​Si chiude l’avventura della TYR Pro Swim Series per questo 2022!

Ultima tappa a San Antonio, con diversi big a stelle e strisce impegnati in gara. Tra il nuovo che avanza targato Curzan&Cases le certezze Ledecky&King e l’apparente ripresa di Dressel, diamo un occhio a quel che è successo in questa tre giorni negli States!

Ruba la scena a tutti la diciassettenne Claire Curzan: la velocista americana è infatti assoluta protagonista sin dalla prima giornata, dove batte la concorrenza della ben più esperta Kelsi Dahlia nei 100 farfalla, vincendo in 57’’02 a pochi centesimi dal suo migliore stagionale nuotato solamente il mese prima.

Il baby talento si ripete il giorno dopo, cancellando il primato nazionale 17-18 anni nei 50 stile, vinti in 24’’43 davanti ad Erika Brown, per poi dimostrare la sua poliedricità con lo squillo nei 100 dorso, nuotati in 58’’73 migliorando un paio di decimi quanto fatto a Westmont. Il tutto in meno di dieci minuti. Infine timbra anche i 100 stile, conquistati in 53’’68.

Due certezze invece sono Katie Ledecky e Lilly King: l’olimpionica vince i 200 stile in 1’55’’66 e i 400 in 4’03’’84 (davanti Leah Smith in 4’05’’43) più lenta rispetto al mese scorso. Fa meglio invece la King: secondo crono mondiale stagionale nei 100 rana, vinti in 1’05’’32 con nuovo record del Pro Swim Series, in una gara particolarmente veloce che vede anche la tedesca Anna Elendt nuotare in 1’05’’58, ritoccando nuovamente il crono delle batterie (1’05’’98) che già le valeva il primato nazionale (precedente suo in 1’06’’40 del 2021). Le due si ritrovano anche nei 200, con la King davanti a tutte in 2’23’’69 e la Elendt seconda con nuovo record tedesco di 2’24’’63 (precedente 2’25’’00 di Jessica Steiger del 2017.

Tra i nomi che non mancano c’è quello di Michael Andrew, già visto in spolvero a Westmont. Il poliedrico velocista USA timbra il suo migliore stagionale nei 100 rana in 59’’03, davanti a Nick Fink in 59’’32. Poi si conferma nei 50 stile, con 21’’73 dove ha la meglio su Caeleb Dressel.

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Incrocio interessante tra la stella di Tokyo e il grande talento mai del tutto sbocciato: se Dressel è in evidente scarso stato di forma e lo dimostra anche la vittoria ex-aequo dei 100 stile in 49’’13 con il serbo Andrej Barna e il secondo posto nei 100 farfalla in 51’’79, per Andrew si ripresenta la “sindrome” da 200 misti vista in Giappone. In quella che è probabilmente la gara più bella della serie, l’americano, che ha un personale di 1’55’’26, chiude quarto in 1’59’’11 surclassato nello scontro diretto da Shaine Cases, Leon Marchand e Chase Kalisz.

Shaine Cases è la vera grande stella al maschile di questa tappa: oltre allo squillo nei 200 misti, vinti con il primo crono mondiale stagionale di 1’56’’70, per lui vittorie anche nei 100 farfalla in 51’’09 e 100 dorso in 53’’54. Occhio, ne sentiremo parlare!

Di lui come del francese Marchand. Strepitosa quanto curiosa la sua prova nei 400 misti, vinti in 4’10’’38, primo crono mondiale stagionale. Inizialmente squalificato per “virata alla Lotche”, ovvero con subacquea sul dorso nella frazione a stile, il transalpino è stato successivamente riammesso confermando tempo e vittoria. Fantastica anche la prova nei 200 misti, dove ha chiuso secondo in 1’56’’95, secondo crono mondiale stagionale e nuovo record nazionale (precedente Jeremy Stravius 1’57’’89 del 2013).

Tra le due prove anche lo squillo nei 200 rana, fresco di secondo crono all-time in vasca da 25 yards appena nuotato (1’48’’20), nei quale chiude in 2’09’’24. Attenzione anche a lui!

Da San Antonio è tutto!

Foto: USA Swimming