Con oggi arriviamo a 15 pass individuali (ottenuti da 11 atleti) e con altri 6 atleti sicuri del posto in staffetta (do già per certa la 4×100 mista donne anche se manca la rana domani). Per fortuna quindi ai mondiali non andiamo in quattro gatti, come molti pensavano.

Ma la questione trials/non trials non è oggi prioritaria, ben altre querelle mi vengono porte all’attenzione.

Primo, ma è giusto che Lochte nuoti nei master anche se è ancora agonista per gareggiare nonostante il ban? Una preoccupazione veramente fondamentale che infatti non mi fa dormire alle ore 00.34 di sabato.

Secondo, i tempi limite degli Junior per gli Eurojunior. Ma sono veramente tanto bassi?

Quelli delle staffette forse sì, infatti non li hanno fatti. Ma quelli individuali sono stati ottenuti per 17 volte, da 11 atleti. Più due Ragazzi che hanno soddisfatto i criteri. Poi ci sono i “vincitori” di gara, che portano il totale già a 20 atleti. Saranno probabilmente di più domani, mancando ancora delle gare.

Ma la mia domanda è: un giovane cresce migliorando e quindi fa il limite perché migliora, o bisogna puntare al limite per farlo migliorare? Con questo arduo quesito passo alla querelle numero tre.

Punto tre, mia moglie stamattina non ha capito la questione aritmetica dell’altro giorno.

Soluzione: sono i tempi migliori dei frazionisti della 4×200 più Detti. L’Italia è così già sui 7’09”, niente di che ma una cosa accettabile. Nell’attesa di vedere che succederà nell’ultima giornata. Mia moglie comunque poi ha capito, ma intanto ha visto Orsi quindi la sua attenzione era già verso i bicipiti di Budrio.

Il forum, spento nell’ultimo periodo, si scatena in questi giorni commentando i nuovi talenti, la scomparsa dei suoi idoli o degli atleti in cui credeva, la resurrezione di altri ecc.

Ma questo è il titolo di ieri.

Oggi parliamo della 3×200.

Perché le azzurre buone per una staffa ad ora sono tre. Pellegrini, Mizzau con il pass e Pirozzi vicinissima al limite richiesto (1’58”68). Mizzau in condizione lo si capiva da Milano, dove oramai tutti si lanciano in pronostici. Pirozzi si capiva che c’era da 150 metri dei 200 farfalla: se questi ti presentano il conto, per lo stile te la puoi cavare. Stefi molto accorta non si lascia trascinare dal ritmo Fede/Alice e va sul suo passo, come diceva Cassani, per chiudere anche più forte della Mizzau che stacca un bel 31″2 quasi da disfatta svedese. Con una chiusura normale era un bel 1’57” basso per lei e personale, ma intanto porta a casa la qualifica mondiale.

Mia moglie ha visto l’atleta a colloquio con Butini. Come Papa Leone con Attila, che avranno detto? Mai lo sapremo (se mia moglie lo sa, mai lo dirà). Comunque, ancora, si va piano al mattino. Ricordo che ai mondiali non si può fare, lo dico per tutti tranne che per Casti e Carraro dalla fluente chioma.

Andiamo al solito con ordine.

Le quattro vasche a stile femmine lo abbiamo detto vedono tre staccarsi dal gruppo, manca la quarta Grazia che le segua.

Juniores qui poca roba, sui 2’02” 2’03”, le solite Romei, Pirovano, Ramatelli. Non da disprezzare, intendiamoci, ma l’élite è ben altra cosa.

I misti non pervenuti. Se un Fossi, onesto e bravo atleta alla fine di carriera, va a vincere un Assoluto pressoché indisturbato dalla 1, allora c’è tanto da fare per trovare i successori di Rosolino, Boggiatto e company. Turrini non è eterno, e dietro c’è il vuoto. Glessi non pervenuto e una rana tutta da fare, un 35″5 che non ti porta da nessuna parte. Rosolino a Sydney (anno del signore 2000) faceva 33″, e non era un ranista. Pesante.

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Due parole sulla Cocconcelli. Pass nei 100, pass nei 50. Molto bene, avanti così.

I califfi della velocità è un termine oramai sdoganato.

Poca velocità oggi, ma Dotto dice che non siamo al 100%, quindi nessuno sotto i 22″. Ci siamo abituati bene. Prima protestiamo perché si farà fatica a fare il tempo, poi la gente fa i tempi e protestiamo perché non sempre fanno i tempi.

E allora nei 50 rana lo fanno in due così vanno loro e non ci pensiamo più.

In prospettiva, se conosco bene Castiglioni, domani nei 100 scintille e faville. I guai fisici sono dimenticati, anche la delusione olimpica. Anche in staffetta, secondo me fatta non al 200%, molto bello il ritorno in 35″7. Il colpo Junior di giornata è Roberta Calò. Centro Nuoto Torino, zero tituli ai Criteria, finale B e vola anche lei in Israele.

Capitolo Paltrinieri.

È chiaro che l’allenamento sarà stato discontinuo, impegni ecc, ma ieri gara sbagliata. Trascinato da Gabriele in un passaggio non suo soprattutto ai 200, ha pagato la condizione fisica. Oggi che ha fatto quello che lui vuole, il suo passo da 29″ basso lo ha portato a un 400 più lento ma già agli 800 era sotto di più di un secondo e mezzo. Qualcuno obietterà che negli 800 ha fatto anche meglio. Di sicuro, ma questo ora passa il convento ed è già un tempo (14’37”08) fuori portata per (quasi) tutti i suoi rivali. E non ci son draghi che tengano.

È tardi, ne parliamo domani.