Ad Atene ero stupito, a Pechino lo sapevo, a Londra non ci voleva… e a Rio??? Ci credo!

Tutti per una, tutti per Federica Pellegrini. Anche il tifoso medio che a stento sa quanto nuota la Divina in un 200 stile ha probabilmente puntato la sveglia per non perdersi questa finale. Quattro vasche per ri-fare la storia, perché comunque vada Federica ha già di cui vantarsi. Quarta finale a stile consecutiva, (e il nostro Marco Agosti di Nuoto in Cifre lo ha detto per primo! CLICCA QUI ) a caccia della terza medaglia, e non mi interessa che le manca solo un colore, io spero in quello più pregiato.

Ma prima un po’ di riscaldamento: la gara regina al maschile è un ottimo metodo per riaprire subito gli occhi, tanto più se Nathan Adrian fa il simpatico in batteria entrando in semifinale per un pelo. Dalla corsia 8 scappa via piazzando un 47’’93 in faccia a McEvoy, mentre Dotto è il più secco e anche incompiuto: gran prima vasca, ma manca il guizzo finale (48’’49). È fuori, come l’oro mondiale Ning Zetao. Nella seconda Santo Condorelli cerca il papà prima di entrare per il classico dito medio porta fortuna, chissà se lo trova, ma comunque vola in finale battuto solo dal baby Chalmers.

Ci ho provato, sono passato bene ma a quindici metri dalla fine non ne avevo più. Forse sono arrivato troppo stanco, forse ho esagerato troppo con il lavoro. Mi sento veloce ma forza e resistenza non ne ho!”. Rammarico, con 48 basso si entrava.

In un attimo siamo alla finale dei 200 stile donne. Pellegrini, Ledecky o Sjöström?? Parte a tutta Emma McKeon dalla 7, l’Aliena statunitense stampa una seconda e terza vasca mostruosa attaccando addirittura la linea del WR, Fede accusa tanto e troppo ai 100 e il primo posto è già un utopia. Davanti una “programmata” Ledecky (nello speciale Ultima Bracciata #4 lo prevedevano) vince il suo secondo oro in 1’53’’73, dietro la svedesona e poi la sorpresa australiana. Niente da fare per Federica Pellegrini, quarta in 1’55’’18.

Sensazioni diverse” racconta in zona mista “sono proprio morta, arrivata all’ultimo 50 che non ne avevo più, è molto strano. Mi sembra di vivere in un piccolo incubo!”. Grazie lo stesso Fede, per tutti i sogni che ci hai regalato in questi anni… e chi lo dice che non ci sarà un Tokyo???

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Stesso posto, stessa gara ma al femminile: dura replicare le stesse emozioni nelle semifinali dei 200 farfalla donne, e se nella prima serie la coppia cinese ZhouZhang domina senza strafare, nella seconda Madeline Groves spinge forte rischiando di scottarsi l’ultima vasca. Con 2’05’’6 tocca prima, seguita dalla Belmonte. E la pulce Polieri? È l’ultima ad attaccare il blocchetto e non le bastano delle subacquee da favola per trovare un posto in finale. Peggiora dal mattino, ma per la finale ci voleva il suo migliore!

Dopo il podio che nessuno di noi avrebbe voluto vedere, quello senza Fede, in acqua le rane dei 200 maschili. Luca Pizzini un piccolo miracolo lo ha già fatto, mandare a casa il campione olimpico Gyurta, ma non va oltre in una prima semi velocissima dove il giapponese Watanabe assalta il WR dello sconosciuto connazionale Yamaguchi, prendendosi per il momento il record olimpico. Pizzini out con 2’11’’ e mezzo, mentre nella seconda Willis ha la meglio su Cordes, Chupkov e Koch. Si entra con 2’08’’20, domani attacco al record del mondo!

Ci commuoviamo tutti con il saluto di papà Phelps a moglie, mamma e soprattutto al piccolo Boomer. Tutti tranne la glaciale Iron Lady Katinka Hosszú. Spiegato il motivo dei suoi successi (leggi QUI) piazza i suoi tentacoli vincenti anche nella finale dei 200 misti. Al grido di “andiamo a comandare!” detta il ritmo a dorso e a rana su crono da mondiale, con la O’Connor che le resta addosso fino alla fine abbassando il suo primato britannico di quasi un secondo. A Katinka il terzo oro in 2’06’’58 e l’ennesimo primato olimpico. Avrà un’altra medaglia da fotografare sul suo letto di Rio!

Senza nemmeno uno sbadiglio si vola alla 4x200 stile maschile, ultima prova di nottata: ultime saranno anche le bracciate di Paul Biedermann, che saluterà tutti dopo questa prova. Dwyer e Haas regalano a Lochte e Phelps vasche di gloria per una trionfale vittoria USA. Dietro in rimonta la Gran Bretagna, seguita dal Giappone.

Chi si è alzato in questa notte brasiliana ha assistito all’ennesima pagina di storia del nuoto, forse una delle ultime. E comunque il conto sale a 21!!! Sogni d’oro!!!

(foto copertina: Giorgio Scala | Deepbluemedia.eu)