1) Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo che dai a Corsia 4. Ci racconti per quale squadra gareggi attualmente e in che squadra invece sei cresciuto?

Ciao Corsia 4, mi fa piacere essere intervistato da voi e risponderò nel modo più corretto possibile alle domande: gareggio per la Rari Nantes Torino da più di sette anni, con questa stagione sarebbe l’ottavo.

Sono però cresciuto lontano da Torino, alla Libertas DUE VALLI di Luserna S.G.

2) Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnato negli allenamenti.

Essendo di Torino, tifo per la Juventus (NdR: non ci assumiamo la responsabilità di questa affermazione!!!). Il mio hobby… mmhhh dalla scorsa stagione è diventato insegnare ai bambini. Mi piace tantissimo e trovo che aiutandoli e stando insieme a loro in acqua sono cresciuto molto come persona. Sono più attento agli orari ed ai compiti che devo svolgere.

MotoGP, F1, calcio sono invece i soliti hobby che seguo da una vita anche se l’hanno scorso ho comprato un RC da  fuoristrada in scala: una bomba! Non c’è domenica che possa tenermi dal farla girare un pochetto fra piste ufficiali e piazzali sterrati dove invece si cerca solo di derapare e fare più rumore possibile (NdR: anche qui non sappiamo quanto sia contento Stefano Foggetti).

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Il ricordo più bello di questo sport? Certamente quello del Rescue appena passato a settembre 2014 a Montpellier. Quello è il primo e resterà sempre impresso nella mia mente; è anche stata la mia prima volta in Nazionale, e ne sono stato onoratissimo.

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Le mie frasi “top” sono “non si molla mai”,“never give up”,“the only easy day was yesterday”. Oppure la frase tratta dal film Il cavaliere Oscuro: “o muori da Eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”.
Tutto questo per dire che momenti bui ne ho visti e ne ho passati: specialmente i mesi invernali dove non si vede mai la luce del sole se non dalle finestre della vasca! Ma alla fine sono sempre rimasto, non ho mai pensato di mollare veramente tutto. Anche perché tutto ciò che ho, l’ho costruito qui tra piastrelle e acqua, quindi è la mia vita e mi piace continuare così.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento alla quale sei particolarmente grato?

Ringraziamenti speciali per una sola persona? Non penso che ci sia da privilegiarne una su tutte ma posso farti una lunga lista.

Da mia mamma, mio padre, mio fratello, zie e zii agli allenatori Stefano, Irene e Andrea. Dal fisioterapista Pier ai miei capi Mirco e Luca che quest’estate mi hanno lasciato nuotare negli impianti della società. Senza dimenticare il Direttore Tecnico Federico e come non mancare il Presidente della società Enzo?

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6) Per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscito a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Tutti i giorni discuto con i miei compagni più piccoli sia femmine che maschi. Molti dicono “oggi non posso venire a nuoto perchè devo studiare”. Fanno più o meno tutti le superiori, va bene studiare perché si vuole uscire bene dalla maturità con un bel voto: ma siamo sicuri che le persone che stanno a casa dalle 14 (più o meno fine orario di tutte le scuole) alle 22 della sera prima di andare a letto restino sui libri a studiare tutte quelle ore?

NO, lo posso garantire al 100%. Io non sono mai stato un genio a scuola, ho scelto di trasferirmi lontano da casa per seguire sport e scuola insieme e ci son sempre riuscito senza mai essere rimandato o bocciato.

Uscivo alle 6 della mattina e rientravo alle 19/20 la sera, studiavo in treno, andavo a scuola e nuotavo sempre al pomeriggio. Certo avevo un obiettivo che ancora oggi sto cercando di ottenere!

Secondo me quello che manca al giorno d’oggi a molti ragazzi è la voglia di fare, ma parlo di qualsiasi cosa: sia ambito sportivo che scolastico/lavorativo… mancano gli obiettivi (NdR: detto da uno del 1991… cioè di 25 anni)

D’altro canto invece chi ha già in testa un obiettivo ed è sicuro di arrivare farà di tutto per conseguirlo con tutti i metodi possibili (legali, sicuramente): perché non ci potrà mai essere nessuno a dirti se fare o non fare una determinata cosa.

7) A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di essere atleti agonisti. Come era la tua situazione?

E’ vero la scuola italiana non aiuta i giovani sportivi. Io mi sono adeguato a tutto ciò che mi circondava negli anni scolastici, con i mezzi pubblici arrivavo dappertutto e mi sono sempre trovato bene sia fuori che dentro la città.

Poi quando ho finito lo studio mi sono dedicato completamente al nuoto ed è allora che esce veramente l’Atleta con la A maiuscola.

8) Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta… la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incitava, ti osteggiava, aveva un atteggiamento indifferente…

La mia famiglia è sempre stata d’accordo sulle mie decisioni. Mi ha sempre spronato a dare il meglio di me stesso ogni giorno e ancora oggi a volte mi sento dire che “se non sei stanco vuol dire che non hai tirato in allenamento”. Loro non sanno che a volte in preparazione delle gare importanti si inizia a “scaricare” o altri dettagli sull’allenamento.

Mi hanno sempre appoggiato, anche quando ho finito gli studi e avevo proposto loro di proseguire con il nuoto e non incominciare l’università perché la voglia di studiare non c’era mentre in acqua sentivo che potevo ancora dare molto. Infatti eccomi qui ancora oggi!

9) Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Progetti nella vita dopo il salvamento? Non ci penso ancora, sento che ho ancora molto da dare alla mia società e voglio ancora andare in Nazionale e gareggiare con i colori dell’Italia, Penso comunque di restare sino alla fine in questo mondo!

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Perchè fare nuoto per salvamento? Io sono arrivato dal nuoto agonistico e vi dico che mi piacciono tutti e due. Il salvamento mi ha regalato molte soddisfazioni nell’ultimo anno ma se non fosse per i sacrifici che ho fatto gli altri 14 anni di nuoto non sarei qui. Per diventare forte in questa specialità non devi essere bravo in una sola specialità ma devi essere bravo e competitivo in tutte le discipline sia in piscina che al mare sopratutto.

E’ più divertente quello è poco ma sicuro, tutti dicono che sia più facile del nuoto ma se non provi entrambe le specialità non puoi dire se sia più facile o no!

Un grosso in bocca al lupo a chi intraprenderà questo cammino, vi aspettiamo al blocco di partenza…

Grazie mille, e a presto!

Take your mark!!!

(Foto copertina: Corsia4 by M. Romanenghi)