Nel recente passato erano i Campionati di László Cseh e Katinka Hosszú.

Il 2021 però segna il definitivo passaggio di testimone del nuoto magiaro, con lo scettro che viene letteralmente strappato di mano da Kristóf Milák!

Di certo non un nome nuovo, campione del mondo e primatista mondiale, uno che ha cancellato il record del mondo di un certo Michael Phelps in una delle sue gare più iconiche, i 200 farfalla.

Ma il ragazzo classe 2000 durante i Campionati Nazionali Ungheresi che si sono svolti dal 23 al 27 marzo a Budapest, ha dimostrato la sua poliedricità, dominando in largo e in lungo non solo nella farfalla!

Milák inizia con il botto i suoi Campionati: nella prima giornata, con le qualifiche alla sera e le finali al mattino, nuota subito in 1’52’’50 i 200 farfalla, per poi vincere in 1’51’’40, seconda prestazione mondiale all-time e prima in questa stagionale. Nella stessa sessione, successo anche nei 50 stile vinti in 22’’19 davanti agli specialisti Németh e Szabó.

Stile libero che sembra poter essere una pagina importante per il magiaro: è infatti grande protagonista prima della 4×200 stile, dove nuotando in ultima frazione 1’44’’86 aiuta la sua formazione a nuotare 7’07’’67 (le altre frazioni Zombori 1’48’’79, Németh 1’46’’67 e Hollò 1’47’’35) e a cancellare il vecchio primato nazionale di 7’08’’24 che durava addirittura dal 2009.

Poi la prova nei 400 stile: entrato con l’ottavo tempo vince in 3’48’’92 ma è nei 100 che stampa il tempo da applausi. Con 48’’00 segna il suo personal best e nuovo primato magiaro, beffando il 48’’08 di Németh dello scorso anno, qui secondo in 48’’17.

I travolgenti campionati di Milák si chiudono con un altro primato nazionale, nei 100 farfalla, dove stampa il suo personale in 50’’47, circa due decimi meglio del crono con cui si affacciò al mondo nel 2017, e attualmente miglior prestazione mondiale stagionale, mentre conferma la sua consistenza con l’1’46’’15 nei 200 stile, che gli vale il sesto crono al modo in stagione, (Németh secondo sopra l’1’47’’, ma con 1’46’’87 in batteria).

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Se Milák dunque si prende la copertina di questi cinque giorni ungheresi, anche il resto della compagine magiara risponde presente, soprattutto nel confronto tra tempi nuotati al mattino e al pomeriggio. Rispetto a quanto visto qualche mese prima infatti, le prove di Hosszú e compagni sono state nella maggior parte dei casi migliori al mattino (e dunque in finale) che al pomeriggio. Buon segnale in vista di Tokyo.

Gioventù ungherese che continua a crescere: occhio infatti a Hubert Kos, classe 2003 che stampa il nuovo record europeo Junior nei 200 misti, grazie all’ 1’57’’58 nuotato in batteria, che cancella l’1’58’’00 di Ilia Borodin del 2020, oltre a essere la quarta prestazione mondiale stagionale. Kos, che nei 100 farfalla è secondo in 51’’61, salta però la finale, vinta da Hollò in 1’59’’81.

Se queste sono le ciliegine di questi Campionati, non mancano le certezze, magari ancora non del tutto in condizioni ideali. Esempio palese è quello della Hosszú che se da una parte sta vivendo una fase calante della sua carriera, dall’altra è pur sempre la Lady di ferro: vince i 200 misti in 2’11’’47, i 400 in 4’42’’25 (4’41’’89 in batteria) e i 100 farfalla in 59’’30 oltre al secondo posto nei 200 farfalla in 2’08’’45 alle spalle di Boglárka Kapás prima in 2’07’’24 (2’06’’85 in qualifica).

L’unico a potersi vantare di aver messo la mano davanti a Milák è Sebastian Szabó che vince i suoi 50 farfalla in 23’’36. Nel dorso poi Richárd Bohus vince 50 e 100 in 25’’07 e 54’’11 leggermente più lento rispetto alla batteria (25’’05 e 53’’89) mentre Ádám Telegdy si impone nei 200 in 1’57’’90 (1’57’’30 in qualifica).

Infine da segnalare anche le prove nella rana di Csaba Szilágyi che vince 50 e 100 rana in 27’’46 e 1’00’’26.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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