Sono la manifestazione meno importante tra quelle internazionali, spesso vissuti come un divertimento e collocati nel periodo di fine anno, poco prima delle vacanze di Natale: gli Europei in vasca corta sono questo ma, in realtà, sono anche molto altro.

Ecco la nostra preview.

La storia degli europei in vasca corta

La storia dei Campionati Europei di Nuoto in Vasca Corta si può dividere in due parti. Nel 1991 la LEN ha organizzato la prima di 4 edizioni di quelli che si chiamavano Campionati Europei Sprint: i nuotatori si sfidavano, in un programma ridotto, nelle distanze dei 50 metri di ogni stile, nei 100 misti e nelle staffette 4×50 stile e mista.

Dal 1996 in poi la denominazione ufficiale è mutata in quella attuale ed il programma si è esteso a 38 gare (diventate poi 40 dal 2012, con l’introduzione delle staffette miste). Quella che si svolgerà a Otopeni (cittadina situata poco a nord di Bucarest) tra il 5 ed il 10 dicembre sarà la 16ª edizione, la prima ospitata dalla Romania.

Nonostante sia considerata una manifestazione minore, tutti i più grandi campioni del nuoto sono stati sul podio continentale di vasca corta, da Alexandr Popov (campione nel 1991 nei 50 stile) a Laszlo Cseh (18 titoli individuali), da Franziska van Almsick (oro nel 1992) a Federica Pellegrini (5 titoli nei 200 stile). 

Sono naturalmente avvantaggiati gli specialisti della corta, quindi chi è più bravo a sfruttare apnee e virate come i velocisti puri, ma anche nelle distanze del mezzofondo spesso lo spettacolo è piacevole (Gregorio Paltrinieri ha vinto 4 ori tra 1500 e 800, in gare molto divertenti e combattute).

L’Italia vanta un’ottima tradizione nella competizione ed è spesso tra le protagoniste sia nel medagliere generale che nella classifica a punti.

A Kazan 2021, quando ancora si poteva gareggiare in Russia, la nostra Nazionale arrivò terza nel medagliere generale (dietro i padroni di case e l’Olanda) e vinse il Trofeo per Nazioni per la quarta volta consecutiva. Gli ori individuali furono cinque e a scorrerli viene da pensare a quanto le cose possano cambiare in soli due anni di tempo. A laurearsi campioni Europei per gli azzurri furono Martina Carraro (100 rana) ed Arianna Castiglioni (50 rana), Marco Orsi (100 misti), Alberto Razzetti (200 farfalla) e Nicolò Martinenghi (100 rana). Alcuni di loro ci riproveranno quest’anno, altri non sono nemmeno convocati.

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Si è molto parlato del calendario atipico di questa stagione che porterà alle Olimpiadi di Parigi 2024, ma da questo punto di vista gli Europei in vasca corta rispettano il loro tradizionale collocamento a fine anno, a naturale conclusione della prima parte di stagione. La LEN ha effettuato un recruiting molto ampio, assicurandosi la partecipazione di molti degli atleti europei più titolati ed attesi, e garantendo alla manifestazione lo star power necessario per non sfigurare nel confronto con altre gare.

Ci sarà il padrone di casa, l’attesissimo David Popovici, che è reduce da un’annata non entusiasmante ma che vorrà indubbiamente mettersi in luce davanti al suo pubblico. Confermati anche i mezzofondisti Daniel Wiffen e Mykhailo Romanchuk, i campioni Olimpici britannici Tom Dean, Duncan Scott e Matt Richards, i francesi Maxine Grousset e Yohann NdoyeBrouard, la svedese Louise Hannsson e la giovane bosniaca Lana Pudar.

L’Italia parteciperà con una formazione di 31 atleti, 16 maschi e 15 femmine: assente Sara Franceschi per infortunio, ci saranno i grandi protagonisti degli Assoluti appena conclusi, Alberto Razzetti, Alessandro Miressi e Benedetta Pilato, mentre Gregorio Paltrinieri ha optato per la partecipazione alla 10 km organizzata da World Aquatics a Funchal, in Portogallo.

Attesissimo da tutto il mondo del nuoto è Thomas Ceccon, che parteciperà ai 100 e 200 misti, distanze che soprattutto in corta sono a lui molto congeniali. In molte delle interviste post Assoluti abbiamo sentito i nostri atleti riferirsi a questa manifestazione come ad un momento di divertimento, quasi uno stacco dalla lunga strada che porta all’appuntamento a cinque cerchi della prossima estate. Conoscendo la mentalità degli agonisti, però, divertirsi significa anche andare forte e spesso vincere, e quindi ci sarà da aspettarsi una buona quantità di finali e medaglie, anche più del 2021 vista l’assenza forzata degli atleti russi.

Qualche giorno fa, la leggenda del nuoto romeno Camelia Potec, Presidente del Comitato Organizzatore della manifestazione, ha rivelato logo (un’onda circolare), mascotte (una tartaruga) e medaglie (voto 8), fortemente ispirate all’identità nazionale e ai colori della bandiera della Romania.

Si comincia martedì 5 dicembre alle 9.30 con diretta su RaiSport, stay tuned!

Foto: Fabio Cetti | Corsia4