Non servono litri di caffè per restare svegli questa notte. Il primo “pomeriggio”, anche se là è sera e qui siamo tutti nella fase REM, è alle porte e le aspettative sono tante e tutte riposte sulle solide braccia livornesi di Gabriele Detti. Ci vuole un’impresa, e noi tutti ce l’aspettiamo.

Ci sono 2 americani, 2 australiani e 2 giapponesi: sembra l’incipit di una barzelletta da quattro soldi ma è parte dei partecipanti ai 400 misti, prima finale olimpica di Rio. Con loro anche i sorprendenti Pons e Litchfield. Nessun sorpresa però in gara. Hagino e Seto scappano via già dalla farfalla, mentre dorso e rana vedono il rientro di Kalisz. Il compagno di allenamenti di Phelps risucchia il due volte campione mondiale Seto ma non riesce a beffare anche Hagino, che vince con il nuovo record continentale di 4’06”05. L‘imperatore sale sul trono degli Stati Uniti, che dal 1996 trionfavano in questa prova (due volte Dolan, due Phelps e una Lochte).

Si scalda l’Estadio Olimpico con l’ingresso nella prima semi delle brasiliane De Paula e Marcal. Chi forse ha freddo è l’eccentrica ungherese Szilágyi che si presenta con un piumino rosa, mentre i primi problemi tecnici ricacciano giù dal blocco le ragazze pronte al via. Tra la Vollmer e la Ikee ci sono 13 anni, con la giovane giapponese che beffa tutte nel finale stampando con 57” basso il nuovo primato nipponico. Rischia la Worrell (che infatti esce) anche perché nella seconda semi la Sjöström parte e vira male ma stampa un 55”84 a due decimi del suo WR che fa paura. Record olimpico e pacca sulla spalla alla giovane Oleksiak, che probabilmente avrà il futuro dalla sua, ma non questa edizione dei Giochi.

Un attimo di respiro e si arriva al momento più atteso della notte. Gabriele Detti entra in corsia 3 per scrivere la storia: finale da paura con una lista partenti pazzesca. Guy fa la voce grossa i primi 200 ma senza strappare troppo, Detti insegue in ultima posizione. Ai 300 Sun e Horton si affacciano pigramente alle prime posizioni per poi scappare via l’ultimo 50. Crolla Guy, non molla Dwyer, ma negli ultimi 25 lascio perdere il duello per l’oro e butto l’occhio verso l’alto della vasca. Tra Detti e gli altri c’è luce, il bronzo è suo!!! 3’43”49, a soli nove centesimi dal record italiano di Massimiliano Rosolino di Sydney 2000, occasione dell’ultima medaglia azzurra in questa distanza! Vince Horton per la gioia di molti, beffato Sun di poco meno di due decimi.

Impreco quando la pubblicità in tv sulla Rai mi taglia mezza intervista al neo bronzo olimpico che però è di poche parole “mi son preso le mie rivincite, ma ci sono ancora due gare” dice ancora bagnato e forse sotto shock, per poi a mente fredda e con la medaglia al collo ringraziare mamma e “babbo” oltre a tutti quelli che si son svegliati per vederlo: “è il sogno della mia vita!”. Grazie Gabriele, lo hai reso anche un po’ nostro!

52° Nico Sapio, a Genova si apre la stagione del nuoto azzurro

Con la 52ª​ edizione del Trofeo Nico Sapio di Genova prende il via ufficialmente la stagione del nuoto azzurra 2026-2027! Anche se abbiam avuto modo di vedere già diversi rappresentanti del Tricolore impegnati in Coppa del Mondo, è il prestigioso trofeo ligure ad...

Fatti di nuoto Weekly: i Rivali di Thomas Ceccon

Siamo giunti a fine ottobre, tra due settimane ci sono gli Assoluti e a Riccione si parlerà di tempi e qualificazioni mondiali per Pechino 2026. Tuttavia, c’è chi è già qualificato grazie ai risultati ottenuti questa estate, e può già pensare alla prima grande...

Fatti di nuoto Weekly: inizia la Storia dei 50 alle Olimpiadi

Terminata l’edizione 2026, World Aquatics ha già ufficializzato date e modalità di svolgimento della World Cup 2027, che sarà molto più interessante per diversi motivi. Oggi, in Fatti di nuoto Weekly, trovate le notizie confermate e le opinioni che ne alimentano...

5 nomi dalla World Cup di Nuoto di Astana

Il terzo step della World Cup 2026 si è svolto ad Astana, in Kazakistan, tappa che ha concluso la “via della seta” di World Aquatics, il tour autunnale che ha fatto sia da apertura di stagione che da preambolo per i Mondiali di Pechino. Al termine delle prove, i...

Lo Schema frontale nelle nuotate simmetriche: il delfino

In questo articolo poniamo l'attenzione sullo schema frontale che caratterizza le nuotate simmetriche, quindi lo schema che viene utilizzato nel delfino, nella rana e in tutte le fasi di subacquea.Nella farfalla, l’azione degli arti inferiori è legata alle azioni...

Fatti di nuoto Weekly: Sport o Agonismo

Siamo a metà ottobre, un momento in cui le competizioni veramente importanti, nel nuoto, sono o troppo indietro o troppo avanti nel tempo. Quale spazio migliore, quindi, per farsi delle domande più serie del solito? Oggi Fatti di nuoto Weekly si interroga sul vero...

Coppa Comen 2026, gli azzurrini protagonisti nel fondo

Quando sembrava ormai finita, alla stagione delle open water internazionali mancava invece un colpo di coda di livello, quello della Mediterranean Cup, cioè la Coppa Comen riservata ai ragazzi nati tra il 2009 e il 2012. Si è svolta a Malta, e ha visto l’Italia...

5 nomi dalla World Cup di Nuoto di Tashkent

Si è svolta a Tashkent, in Uzbekistan, la seconda tappa della “via della seta del nuoto”, come è stata rinominata la World Cup 2026. Una tappa assai frizzante, che ha visto cadere ben due record del mondo e diverse altre prestazioni di alto livello. Senza ripetersi...

5 Calciatori che devono molto alla piscina

Calcio e nuoto sono due sport, all’apparenza, molto distanti tra loro. Il primo è il più famoso e praticato sport a livello mondiale, e la sua diffusione capillare ha fatto sì che i calciatori siano diventate sempre di più star globali di uno spettacolo che travalica...

Fatti di nuoto Weekly: la stagione delle nuotate in acque libere

Ora che l’estate, perlomeno dal punto di vista del calendario, è ufficialmente finita, possiamo tirare una riga e parlare di un fenomeno che, negli ultimi tempi, sta sempre più prendendo popolarità: quello delle nuotate-traversate. Fatti di nuoto Weekly fa la conta...

Dopo un’ora circa di gare si comincia a fare un altro sport. O perlomeno lo fa Katinka Hosszú. Dopo il primato europeo della mattina, che non è stato mondiale per colpa di quei famosi 100 stile finale della meteora Ye Shiwen, l’Iron Lady ci riprova. Più di un secondo di margine sul WR dopo la farfalla, pennella il dorso e si porta a 3” e mezzo, controlla la rana e vira ai 300 con 5” di vantaggio. La linea gialla non la raggiunge più, è finalmente oro olimpico e nuovo record mondiale! Il marito-allenatore Tusup, con un taglio di capelli rivedibile, impazzisce di gioia come al solito, Katinka sale sulla corsia. Il mondo è suo!! 4’26”36! DiRado e Belmonte le fanno compagnia sul podio.

Dall’Iron Lady al maghetto Adam Peaty. Anche lui viene da un altro pianeta e dopo il WR della mattina replica sostanzialmente la gara peggiorando, nella seconda semi dei 100 rana, di soli sette centesimi. Se anche domani si confermerà in questa condizione, e sono sicuro lo farà, tutti gli altri potranno ambire soltanto all’argento, anche il campione olimpico van der Burgh. Si entra in finale con 59”4! “Atmosfera e grande pubblico mi spingono a fare meglio, vedremo domani” racconta al volo ai microfoni Rai il buon Adam.

L’ultimo podio della prima giornata di finali arriva con la 4×100 stile donne. La grande favorita Australia deve aspettare fino all’ingresso in acqua delle sorelle Campbell per prendersi oro e WR. L’ultima frazione vede in acqua la primatista mondiale della distanza Cate Campbell (arrivo quasi in scioltezza e 51”9), quella di 400, 800 e 1500 Katie Ledecky, che porta all’argento gli Stati Uniti e la giovane Oleksiak, stella di un giovanissimo quartetto canadese che vince uno storico bronzo. Ah, presente anche la primatista mondiale dei 200, la nostra Federica Pellegrini che come le compagne peggiora leggermente dal mattino. Azzurre comunque seste e soddisfatte: “Mi mancano gli ultimi metri” spiega Erika Ferraioli, stranamente deludente in apertura di staffetta, mentre è più contenta la Di Pietro: “forse ho forzato il passaggio, ma mi sono divertita”. “Chiaramente abbiamo dato il massimo, una finale forse non ce l’aspettavamo” commenta Aglaia Pezzato, parole confermate da Federica Pellegrini: “è dal 2000 che questa staffetta non andava in finale, per noi è già stato un bel successo”.

Tutto come da copione allora per questa prima nottata: Detti riesce in quello che tutti noi speravamo (ah, giusto per la cronaca, nuota come al solito in negativo con 1’51”8 e 1’51”4) e lancia al meglio la spedizione azzurra. Arrivano poi 3 record del mondo, mentre gli invischiati nei casi di doping steccano in parte (fuori Park dalla finale dei 400, Sun non vince mentre Gomes è dentro per un pelo alla finale dei 100 rana) in attesa della Efimova in acqua nel day 2. E comunque, forza azzurri!!!

(foto credits: deepbluemedia e profilo Twitter ufficiale di Katinka Hosszu)