla Francia: Antibes centro mondiale

La notizia è di qualche giorno fa ma è interessante: World Aquatics ha deciso di affidare a Fred Vergnoux, coach tra gli altri di Mireia Belmonte Garcia, la direzione di un centro di specializzazione ad Antibes, in Costa Azzurra, nel quale si alleneranno gli atleti del World Aquatics Scolarship Program, l’iniziativa creata dalla ex FINA per i paesi in via di sviluppo.

Gli atleti beneficeranno di un programma di un anno per prepararsi al meglio ai Mondiali di Doha ed alle Olimpiadi di Parigi, e lo faranno in un centro di altissimo livello, in un posto fighissimo e seguiti da uno staff altrettanto valido. Wow.

Dall’Est: la World Cup 2024

Sulla scia dell’ottimo e anche inatteso successo dell’edizione 2023, World Aquatics rilancia già per l’anno prossimo e rende noto il calendario della World Cup post Olimpica, che sarà in vasca da 25 e si terrà tra Cina, Corea del Sud e Singapore ad ottobre 2024.

Nell’ipotetico giro del mondo del nostro sport ci sta che venga toccato anche l’oriente, territorio che da sempre sforna talenti nel nuoto e che attualmente ha uno dei nomi (se non il nome) più caldo di tutti, Qin Haiyang. La speranza è che ci sia una partecipazione massiccia dei migliori al mondo e che il giusto mix tra premi ed atmosfera li spinga a battersi per rendere lo spettacolo vivace ed attraente. Il nuoto ne ha bisogno.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4