Dopo la mattina dalla schiettezza senza precedenti degli azzurri, con la pernacchia di Bocchia e le ammissioni di colpa di Rivolta, la sesta notte carioca ha due lumicini d’Italia uno in apertura e uno in chiusura di sessione. In mezzo??? Samba brasileira!!

Il bello dei 50 stile uomini è che non ti annoi mai: il brutto che alle 3.00 della mattina non puoi permetterti di sbadigliare, che sono già finiti. Chi di solito non sbaglia è Florent Manaudou, che si conferma sveglio e micidiale e dopo aver scherzato al mattino si rimette l’elmetto spazzando la concorrenza con un 21”32 che sa di antipasto a qualcosa di migliore il giorno dopo.  Non potrà provare a migliorarsi Luca Dotto, che in una seconda semi di livello stampa il personale con 21”84 e per soli 4 centesimi saluta tutti chiudendo nono. Govorov sente la mancanza di Codia e lo sostituisce con il vecchio ma buono Ervin (entrambi alle spalle di Manaudou con 21”46). Fuori Morozov e McEvoy.

Non si piange dalla Caporale, Dotto è felice e saluta Rio aspettando Tokyo: “Mi son migliorato, sono contento, la competizione si sentiva molto più di questa mattina”.

Niente Guerra Fredda tra le corsie dei 200 rana donne, colpa delle abuliche statunitensi che decidono di non qualificarsi alla finale. Yuliya Efimova è sempre sola contro tutte, e a far tutti felici è la finalmente vincente Rie Kaneto, che dopo anni di mezze delusioni piazza la gestione gara perfetta e conferma quanto di buono nuotato durante l’anno, vincendo il secondo oro del nuoto giapponese a questi Giochi. Con 2’20”30 non dà scampo ancora alla bella russa né tanto meno alla primatista mondiale Pedersen, addirittura ultima.

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Altro giro, altra finale. Nei 200 dorso uomini gli USA ci sono eccome, con Murphy e Pebley alla caccia dell’ennesimo oro a pancia in su. Il campione in carica dei 100 lascia sfogare il deluso Larkin nel primo 50, lo riprende a metà gara, gestisce per un’altra vasca per poi piazzare un’ultima subacquea da Oscar e volare al secondo titolo olimpico in 1’53”62. L’australiano strappa l’argento, mentre è impalpabile ma da bronzo il giovane russo Rylov, che scende sotto il muro dell’1’54” ridisegnando il primato Europeo della distanza.

Se dopo le batterie dei 200 dorso donne Bierre non aveva nulla da aggiungere oltre alla performance di Katinka Hosszú (ascolta tutto nella sesta puntata di Ultima Bracciata speciale Rio 2016 CLICCA QUI), dopo la prima semi qualcosa di clamoroso c’è: Emily Seebohm saluta la compagnia con un pessimo 2’09”3, seguita nella seconda serie dalla primatista mondiale Missy Franklin, annullata da una brutta ma buona Iron Lady, ovviamente prima con 2’06”03. Dietro c’è confusione, ma il lieto fine dice che miss portabandiera dello Zimbawe Kirsty Coventry si regala alla quinta olimpiade l’ennesima finale!! Congratulazioni!

È un onore riuscire a qualificarmi” racconta ai microfoni Rai, “per me è già un onore essere qui, il dorso si è evoluto tanto nel corso degli anni”. Gira bene la frittata per non ammettere di essere la più vecchietta della vasca, dato che non le priva di dar la paga alle sue giovani rivali!

Niente fischi per la Efimova sul podio, ma bombe a mano dal duo Mecarozzi che proprio non la reggono (giustamente). Tutto per prepararci a quella che è la Gara della notte. Dodici anni di podi per Phelps e Lochte nei 200 misti: da Atene a Rio sempre insieme a medaglia olimpica, con Re Michael alla caccia di uno storico quarto oro consecutivo. Sono i “Sampras e Agassi” del nuoto USA, e mi rendo conto che potrebbe essere l’ultima volta che li vedo uno contro l’altro.

Il tempo per lui non si ferma mai!”. Lo dice Luca Sacchi, e lui chi può essere se non MP??? Pereira spinto dal pubblico sprinta nel delfino, Phelps sale a dorso ma il tocco alla piastra è di Lochte, mentre nella rana baciata da una sub da paura risale il 21 volte oro olimpico che distrugge tutti con una chiusura a 27”70 nello stile. Due secondi a tutti quanti, all’argento Hagino e al bronzo a sorpresa Wang. Brutta giornata per Lochte, quinto e senza medaglia (e chi lo dice ora a MogliediBierre??). Ah, si aggiorna la statistica, gli ori sono 22…in attesa degli altri!!

Ne ha giusto 20 in meno Cate Campell, la più veloce al momento delle due sorelle al pistacchio australiane. L’anno scorso Bronte le soffiò l’oro mondiale, ma oggi la neoprimatista al mondo dei 100 stile non pare avere avversarie.

Ma si sa, le gare si vincono toccando per prime! Cate vuole strafare passando a bomba in 24’’77, passaggio che nemmeno lei riesce a gestire: metro dopo metro si impasta su se stessa e incredula si vede sfilare dalle corsie a lei vicine, con Simone Manuel e Penny Oleksiak che la passano e a braccetto vincono l’oro con primato olimpico di 52’’70!! Per la canadese è ancora WRJ, per gli States è il ritorno all’oro in questa prova dai Giochi di Los Angeles 1984 con la vittoria di Nancy Hogshead!! Alla Campbell servirà qualche seduta dallo psicologo per cancellare questa nottata, mentre per la cronaca la Sjöström si prende il bronzo.

Piero Codia il ricordo da raccontare a figli, nipoti e pronipoti già lo ha prima di partire, gareggiando nella semifinale dei 100 farfalla con Cseh e Phelps. Ma la figura da comprimario non gli basta, tanto da passare davanti a tutti a metà gara. Si pianta un po’ nel finale e chiude in 51’’82 dietro ai soliti noti e a Czerniak. Vola dalla Caporale e penso che tutto abbia voglia di fare piuttosto che star lì a parlare. Ma l’Elisabetta nazionale lo blocca e chissà che scaramanzie avrà adottato il riservato Piero!

Nessuna però basta, perché chiude undicesimo e fuori dalla finale guidata dal pericoloso atleta di Singapore Schooling, unico sotto il muro dei 50’’. Domani si fa bella, con anche Le Clos e Shields che potranno dire la loro!

Si va tutti a nanna, consci che esiste solo un Michael Phelps e che a noi non resta che aspettare Greg Paltrinieri!!

(foto copertina: Giorgio Scala | Deepbluemedia.eu)