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Bierre e l’Assoluto dalla poltrona: tutti bravi, ma l’arrivo è al Vigorelli

Bierre e l’Assoluto dalla poltrona: tutti bravi, ma l’arrivo è al Vigorelli

Così dice il Moro che di picchi se ne intende, sia di forma che di lattato! Come una scalata, questi italiani si sono conclusi con tante conferme, buone sorprese e anche diverse sparizioni (e non è colpa del mago Silvan).

Oggi scommessona con Andrea Rinaldo, uno dei mentori di X-Metrics e forumista della prima ora. Aveva una cena in ballo, e mi ha chiesto un parere. Dopo averlo battuto sonoramente ai Criteria in un paio di occasioni, qui gli ho inflitto una dura lezione. Mi ha chiesto della sua scommessa che prevedeva almeno 3 record in quattro gare. Ne ho confermato uno solo, Carini. Agli altri ho detto un forse e due no. Ho sbagliato solo nel predire il sub 16′ di Quadarella. Naturalmente la cena non l’ha vinta.

Risolta anche la querelle del baffo Martinenghi/Restivo. Mia moglie promette spiegazioni al suo ritorno. Posto che a me va bene con baffo e senza baffo, basta andare forte (Spitz andava di più coi baffi), a mia moglie piacciono di più senza. Quindi se li sono tagliati (ma non credo sia merito di mia moglie).

Sempre mia moglie ha avuto un “contatto ravvicinato” con i papà fiorentini. Babbo Zazzeri e babbo Megli – loro si definiscono così – e mamme al seguito ringraziano per il nostro lavoro. Noi ringraziamo tutti i babbo e mamma Zazzeri e Megli per darci tanti piccoli e grandi Zazzeri e Megli: datecene ancora, e noi ne parleremo.

Passiamo a cose più serie.

Sono abbastanza soddisfatto. Intanto abbiamo 20 pass individuali, con 13 atleti diversi. A questi si aggiungono 7 staffettisti certi, con tutte le staffette qualificate. Restano da definire solo alcuni nomi, ma le staffe a stile sono per me già quasi complete e la Quadarella può dare una mano in quella del mezzo miglio.

Il campionato della rana maschile si conclude con il primato italiano in tessuto di Pizzini, che a 28 anni ottiene la sua miglior prestazione di sempre, avvalendosi della tirata del gregario Martinenghi che lo porta ai 100 metri in un perfetto 1’02”: 32″9, 33″0 e se proviamo a tenere in 33″0 ci scappa un 2’08” che ti lancia nell’olimpo. Il miglioramento è notevole, più di un secondo. Il “gregario” di lusso si accontenta del bronzo, e del record italiano juniores, in 2’11″63 strappato a Bizzarri, che arriva all’argento. Il cerchio si chiude. Al discepolo manca una vasca, se ci crede e chiude non in 35″ ma 33″ anche lui, il tempone viene. Ma non succederà, a Budapest non farà i 200. Magari Indianapolis, se ci andrà.

L’altra gara avvincente di giornata sono i 200 stile. Dei Cadetti visti ai Criteria, Proietti Colonna e Lombini si riconfermano. Megli come detto puntava tutto qui, e la mia scommessa si anticipa. Ecco il primo Cadetto che va nella 4x200. Molto bene. Dotto e Magnini sono già in Ungheria, la staffetta è qualificata, Magnini è felice perché vede gli eredi crescere (anzi li vede già cresciuti, Miressi e Vendrame gli danno una testa). Gabriele fa la sua gara, non è contento ma per uno che in parole povere ha passato la notte in bagno… veramente il massimo. Abbiamo cinque sotto 1’49”, non ricordo da quanto, e otto sotto 1’50” nelle due finali. Due Cadetti, uno Junior, Nardini, che completa la sua bella opera con la nazionale pescata anche nei 200 dopo i 100. Il ragazzo ci sa fare: uno dei ragazzi della mia squadra lo ha battuto a Brescia due settimane fa nei 50 e si sentiva onorato di averlo fatto. Spero che lo batta ancora, significa che siamo sulla strada giusta!

Parlo di tutti questi giovani, perché è stato il campionato dei giovani. Junior, Cadetti e Senior non sono venuti a far comparsa qui. C’è una nazionale giovanile da fare – che infatti è stata fatta e conta al momento a mio parere almeno 25 elementi – ma anche uno sguardo più su da dare. Per mettere un po’ di sano pepe agli atleti più esperti, come dice anche Luca Sacchi ai nostri microfoni (scusate ma ho sempre sognato di dirlo e adesso grazie a mia moglie posso farlo). E così sono stati battuti oltre a 4 primati assoluti e due in tessuto (l’altro è il Detti di oggi sui 200), anche 2 primati Cadetti, uno Junior e tre Ragazzi. Thomas Ceccon oggi nei 50 dorso prima scende a 26″06 poi in finale è quarto con 25″71. Sì avete letto bene, e quarta posizione. L’apnea rispetto ai big è ancora così così, ma a sedici anni che volete?

Il punto dolente? Dorso in generale. Un pass solo, nessuno per la staffetta. Lo stile che sembrava in crescita è di nuovo ripiombato in difficoltà. Ma il materiale per riprendersi c’è, e i giovani spingono. Come sempre, c’è posto, basta spingere.

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Gare di oggi.

Ho volutamente aspettato a parlare dei 100 rana. Non ci siamo, Passaggio lento e ritorno pure. Troppa aspettativa, troppa attesa. Speravo che Casti fosse messa meglio, dopo i 50. La solita progressione da 34″ non si è sviluppata. La Carraro punge, resta in testa nonostante quel recupero a ponte che non mi è mai piaciuto. Addirittura sfiora il colpaccio la rediviva Scarcella, che infatti ha il ritorno migliore. Sotto 1’09” anche Angiolini. Nella serie B Memo passa e si aggiudica la maglia azzurra.

I 200 farfalla nel segno di Giacomo. L’atleta della V rossa della Vittorino portata con eleganza sotto la cuffia delle Fiamme Gialle che elargiscono lo stipendio si lancia al mattino come si dovrebbe fare. Al pomeriggio si lancia ancora più forte, forse un filo esagerato il secondo 50 in 28″9. Ma quando fai il record italiano che già era tuo, chi siamo noi per criticare. Adesso vogliamo la finale magiara e un altro record, per questo altro Cadetto in nazionale. Intanto, Berlincioni abdica in 1’57”, sei sotto i 2′, e Chirico a 2’01″84 torna in azzurro.

Se Ghidini con la vittoria si aggiudica la nazionale Juniores, Di Pietro si accontenta del titolo in 24″93. Costanza di rendimento per Dipi, che in questo campionato riesce a fare tutto. Ma il record non arriva neanche qua. Amen, noi ti vogliamo lo stesso, perché altre seguano l’esempio del jet tascabile.

Detto di Ceccon, i 50 dorso non lasciano il segno se non per la vittoria di Bonacchi. Il pistoiese però è il lontano parente di quella schiera di giovani, tra cui Laugeni, che due o tre anni fa ci facevano ben sperare. Quelli di adesso sono Mora e Fava, qui in finale B. Ma non basta, i 2001 sono più avanti. La ricetta per vincere non ce l’ho, il talento lo avete voi.

Non mi sono dimenticato di Simona, era parte integrante della scommessa di Rino X-Metrics.

Ma qui non c’è più benzina per fare sotto i 16′. Ce n’è per fare un altro pass. E allora facciamolo, sto 1500 ai Mondiali, già che ci dobbiamo andare. Si completa all’80% la resurrezione della Gabbrielleschi (che non è Brunelleschi, per fortuna).

Pochi secondi dal pass, sette secondi tirati giù e quinto posto all-time. Ottimo. Salin è la migliore Junior, l’ennesima 2002 a conquistare Israele e lo fa con tempo limite: la tredicesima e ultima. Dai che non sono pochi gli Junior in tabella, metà dei qualificati.

Pizzini e i 200 rana, storia di amore e odio. Quello che non capisco io è come Bizzarri, Giorgetti, non riescano a tirarsi a questo livello dopo una crescita giovanile molto buona. Se lo ha fatto Pizzini, possiamo farlo: e lo dice anche Rosolino, perdiana.

Ponga vince il duello nella B e si qualifica come migliore Junior.

Mi tengo per ultima la grande delusione e la gara più bella.

Misti, no no e no.

Ma perché si guardano, perché aspettano? E poi come si fa a chiudere in 32″!!! Cusi butta via il mondiale, sempre in testa, senza timore bisogna osare. Se ci crede, deve lavorare ancora più duramente. Quest’anno c’è ancora scuola, un altro anno si vedrà. Forza Cusi, non ci deludere. Franceschi all’ennesima fregatura. Record a Milano, l’unica che non conferma il fatto che forte a Milano, forte agli Assoluti. Dovrebbero fare una regola per cui Cusi e Francheschi devono gareggiare solo in corsia vicine.

E infine lui, sempre lui. La gara migliore è sempre quella che non hai ancora fatto. Difatti alla domanda qual è la tua gara migliore dei campionati risponde “i 1500”.

Detti fa 50 metri di assaggio e poi continua ad accelerare. 52″7-53″6, un 200 in negative credo che non sia possibile, ma lui lo fa.

Ci vediamo al Vigorelli, comprate i biglietti.

(foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4.it)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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