Nelle ultime due settimane abbiamo coperto con grande passione ed interesse due manifestazioni molto diverse tra loro, i Campionati Assoluti Invernali e i Campionati Europei in vasca corta. I due eventi, nei quali l’interesse era per noi elevatissimo soprattutto per la presenza degli atleti italiani, sono stati talmente ravvicinati che è quasi inevitabile confrontarli, anche solo ipoteticamente.

Senza pretese e con la leggerezza che l’imminente periodo di festività ci suggerisce, la domanda è: qual è stata la manifestazione migliore? Proviamo a dare una risposta, analizzando tre categorie di valutazione.

Valore

L’Europeo in vasca corta vale poco, ok. Ma perché dobbiamo bistrattare una manifestazione che è giunta quest’anno alla ventiduesima edizione? In vasca corta, non c’è un’altra competizione così longeva (i Mondiali sono a quota sedici) e questo vorrà pur dire qualcosa, insieme al fatto che tutti i migliori nuotatori continentali si sono misurati nell’evento almeno una volta. Diciamola tutta, mettersi al collo una medaglia all’europeo in vasca da 25 fa curriculum: per info chiedere a Filippo Magnini e Massimiliano Rosolino, rispettivamente 53 e 50 medaglie internazionali, 20 a testa solo agli Europei di corta. Il paragone che vi propongo è questo: negli USA, Lebron James ed i Los Angeles Lakers esultano per la vittoria della NBA CUP (il neonato torneo di inizio stagione del basket americano), mentre quasi tutti gli altri se la ridono dicendo che non vale nulla perché il vero titolo si assegna a fine anno. Lui l’ha vinta e gli altri sono a casa: chi ha ragione?

Impossibile, invece, determinare il peso di un titolo nazionale escludendo a priori il valore extra che quel titolo assegna, che nel caso di questi Assoluti Invernali era la convocazione per Mondiali e Olimpiadi. Diciamo che il titolo di Campione Italiano per uno come Gregorio Paltrinieri – che in carriera ne ha vinti più di trenta – ha un valore minore rispetto a quello che può avere per Giulia D’Innocenzo, al primo titolo assoluto della carriera. D’altra parte, però, Paltrinieri con il suo tempo nei 1500 si è già qualificato per Parigi 2024 mentre D’Innocenzo dovrà passare per i prossimi step della selezione per sognare i cinque cerchi.

Una medaglia europea, in generale, vale comunque di più di una italiana.

Otopeni 1 – Riccione 0

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Spettacolo

Gli Assoluti hanno avuto un ritmo serratissimo per tre giorni di fila, ma per gli appassionati di nuoto sono stati una manna. Anche l’alternanza “Finale A – Finale B” è stata piacevole ed è servita a spezzare i ritmi tra una gara e l’altra. Lo Stadio del Nuoto di Riccione è sempre pieno e caldo, e sono anni che l’atmosfera che si respira in occasione degli Assoluti è magica. Lo spettacolo degli Assoluti è stato soddisfacente anche in vasca, tanto che mi sento di dire che sia stata una delle migliori edizioni degli ultimi anni.

Non si può dire lo stesso dell’atmosfera che si è respirata qualche giorno dopo a Otopeni. Agli Europei in vasca corta, la piscina dell’Olympic Complex è stata semideserta dal primo al quarto giorno, sia per le batterie che per le finali, e in alcuni casi la situazione era al limite del deprimente. Sono stati gli stessi atleti a ribadire più volte che faticavano a trovare la giusta dose di adrenalina, soprattutto nell’affrontare le batterie della mattina, che in alcuni casi erano di livello davvero basso Nel weekend, la situazione è cambiata in maniera considerevole, e l’ambiente è sembrato più vicino a quello che si vive, solitamente, nelle manifestazioni con in palio qualcosa di importante. Per noi, ovviamente, lo show si elevato a dismisura nella giornata di domenica, quando l’Italia ha dato spettacolo facendo risuonare l’inno di Mameli per ben sei volte in un solo pomeriggio.

Vado comunque con gli Assoluti.

Otopeni 1 – Riccione 1

Qualità

La qualità degli eventi dipende spesso da quello che c’è in palio, e in palio agli Assoluti non c’erano solamente i titoli nazionali. È stata la strategia della Federazione negli ultimi anni, trasformare i Campionati Italiani in un meeting dal quale tutti devono necessariamente passare (campioni inclusi) e possibilmente in forma smagliante, pena la possibile esclusione dalle squadre nazionali. “Più alziamo l’asticella e più gli atleti rispondono positivamente”: lo ha detto Cesare Butini ai microfoni della RAI proprio al termine della tre giorni di Riccione, nella quale molti dei big del nostro nuoto hanno tentato (alcuni riuscendoci) di qualificarsi per Mondiali e Olimpiadi. Lo abbiamo criticato e a volta anche deriso, ma il metodo italiano per le selezioni nazionali ha un suo funzionamento, e ultimamente è un successo di indubbio valore. Il dato di fatto è che con la crescita degli Assoluti è cresciuto di conseguenza anche il nuoto italiano.

La qualità degli Europei di vasca corta 2023 è da misurarsi con due pesi diversi, uno per la mattina ed un altro per il pomeriggio. Come già detto, alcune batterie hanno avuto un livello davvero basso, e se non fosse stato per le continue lotte interne tra britannici (e qualche italiano) avremmo avuto calma ancor più piatta. I tempi di qualificazione alle semifinali sono stati quasi sempre più che abbordabili e in alcuni casi imbarazzanti. Nel pomeriggio, però, tutto prendeva una piega diversa, e i nuotatori, nelle semifinali e soprattutto nelle finali, hanno fornito qualità elevata e prestazioni degne del contesto in cui ci si trovava. Un record del mondo, alcuni europei, diversi nazionali e in generale un livello medio alto, con gare combattute e qualità tecnica elevata. Non una manifestazione di primissimo livello, ma una degna edizione.

Mi sembra che si possa decretare un pareggio.

Otopeni 2 – Riccione 2

Avanti con la vostra, scatenatevi.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4