L’età della scuola dell’obbligo è cruciale nello sviluppo psicofisico dell’individuo. Lo sport in generale e gli sport acquatici in particolare rivestono uno straordinario valore educativo, che viene spesso vanificato dall’abbandono precoce dell’attività. L’obiettivo del corso è fornire strumenti e suggerimenti per migliorare la qualità della didattica attraverso la strutturazione di una scuola nuoto multilaterale, che favorisca la continuità nella frequenza e l’avviamento all’attività sportiva.

Questa è la descrizione del Corso Monotematico “Attività 6-14 anni” che la FIN ha organizzato per il prossimo fine settimana – 6/7 maggio – a Riccione e dove saranno ospiti il doppio bronzo olimpico Gabriele Detti e il DT della Nazionale di nuoto Cesare Butini.

(Federico Gross)

In qualità di organizzatore e conduttore del corso in oggetto, la cui direzione scientifica è di Roberto Del Bianco – consigliere federale e responsabile delle Squadre nazionali e del Settore istruzione tecnica – abbiamo intervistato Federico Gross.

Ciao Federico, quali sono le novità più interessanti del corso che proponete?

Il corso si rivolge a istruttori e allenatori dei settori giovanili che vogliono organizzare una scuola nuoto rispettosa dei tempi di sviluppo individuale e che favorisca l’individuazione, la selezione e la non dispersione del talento.

Dai 6 ai 14 anni. Si passa da bimbi ad adolescenti. Non è una fascia d’età molto ampia?

Si tratta di un intervallo di tempo ampio, ma cruciale ai fini della “vita” sportiva di un nuotatore. Tra i 12 e i 14 anni si assiste infatti a un generale abbandono dell’attività a causa di proposte e approcci poco adeguati. L’obiettivo è creare una filiera didattica che favorisca la permanenza all’interno della scuola nuoto e il successivo passaggio al pre-agonismo e infine all’attività agonistica vera e propria.

Come può incidere la scuola con il suo valore educativo e cosa ci si aspetta da essa?

La scuola può essere un importante veicolo di promozione degli sport natatori, ma è un soggetto tendenzialmente passivo. Spetta alle società sportive proporre progetti di collaborazione e integrazione del nuoto nell’offerta formativa.

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Multilateralità: vuoi sottolineare l’importanza e darci brevi spunti didattici?

La multilateralità, in senso orizzontale (ampliamento delle esperienze motorie) e verticale (massima variabilità all’interno della singola esercitazione), è la chiave di una scuola nuoto che favorisca lo sviluppo coordinativo e quindi il bagaglio motorio del soggetto. Una mappa motoria ampia e flessibile consente al bambino di adattare i propri schemi motori alle varie fasi della crescita e quindi di sviluppare una nuotata sempre efficace ed efficiente. La parola d’ordine dell’istruttore e dell’allenatore dei giovani deve essere “Diversificazione“. L’integrazione della pallanuoto, del sincronizzato e del salvamento nella scuola nuoto in questo senso può rivelarsi straordinariamente utile.

Abbiamo notato il rinnovamento della pagina Facebook del settore formazione FIN. Comunicare quanto è fondamentale?

Oggi la comunicazione è la chiave del successo in qualsiasi ambito e i social network ne sono una componente indispensabile.

Mi hanno colpito tre aspetti del corso, cosa ci puoi dire a proposito di…

Accrescimento corporeo
L’obiettivo di questa comunicazione, è rendere istruttori e allenatori consapevoli dei tempi e delle caratteristiche dello sviluppo fisiologico del bambino e del preadolescente al fine di evitare proposte inadeguate, inutili o peggio dannose.

Mindfulness
Chiara Massullo è una giovanissima ricercatrice che ha già all’attivo pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali fra le quali la prestigiosissima Nature. Ha quindi trasportato le sue conoscenze accademiche alla scuola nuoto, dove opera come istruttrice, proponendo delle linee guida per migliorare la didattica attraverso la consapevolezza (mindfulness) e le tecniche immaginative.

Disturbi di apprendimento
Questo intervento va sempre nella direzione di aiutare l’istruttore a offrire ai propri allievi la proposta didattica più adeguata possibile. Senza improvvisarsi terapista il tecnico deve comunque conoscere questo genere di difficoltà e adeguare dove possibile le proprie strategie e modalità comunicative.

Come e quanto incide l’alimentazione nel processo della formazione sportiva?

Quello dell’alimentazione è un tema delicatissimo specialmente nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Il tecnico sportivo deve avere le idee molto chiare sul fatto che una corretta alimentazione è il presupposto per una crescita equilibrata e per una performance ottimale e, soprattutto, che su questo argomento non ci si può improvvisare esperti.