Dopo l’ “Hungarian Day” di ieri pomeriggio, riapriamo gli occhi nella quinta mattinata di gara nell’attesa di sapere se Federica Pellegrini prenderà parte ai 200 stile in programma oggi. Ieri era rimasta sul vago, e anche se il sito ufficiale dei campionati la dà partente in batteria 5 alla corsia 4, finché non vedo non credo.

Intanto si apre con i 200 dorso maschili. Ciccarese e Mencarini partono insieme ma fanno gare diverse: d’attacco il romano, in recupero il veneto, alla fine arrivano a braccetto distaccati di solo 11 centesimi. Sarà semifinale. Contento Ciccarese che non nasconde l’accento della capitale: “Stavo meglio in acqua, sono contento, passà il turno è quello che conta”. Guida un ungherese, tanto per cambiare, tranquillo secondo l’ex primatista europeo Kawęcki.

Le telecamere entrano in camera di chiamata e nascosta troviamo Federica Pellegrini che, come sospettato, alla fine è in gara nei 200 stile. È semplicemente lunatica come ogni donna o ha trovato belle sensazioni dopo le staffette? Nuota rilassata e in tranquillità (1’57”96) “Alla fine ho deciso di farli, sono decisa di testarmi con avversarie internazionali, in qualunque stato di forma”. Peccato che la sorpresa la faccia la Sjöström, non presentandosi. Certo resta la Heemskerk, sempre che non si squagli in finale come gli anni passati. Male Musso e Mizzau, con qualche scusa in meno rispetto alle colleghe di ieri ma comunque abbacchiate, in semi ci va una commossa De Memme: “Se si molla siamo perduti, sono contenta e felice”, ricordando che vive in “esilio” in quella parte di Turchia che non è proprio il paese dei balocchi.

Si è trasferito anche Matteo Rivolta, e gli è andata decisamente meglio, ma con una barbetta incolta non fa granché nelle batterie dei 100 farfalla: “Mi son basato su quello che avevo a fianco (Czerniak), pensavo andassimo a velocità più elevate”. Codia decide di seguire László Cseh che per colpa di uno sciagurato Verlinden, che prende una falsa clamorosa, stacca a 0.99 ma poi rientra e tocca sul 52” basso. Un paio di decimi in più per Piero che vola in semi con il secondo tempo. Saluta con onore Giacomo Carini.

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Il resto della mattina è una gita divertente, dato che non ci sono più gare olimpiche in programma.

I 50 dorso femminili vedono qualificarsi sia Elena Gemo “sensazioni buone, poco fluida ma la partenza mi sembrava buona” che Carlotta Zofkova, che sfrutta la guerra interna tra britanniche passando come diciassettesima. Guida la Davies unica sotto i 28”, con la Nielsen alle calcagna.

Discorso simile per i 50 rana maschili: Toniato entra con il terzo tempo (27”34): “Con le sensazioni del riscaldamento pensavo di fare meglio, ma sono soddisfatto”. Murdoch è tutt’altro che un lord inglese sparacchiando dal naso prima di partire e così Peaty lo redarguisce con un bel 26”93. In semi anche Fabio Scozzoli con 27”84.

Tristissima la 4×100  mista stile libero. Due batterie ma se ne poteva fare una dato che alla fine dei conti sono dieci le squadre in acqua. Uscire era impossibile, gli azzurri entrano con il secondo tempo dietro all’Olanda. Magnini non viene accontentato e in prima frazione c’è Leonardi che rimane sopra i 49”, Boffa con il cambio all’americana fa un decimo meno e la coppia Pezzato–Ferraioli stampa 55” due volte.

1500 femminili orfani di Diletta Carli. Che fine ha fatto la finalista dei 400 di Kazan? Nella sua batteria assente anche la van Rouwendaal e così vita facile per la Belmonte García, mentre in seconda serie la Kapás nuota qualche decimo meglio.  Bene Simona Quadarella quinta in 16’26”45: “Mi sentivo bene fino ai 1000 metri, poi ho iniziato a faticare un po’, domani cercherò di fare meglio”.

Mai visti così tanti “buchi” e defezioni in questi cinque giorni di batterie, ma nessuno mancherà oggi pomeriggio quando arrivano le medaglie. E potrà essere una buona giornata per i colori azzurri, dal fondo allo sprint con Paltrinieri, Detti e Dotto ma anche con Ilaria Bianchi nei 100 farfalla e la 4×100 stile-mista.

(foto copertina: Giorgio Scala | Deepbluemedia)

Campionato Europeo vasca lunga 2016 – Londra 16-22 maggio

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